Decreto dignità da oggi in aula, l’affondo di Rotelli: “Tutta forma e niente sostanza”

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NewTuscia – VITERBO – Domani nell’aula di Montecitorio (oggi, ndr) inizierà la discussione del “Decreto Dignità”. Il decreto, accoglie veramente la qualunque, si parte dai contratti a termine, passando agli investimenti produttivi, fino ad arrivare alla ludopatia.

Il dubbio che sia soprattutto un’operazione di marketing politico si tramuta in realtà quando, per fare un esempio, iniziano ad arrivare i primi segnali dall’allarme degli imprenditori o quando sulla ludopatia si adottano alcune forme di contrasto dimostrando poco coraggio.

Ma che c’entra la colazione? Che sia il caffè storico al centro, quello invincibile vicino casa, oppure quello aperto nei festivi, la scelta cade su di loro perché il cappuccino è buonissimo, perché il miele del cornetto è come piace a me e con ancor maggior piacere perché in tutti i casi, questi esercizi hanno scelto di NON ospitare slot e videolottery. Fratelli d’Italia ha presentato decine di emendamenti migliorativi al decreto di cui sopra, oggi ve ne racconto uno in particolare.

Il Governo, in Commissione Finanza e Lavoro, ha accolto soltanto il 50% dell’emendamento di Fratelli d’Italia Camera che introduce il marchio nazionale ‘NO SLOT’. Non è certamente cosa da poco, ma assolutamente insufficiente a premiare chi fa questa scelta etica, ma anche economica, visto il mancato introito di migliaia di euro l’anno. In realtà l’emendamento prevedeva, oltre all’istituzione del marchio ‘NO SLOT’ per gli esercizi commerciali, per i circoli privati e per altri luoghi deputati all’intrattenimento, che rimuovono o che scelgono di non installare slot machine o videolottery, agevolazioni sui tributi (es. Tari o Tosap) con criteri e modalita’ da determinare negli appositi regolamenti comunali. In aggiunta, il Governo non ha accolto altri emendamenti come la distanza minima delle Sale da gioco dai luoghi sensibili e la destinazione di maggiori fondi per la prevenzione e cura del disturbo da gioco d’azzardo; l’unico emendamento accettato e’ la sostituzione del termine ludopatia con quello, scientificamente corretto, di “Disturbo da Gioco d’Azzardo”. Insomma, l’ennesima occasione persa da chi, alla ricerca del tweet perfetto, ha voluto affrontare solo la forma, evitando la sostanza.

Mauro Rotelli
Deputato FdI