A Tarquinia si rappresenta “Rasenna”

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Stefano Stefanini

NewTuscia – TARQUINIA – Uno spettacolo inedito di  “Teatro Cinematico”, accompagnato da una colonna sonora di 31 canzoni, interamente suonate e cantate dal vivo.   Oltre 40 artisti del Collettivo Artisti e Musicanti  coinvolti in scena.

Sceneggiatura e Direzione Artistica: Giuseppe Calandrini. Arrangiamenti e Direzione Musicale: Danilo Ciatti, Gabriele Ripa. Regia: Alessandro Pascucci

Questo accadde a Tarkna, 400 a.C.Una donna senza scrupoli. La sete di potere. Una vendetta. Una maga. Un incantesimo. Un padre disperato in viaggio da Oriente ad Occidente alla ricerca del figlio rapito.

Tarquinia dedica due giorni alla celebrazione delle proprie radici e origini etrusche.

La  prima parte della manifestazione si svolge venerdì 03 agosto:

– ore 17:30 ETRUSCHI AL TRAMONTO…ASPETTANDO RASENNA: visita guidata al Tempio dell’Ara della Regina e aperitivo etrusco alla libreria caffè La Vita Nova con presentazione dello spettacolo Rasenna (prenotazioni: Claudia 347 6920574)

– 21:30 conferenza della Dott.ssa Alessandra Sileoni Presidente della STAS Società Tarquiniense di Arte e Storia: “TARQUINIA E IL MARE DELL’ANTICHITA’ – ALLE ORIGINI DELLA CIVILTA’ ETRUSCA” Lizza della Torre di Dante, Piazzale Europa

– ETRUSCOPOLIS visite guidate (info orari e costi: Daniela 333 1094455 Eleonora 333 3992315)

Sabato 4 agosto Rasenna

– dalle 18:00 esposizione di artigianato etrusco presso la Barriera San Giusto

– ore 21:30 Barriera San Giusto: concerto dal vivo e teatro cinematico fusi in uno spettacolo indimenticabile dal grande impatto visivo:  RASENNA.

Il Direttore Artistico GIUSEPPE CALANDRINI  ha anticipato la caratteristica di esclusività  della rappresentazione del “Teatro Cinematico”

Il Direttore Artistico GIUSEPPE CALANDRINI  ha anticipato la caratteristica di esclusivita della rappresentazione il “Teatro Cinematico”,  la deliberata assenza di un palco per portare il pubblico nello spettacolo e lo spettacolo nel pubblico, azzerando ogni distanza per creare maggiore empatia.

Come in un film – però visto dal vivo – il pubblico verrà proiettato in un’avventura ricca di personaggi, costumi sfarzosi ed emozioni, immerso direttamente nella scenografia naturale di Tarquinia.

Sarà come assistere a uno spaccato – seppure fantasy –  di vita etrusca, quasi potendolo toccare con mano.

Intrighi, lotte di potere, sacerdotesse, maghe, incantesimi, demoni, rapimenti, danzatrici, amore e morte faranno da sfondo ad una storia forte e densa di emozioni contrastanti, appositamente scritta per intrattenere.

A sottolineare ogni passo sarà sempre presente la musica, che cambierà continuamente portando il pubblico nei luoghi visitati dal protagonista, sottolineando la matrice etnica di ciascuna scena e amplificando le emozioni vissute in ciascuna azione.

Il nostro amico Gian Paolo Ripicchia, coinvolto direttamente nell’iniziativa, sottolinea le caratteristiche dei contenuti musicali.

Un insieme di brani famosi ed eterogenei tra loro sono stati completamente ri-arrangiati per loccasione trovando una matrice comune acustica e melodica che li unisca tra loro.  Ci saranno canzoni di Ennio Morricone, David Bowie, Peter Gabriel, Alan Parsons, Led Zeppelin, Hans Zimmer (Il Gladiatore), Nicola Alesini, Dead Can Dance, i temi delle serie più conosciute come Il Trono di Spade e Outlander, fino ad artisti attuali reinterpretati in una nuova veste semi-acustica come John Legend e Adele.

Un coro di 20 elementi, 2 cantanti solisti, una big band con 3 chitarre, fiati, timpani orchestrali, tastiere, basso, batteria, percussioni etniche come lo Zarb persiano e il Darbouka egiziano.

Scopriamo RASENNA  – la sua storia e la trama del racconto

Tarkna, 400 a.C.  Atunis è l’ultimo discendente ancora in vita di una nobile e amata famiglia Etrusca.La moglie malata muore: rimangono solamente lui e suo figlio, il piccolo Tages.

Atunis è una persona buona, di animo nobile, giovane e bello, per nulla interessato al Trono di Tarkna seppure benvoluto da tutti i suoi abitanti.

Ma a Tarkna vive anche una donna più matura, nobile, potente, temuta da tutti perché spietata e assetata di potere: Lucrezia. Il suo nome, l’unico di origini latine e non etrusche ci conferma quello che molti abitanti di Tarkna sanno e tacciono: la sua famiglia si è “imbastardita” con i Romani, che prepotentemente vogliono prendere il controllo assoluto di Tarkna. Lucrezia è una donna senza morale, senza scrupoli e con un solo obiettivo: il potere indiscusso a Tarkna.

Durante il funerale della moglie di Atunis (Losna), Lucrezia non esita ad offrirgli sua figlia Feronia per unire le due famiglie e non avere più rivali.

Atunis avvolto dal dolore per la perdita dell’amata moglie le risponde con tono sprezzante e ovviamente rifiuta la sua offerta. E, grave errore, lo fa pubblicamente.

Un oltraggio che Lucrezia non lascerà impunito.

Il rito funebre prosegue, con i cittadini di Tarkna che in processione portano il corpo di Losna fino alle soglie dell’oltretomba, dove Charun e Vanth lo prendono in consegna.

Nel frattempo il piccolo Tages scompare.

Atunis è completamente in preda al panico per aver perso l’amato figlio, tutto quello che gli rimaneva.  Nessun cittadino di Tarkna si offre di aiutarlo, perché tutti temono una vendetta di Lucrezia. Solo una donna, seppure impaurita, gli suggerisce di chiedere aiuto a Mania, una misteriosa sacerdotessa dedita a riti oscuri.

Mania, dopo essere stata corrotta da Lucrezia, accetta di offrire il suo falso aiuto al disperato Atunis, somministrandogli una pozione ed officiando un rito arcano.

Da questo momento inizia il viaggio di Atunis da Oriente ad Occidente alla ricerca del proprio figlio rapito. Un viaggio impossibile, frutto della magia o solo un delirio causato dall’intruglio allucinogeno preparato da Mania ? Nessuno può dirlo con certezza. Ma senza sapere come, Atunis si risveglia in Persia alla corte di Serse. Il quale, divertito dall’inusuale novità, spiega a questo giovane rampollo del popolo dei Rasenna che difficilmente un bambino può trovarsi alla corte del Re dei Re persiano. E gli mostra perché: lo circondano belle ragazze, danzatrici, ricchezze, sfarzo, spezie… di certo non bambini.

Il viaggio prosegue e in un batter d’occhio Atunis, sempre più disperato,  si trova in Britannia dove assiste a una misteriosa danza dei Druidi. Inizia poi un rito pagano che ha tutta l’aria di essere un sacrificio umano. Un bambino viene posto su un altare, pronto ad essere sacrificato. Quella che era disperazione si trasforma in panico, e poi in cieca violenza: Atunis si scaglia contro i druidi nel tentativo di raggiungere e liberare quello che sembra essere suo figlio.

Uccide tutti, per scoprire che si trattava solo di un fantoccio. Con questo gesto supera il punto di non ritorno: l’amore di un padre disperato si è tramutato in sangue e morte di innocenti. Atunis ha perso quel candore, quella purezza che lo contraddistingueva, ed è diventato un assassino accecato dalla disperazione e dall’odio.

Il suo viaggio prosegue e si risveglia nel Calus, gli inferi etruschi.

Un Calus del tutto immaginario, non conforme alla reale iconografia etrusca, dove i demoni hanno lunghe corna, e dove lo accoglie un inquietante ma sarcastico Demone Azzurro.

Atunis viene sbeffeggiato, poi accusato di essersi macchiato di sangue innocente in nome di nobili ideali, di essere diventato come il nemico che combatte, un’anima non più pura.

Intravede in un angolo il piccolo Tages, non tormentato dai diavoli, quanto piuttosto coccolato, e rimane incredulo: cosa ci fa un bambino innocente in mezzo ai demoni ? La presenza di Tages non è reale, piuttosto si tratta di una visione del futuro, di una premonizione.

E non sembra promettere bene. Atunis termina il suo viaggio trovandosi di nuovo a Tarkna.

Il cerchio si chiude.

E’ stato un lungo sogno ? Un viaggio reale seppure impossibile ?  Non importa, il buon Atunis non esiste più. Ormai c’è un padre impazzito di dolore, sporco di sangue, non più disposto a tollerare i soprusi di Lucrezia. La affronta.

Ma Lucrezia non è una donna che si lascia cogliere alla sprovvista: per tutta la storia ha sempre anticipato ogni azione di Atunis, e ha ponderato la sua inarrestabile vendetta e ascesa al potere.

Di fronte ad un uomo pronto ad ucciderla, senza scomporsi, mostra il piccolo Tages che era rimasto sempre con lei.  Atunis in un momento dimentica ogni cosa e si estranea dal mondo, in estasi per aver ritrovato il suo adorato figlio.

Lo chiama, piangendo di gioia, e lo abbraccia.  Conclude la presentazione del Direttore Artistico GIUSEPPE CALANDRINI:  Quello che succederà dopo sarà una sorpresa. Una sorpresa che lascerà tutti senza fiato.

Vale la pena non perdere una suggestione unica dove il genius loci della Citta’ si fonde con la vita drammatica e avvincente di una millenaria Civiltà, da cui in qualche modo noi  discendiamo.