Perugia, consiglio comunale: approvato il bilancio consuntivo 2017 di Afas

NewTuscia – PERUGIA – Il Consiglio ha approvato con 28 voti a favore ed un contrario (Camicia) il bilancio consuntivo 2017 di Afas.

Nonostante le difficoltà congiunturali (crisi economica e modifiche normative intervenute nel settore) e gli importanti sconti applicati ai cittadini – ha spiegato l’assessore Cristina Bertinelli – Afas chiude il 2017 con un utile complessivo (gestione propria e per conto) di oltre 562mila euro, di cui 472mila dalla gestione propria delle farmacie del Comune di Perugia.

Dall’analisi dei numeri si conferma il proseguimento del miglioramento del risultato positivo della gestione propria con aumento rispetto al 2016 di circa 25mila euro (+5,7%). Tale valore è imputabile all’incremento del valore della produzione (+484mila euro rispetto al 2016) determinato a sua volta dall’aumento del fatturato (+557mila euro rispetto al 2016).

Anche la gestione finanziaria è migliorata rispetto all’anno precedente (+8.900 euro) con conseguenti effetti positivi aggiuntivi sul risultato ante imposte, risultato che nell’esercizio 2017 è stato pari ad euro 676mila circa con un incremento di 76mila euro rispetto al 2016. Il risultato netto d’esercizio ha però subito un incremento in valore assoluto minore a causa dell’effetto riduttivo determinato dall’incremento delle imposte passate da 152mila a 203mila euro.

Il risultato economico è frutto non solo dell’ottimizzazione e razionalizzazione delle risorse ma anche di una nuova visione e gestione manageriale dell’azienda iniziata ormai dal 2013.

La gestione consolidata chiude il 2017 con un risultato ante imposte di 809mila euro, mentre relativamente alla gestione propria Afas ha registrato un risultato ante imposte di 676mila euro anche a fronte dell’erogazione di 860mila euro al Comune di Perugia per la cessione del ramo d’azienda.

Nel 2017 il fatturato di Afas si attesta sui 20milioni con incremento di oltre 484mila euro rispetto al 2016 (+2,70%). Nel contempo crescono gli sconti erogati ai cittadini che passano da 369mila a 497mila euro.

L’attività dell’azienda è stata improntata anche nel 2017alla storica vocazione istituzionale di Afas: le farmacie cioè si pongono a fianco del paziente cui è riservata un’assoluta centralità nel sistema salute.

Vanno in questa direzione i servizi aggiuntivi e gratuiti erogati, gli sconti effettuati, nonché la pressante attività di educazione sanitaria formativa, informativa e preventiva realizzata.

Nel 2017, sulla base del piano industriale varato nel giugno 2015, Afas ha continuato l’attività di rinnovamento delle sedi, onde rendere le farmacie sempre più accoglienti e, comunque, pronte ad effettuare nuovi servizi previsti dalla normativa.

Camicia, aprendo il dibattito, ha sottolineato che, nonostante le richieste più volte da lui formulate al cda, ad oggi non è stato possibile avere nel dettaglio i bilanci delle singole farmacie. Per questa ed altre motivazioni il consigliere Psi ha manifestato perplessità sulla gestione di Afas, evidenziando come l’azienda abbia deciso di intraprendere iniziative rischiose (apertura di una parafarmacia presso l’ospedale) con scarsi risultati e contestuale spreco di risorse pubbliche. Altre criticità, denuncia Camicia, riguardano singole farmacie, i cui conti sono in rosso: il riferimento, tra le altre, è a quelle di Villa Pitignano, via della Pallotta o Monteluce a conferma che qualcosa non va: non è possibile, infatti, che tante farmacie tutte insieme producano un utile che una sola farmacia privata ottiene da sola.

Miccioni, in rappresentanza del Pd, ha rivendicato le scelte operate su Afas dal Partito Democratico nel corso della passata legislatura, che hanno prodotto un’inversione di tendenza significativa in termini economici. Il tutto senza snaturate la funzione di Afas da intendersi come farmacie al servizio dei cittadini anche in aree disagiate, non appetibili per il privato. Miccioni, inoltre, ha manifestato apprezzamento per la decisione, intervenuta nel corso del 2017, di aumento dell’affitto del ramo di azienda che Afas deve annualmente al comune. Una proposta che lo stesso consigliere Pd aveva lanciato in passato.

Rosetti ha confermato la valutazione positiva data dal M5S alla gestione di Afas, azienda che, si auspica, possa continuare ad ampliare il novero dei servizi offerti, come consentito dalla normativa. Afas, secondo la capogruppo, è esempio di un pubblico che funziona ed è in grado di stare in maniera competitiva sul mercato senza perdere la propria funzione sociale. La consigliera ha chiarito che Afas rappresenta un patrimonio che va difeso da tutti coloro che, ancora oggi, vorrebbero frettolosamente disfarsene per fare cassa.

Anche Numerini ha espresso un giudizio positivo sull’andamento di Afas che, dopo l’inversione di tendenza avvenuta nel 2013, sta progressivamente consolidando in questa legislatura i propri risultati economici. Va ricordato, peraltro, che Afas non si limita a produrre utili pari a circa 400mila euro, ma ben superiori (1,2 milioni complessivi) tenuto conto dell’affitto del ramo di azienda (800mila euro circa) che versa annualmente nelle casse del Comune.

CONSIGLIO COMUNALE/ CRISTINA ROSETTI NOMINATA PER L’OPPOSIZIONE MEMBRO DELL’OSSERVATORIO SUI RIFIUTI

L’opposizione in  Consiglio Comunale ha designato il consigliere Cristina Rosetti quale nuovo membro, spettante all’opposizione, dell’Osservatorio sui rifiuti al posto del dimissionario Diego Mencaroni. Rosetti ha riportato 10 voti a favore. Una scheda bianca.

La consigliera Mori (Pd) ha dichiarato di non partecipare alla votazione.

CONSIGLIO COMUNALE/ RESPINTA LA RELAZIONE DI ROSETTI SU OFFICINA SOCIALE UMBRA COOP ARL E PARCO DEL PINCETTO

E’ stata respinta con 14 voti contrari, 3 astenuti (Sorcini, Pittola e Leonardi) e tre a favore (M5S) la relazione finale presentata in V commissione dal consigliere Rosetti su “Officina sociale Umbra Coop a R.L. e Parco del Pincetto”.

La richiesta di attivazione, ricorda Rosetti, è stata presentata per verificare la legittimità degli atti comunali in relazione alla concessione di alcuni immobili ad Officina sociale Umbra nonché la concessione del Pincetto ad Arci; in quest’ultimo caso soprattutto per lo svolgimento dell’attività di ristorazione.

La relatrice ricorda che a seguito del bando Puc 2 sono stati assegnati (2012 e 2013) all’Officina alcuni immobili siti in via Sant’Ercolano; nel 2013, dopo richiesta di Arci, viene concesso anche il Parco del Pincetto per lo svolgimento di attività aggregative e culturali all’aperto per un canone di 200 euro annui.

Sottolinea, tuttavia, Rosetti che gli immobili assegnati dal Comune ad Officina sociale risultano essere molteplici e con canoni individuati in base a criteri non uniformi.

A seguito di una ricognizione effettuata in tempi recenti, gli uffici comunali hanno poi provveduto, con determina dirigenziale del febbraio 2017, a novare in un unico atto tutte le concessioni sottoscritte e quelle da formalizzare; per la prima volta nella determina si parla di ristorazione quanto mai in precedenza tale termine era stato usato.

Risulta evidente, pertanto, una difformità tra le destinazioni d’uso attuali e quelle che promanano dagli atti di concessione stipulati dal 2012 in poi; una difformità che avrebbe dovuto portare, a sensi di quanto previsto dai contratti, ad una decadenza.

Altra criticità risulta dovuta al fatto che il calcolo dei canoni di locazione per i diversi immobili è stato fatto sulla base di fonti diverse.

Entrando nel dettaglio del Pincetto, evidenzia Rosetti che nella convenzione del 2014 Arci si era impegnata a svolgere lì attività ricreative e culturali ad esclusione del servizio di ristoro.

Quest’ultimo sarebbe stato inserito nella successiva convenzione rinnovata.

Risulta peculiare all’istante che sull’area del Pincetto Officina sociale abbia presentato nel 2013 (luglio) una domanda di autorizzazione paesaggistica per lavori di sistemazione non avendo avuto ancora Arci l’assegnazione dell’immobile (settembre-ottobre 2013).

Peraltro è contestabile il fatto che un soggetto giuridico (Officina sociale) si sia sostituito ad altro (arci) nello svolgimento di tali operazioni, pur avendo la medesima persona fisica quale rappresentante. Una situazione che gli uffici comunali avrebbero omesso di controllare adeguatamente.

In sostanza, sancisce Rosetti, Officina sociale ha nella sua disponibilità uno spazio pubblico, il Pincetto, senza corrispondere canone o imposta, ove esercita attività commerciale (ristorazione) con fine di lucro, pur essendo tale area data in gestione ad altri (Arci).

In commissione queste anomalie ed irregolarità sono emerse dopo le audizioni dei competenti dirigenti comunali.

In conclusione Rosetti ritiene che l’Amministrazione non sia stata in grado di accertare lo stato di gestione degli immobili e la concreta destinazione d’uso degli stessi; spicca, in particolare, la perplessità per lo svolgimento di attività di ristorazione in diversi luoghi, in primis il Pincetto, contro ogni assegnazione.

Per tali ragioni Rosetti ritiene provata l’illegittimità degli atti della P.A. ed invita, per l’effetto, sindaco e giunta a porre in essere ogni azione necessaria per il superamento delle illegittimità e per accertare e denunciare i danni (erariale e non) subiti dall’Ente.

Aggiunge la capogruppo che a suo parere gli uffici comunali mancherebbero di comunicazione tra loro; se infatti da un lato si autorizza l’esecuzione di attività di ristoro, dall’altro si contesta tale circostanza. A fronte delle contestazioni comunali, peraltro, Arci evidenzia che deve assumersi una sostanziale identità tra Arci stessa e l’Officina sociale, essendo quest’ultima il soggetto economico del primo. Parimenti Arci respinge ogni addebito, ritenendo che ogni attività svolta in loco sia stata conforme ad assegnazioni e concessioni.

Differentemente Rosetti ritiene invece che in questa circostanza sia mancata totalmente la trasparenza e che, nel caso di specie, non sia stata garantita a tutti gli imprenditori la medesima opportunità.

L’assessore Bertinelli, sul caso prospettato da Rosetti, ha informato il Consiglio di alcune novità intervenute in materia. L’assessore ha confermato che quella in oggetto è una vicenda complessa che si è trascinata per anni palesando varie criticità. Per questo, su sollecitazione dell’Esecutivo, gli uffici si sono attivati nel corso dell’attuale legislatura per porre rimedio ad alcune situazioni poco chiare. A seguito dell’accertamento di alcune irregolarità, nell’ottobre del 2017 gli uffici comunali hanno contestato ad Arci tali aspetti, cui l’associazione ha replicato tramite il proprio legale, formulando in conclusione alcune proposte. Queste proposte migliorative sono state valutate positivamente dagli uffici in una relazione, di cui la giunta ha preso atto lo scorso 27 giugno, dando mandato alla struttura di individuare i correttivi da apportare alla convenzione in essere.

Arcudi ha ricordato che, da un punto di vista politico, l’operazione in oggetto è stata voluta dalla precedente Amministrazione con l’obiettivo di valorizzate un’area, quella del Pincetto, per anni in stato di degrado. Ed il progetto, con soddisfazione, può dirsi oggi riuscito visto che un’area nobile del centro storico di Perugia è stata totalmente recuperata ed è stata restituita al godimento dei cittadini. Il consigliere di Perugia civica e riformista ha tenuto a precisare che non è sempre facile per un’Amministrazione trovare partners privati disposti ad investire risorse proprie per recuperare spazi pubblici; per fortuna nel caso di specie il partner è stato individuato ed i risultati conseguenti sono sotto gli occhi di tutti. Arcudi ha detto, quindi, di non capire la volontà politica di qualcuno di colpire per motivi ideologici una situazione che funziona e che fa bene alla città; ben venga, invece, la soluzione prospettata dagli uffici che consentirà di mantenere gli aspetti positivi, correggendo alcune criticità amministrative.

Giaffreda, al contrario, ha sottolineato che nel corso della passata legislatura l’allora Amministrazione di centro-sinistra ha applicato nel centro storico di Perugia la regola dei “due pesi due misure” nei confronti dei locali commerciali. Di fatto, secondo quanto sostenuto dal consigliere M5S, alcuni esercenti sono stati fortemente penalizzati tanto da essere costretti a chiudere, mentre altri soggetti sono stati ampiamente premiati potendo gestire a prezzi irrisori molteplici spazi anche pubblici.

L’auspicio – ha concluso Giaffreda – è che questo stato di cose venga definitivamente corretto e si ristabilisca l’equità di trattamento.

A parere di Tracchegiani la vicenda è annosa, ma, finalmente, sembra sia sulla via della conclusione con correzione di tutte le eventuali irregolarità accertate. Il consigliere di FI ha accolto con favore, dunque, l’attività di revisione svolta dagli uffici e recepita dalla giunta, invitando Rosetti, di conseguenza, a ritirare la relazione in quanto ormai superata.

Rosetti, in replica, ha espresso perplessità per la soluzione adottata dalla giunta dopo ben 4 anni dall’inizio della legislatura. La giusta soluzione, secondo la capogruppo del M5S, peraltro sarebbe di far valere nelle sedi adatte le irregolarità compiute dall’associazione assegnataria su spazi che erano e restano pubblici.

Per Camicia questa è una delle tante vicende di cui si è reso protagonista l’Esecutivo di centro-sinistra in passato, purtroppo l’attuale Amministrazione da quando si è insediata ha preferito non cambiare nulla. Secondo il consigliere la questione sollevata dal M5S rappresenta un sassolino nello stagno; sarebbe preferibile, quindi, procedere con una disamina generale di tutta la situazione presente a Perugia onde poter correggere ogni caso critico.

CONSIGLIO COMUNALE/ APPROVATO LODG PRESENTATO DAI CONSIGLIERI LEONARDI E NUCCIARELLI SU TOILET BUS (BAGNI ITINERANTI)

E’ stato approvato con 13 voti a favore (Maggioranza e M5S) e 4 astenuti (PD) l’odg riguardante l’introduzione in città dei cosiddetti Toilet Bus, i bagni itineranti su autobus appositamente attrezzati, presentato dai consiglieri Angela Leonardi (Crea Perugia) e Franco Ivan Nucciarelli (Perugia Rinasce).

L’odg in sostanza riguarda la possibilità di introdurre, sull’esempio dell’Amsa di Milano, dei toilet bus, riadattando vecchi autobus in disuso, dotandoli di wc e lavandini, con l’obiettivo di offrire un servizio in più ai cittadini e turisti e contribuire a mantenere il decoro della città.

Secondo i proponenti, i bagni itineranti, infatti, sono utilizzabili nei luoghi di maggior affluenza di persone e sono esteticamente meno impattanti dei classici wc chimici e sarebbero quindi un’ottima soluzione per risolvere il problema di inciviltà, che soprattutto in alcune vie del centro, si presenta quando alcune persone le scambiano per bagni a cielo aperto.

Gli istanti hanno ribadito che la proposta non è l’unico rimedio, ma può rappresentare un primo passo verso una soluzione più ampia e definitiva. “Il Toilet bus –hanno detto- è una soluzione d’immagine che punta anche a sensibilizzare ad un maggior senso civico”.

Le spese dell’operazione, sempre secondo quanto riportato dagli istanti, potrebbero poi essere coperte dalle entrate di eventuali sponsorizzazioni da apporre sulle fiancate dei bus.