Il ricordo di Paolo Borsellino e la lotta per la legalità

 Stefano Stefanini

NewTuscia – «Paolo Borsellino ha vissuto in maniera autentica il suo servizio allo Stato, con coraggio, dedizione e tenacia», così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato il giudice il 19 luglio dello scorso anno.

Nel commemorare queste figure, il capo dello Stato ha più volte affermato che ogni anniversario di un omicidio di Servitori dello Stato  “è un anniversario che interpella le coscienze di quanti hanno a cuore la difesa della nostra convivenza civile”. Ed ha proseguito: “Onorare nel modo più concreto la memoria loro e dei tanti magistrati, appartenenti alle forze dell’ordine e singoli cittadini che hanno perso la vita per assicurare l’affermazione dei diritti e il rispetto delle regole, richiede l’impegno di tutti nel contrastare, rifiutare e denunciare ogni forma di infiltrazione e di ricatto criminale, di malaffare e di corruzione”.

Sergio Mattarella, primo presidente palermitano nella storia della Repubblica, sottolinea inoltre che “nell’agire quotidiano ciascuno deve saper rinnovare la propria ferma adesione ai principi di giustizia e di legalità, quale condizione essenziale per garantire la vita della nostra comunità e costruire un avvenire di libertà e di progresso”.

Pur in presenza di tanti casi di illegalità e corruzione, deve prevalere il recupero di valori di onestà, solidarietà, di concordia civile e di vigilanza popolare sulla Legalità.

Per onorare adeguatamente la memoria di tanti “martiri della legalità” occorre ripartire, attraverso una duplice azione, con il recupero di “pratiche virtuose” dall’alto e dal basso. Dall’alto da parte delle Istituzioni rappresentative, dagli organi centrali dello Stato, sino ai Comuni, alla scuola, all’apparato produttivo ed alla famiglia.

Gli organi istituzionali, fondati sull’elettività dei loro componenti dovranno attuare una esigente selezione dei candidati: basta con gli amici degli amici, con le consorterie di spartizione degli incarichi degli appalti edilizi o sanitari pilotati da comitati di affari, che con le pratiche corruttive varie e sempre più sofisticate  aggravano le casse dello Stato e conseguentemente fanno pagare più tasse ai soliti contribuenti onesti.

Occorre altresì combattere l’impreparazione  di chi si candida a gestire la cosa pubblica, occorre dare prova di capacità’ di gestire la cosa pubblica partendo dal basso, maturando esperienze politiche che gradualmente immettono nella politica più complessa.

Diffuse pratiche illegali e corruttive si riscontrano oltre che nei servizi sociali anche nella pianificazione urbanistica del territorio, alla vendita del suolo, passando per le speculazioni edilizie, il lavoro nero e poco sicuro e il degrado idrogeologico.

Dal basso, qualora la classe politica dia reali segni di cambiamento e di recupero di onestà e servizio disinteressato alla collettività, i singoli cittadini, specie se giovani, dovranno curare, aiutati dai vari enti di formazione ed educazione sociale quali la scuola, la chiesa, le fedi  religiose e le famiglie, i piccoli gesti di cura delle cose pubbliche, dei beni culturali, del verde pubblico, di buone pratiche civiche, con una lotta al degrado, alle sporcizia ed alle cattive abitudini, alla maleducazione ed al menefreghismo.

Solo recuperando il rispetto e la correttezza nella gestione delle “piccole cose” attueremo un giusto recupero della civiltà e della legalità che determinano la vera libertà dei singoli ed il progresso generale del nostro Paese.

Lotta generalizzata alla corruzione dilagante, quantificabile dagli inquirenti in 60 miliardi allanno, con forniture e appalti pubblici gonfiati sino al 40 % dei costi reali.

Purtroppo la dimensione della corruzione, spesso legata alla malavita ed alla criminalità organizzata, sembra insormontabile, si parla di un costo della corruzione quantificabile in 60 miliardi all’anno, con forniture e appalti  pubblici gonfiati sino al 40 % dei costi reali. In questo senso la punizione effettiva ed esemplare dei corrotti e dei dilapidatori delle risorse pubbliche, scoperti e giudicati in tempi ragionevoli, deve essere la giusta condizione per recuperare la fiducia del Popolo nello Stato.

Altro capitolo da curare è l’effettivo e scrupoloso controllo di legittimità e di compatibilità di bilancio delle spese delle regioni e dei comuni: i Gruppi consiliari di opposizione  e di maggioranza regionali e comunali devono poter sottoporre al vaglio della Corte dei Conti Regionale – o di un organismo di controllo dotato di poteri forti di controllo e repressione degli sperperi –  spese abnormi, arbitrarie e di difficile sostenibilità con l’equilibrio di Bilancio, ovviamente senza rallentare la concreta realizzazione delle opere pubbliche e degli interventi manutentivi ai vari livelli.

Oltre alla lotta contro la corruzione, levasione fiscale  ed i veri sperperi di risorse, occorre un indirizzo chiaro dellUnione Europea e degli organismi dello Stato – per cui vanno verso una giusta direzione i recenti provvedimenti varati dal Governo con il Decreto Dignità – ad un urgente rinnovato accesso al credito per la produzione, alle imprese, specie se piccolo-artigianali, ed alle  famiglie per lacquisizione della casa e dei beni durevoli e per il consumo.

In questo frangente di moderata ripresa economica, va incentivato e premiato il recupero di una rinnovata fiducia nello sviluppo, credendo nelle proprie potenzialità, specie nei giovani, deve poter superare anche la diffusa quanto deleteria “miseria etico-morale e spirituale”, che crea egoismi delle classe più agiate, consumismo e materialismo sterili ed effimeri, spesso rendite parassitarie non fondate su un lavoro produttivo per il singolo e con valenza sociale per la collettività, nello spirito della Costituzione economica dell’Italia, oltre che una corruzione che appare di dimensioni sproporzionate.

Porre alla base del riscatto dellItalia i Valori condivisi dei principi fondamentali della Costituzione.

Come più volte affermato dal presidente della Repubblica, i Valori condivisi racchiusi nei principi fondamentali della nostra Costituzione daranno modo di  ricostruire una società dove la sobrietà e la solidarietà tra i soggetti economici, stato, impresa, famiglia ed enti intermedi, vissute in concreto, potranno far arretrare la miseria, e avranno la meglio sull’indifferenza e sull’egoismo, sul profitto e sullo spreco, e soprattutto sull’esclusione sociale, fenomeno da risolvere per recuperare le nuove marginalità: i senza lavoro, le famiglie con potere d’acquisto fortemente ridimensionato, i coniugi separati, i pensionati con trattamenti minimi, gli stranieri che non trovano lavoro in Italia.

Sulla legalità ed il senso della comunità lItalia può ripartire sulla strada dello sviluppo. 

Dal rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese si possono trarre alcune indicazioni per il futuro, in quanto sono  quattro le attenzioni mostrate degli italiani: la coesione nazionale, la famiglia, l’impresa e la formazione diventano i quattro nuclei da sostenere e incentivare, su cui investire perché l’Italia possa ripartire sulla strada dello sviluppo.

Il rinnovamento deve essere concretizzati non sull’età anagrafica ma sulla capacità di dare allo Stato, alle comunità di ogni livello un apporto superiore di idee, entusiasmo e concretezza che ispiri nel Popolo nuovi stimoli di crescere, non soltanto nell’economia, ma nel sociale, e nell’educazione, nella qualità della vita, nella cultura e nel saper vivere, nell’assistenza a chi ha veramente bisogno, per cui l’Italia, con la sua immensa tradizione storico-culturale e le sue eccellenze, può ancora incidere da protagonista nello scacchiere internazionale e nelle singole realtà territoriali, diverse ma sempre comunque unite sotto un’unica Bandiera.

Nelle scuole di ogni ordine e grado sono stati opportunamente programmati incontri formativi di dibattito sulla gestione rispettosa della Legalità dello Stato, per allenare i giovani ad appassionarsi alla cura della Repubblica a livello locale come nella dimensione centrale.

Su questi principi dobbiamo trovare ciascuno nel proprio ambito di azione – cittadini sovrani nell’espressione del Voto, autorità centrali e locali al servizio dei cittadini, politici, mondo dell’informazione, associazioni e movimenti, responsabili ed esponenti della produzione, del volontariato e del mondo dell’educazione  –  la forza di sensibilizzare il Popolo, specie i nostri giovani, su un nuovo Rinascimento morale, culturale e socio-economico, per riappropriare ai cittadini quella sovranità e quel protagonismo che la  Costituzione repubblicana conferisce loro, come doveri e come diritti fondamentali.