La vera Politica in Giorgio La Pira “sindaco santo”

loading...

Inventò gli incontri del Mediterraneo, di dialogo internazionale, la città al centro dell’impegno

di Stefano Stefanini

Giorgio La Pira

NewTuscia – FIRENZE – Papa Francesco ha, dunque, riconosciuto ufficialmente che il “Servo di Dio” Giorgio La Pira ha seguito più da vicino l’esempio di Cristo attraverso l’esercizio eroico delle virtù. Si è così conclusa la seconda fase del cammino intrapreso più di 35 anni fa a Firenze in onore del politico Dc che da tempo viene onorato dai cittadini di Firenze con l’appellativo di “sindaco santo”. Intellettuale , uomo di fede mistico, padre costituente, sindaco di Firenze professore universitario, uomo del dialogo e di pace tra le nazioni, uomo di difesa delle  “ Attese della Povera gente” e di impegno per un lavoro dignitoso per i cittadini, punto di riferimento di molte generazioni di politici e di uomini di chiesa, come il vescovo di Civita Castellana, mons. Romano Rossi.

In questo tempo di “egoismi internazionali”,  ricordare la testimonianza di Giorgio La Pira, testimone di pace e concordia tra il Popolo e tra i Popoli come riconoscimento del metodo del dialogo .

Ci sembra opportuno esprimere alcune considerazioni sulla figura del sindaco di Firenze, mistico e politico lungimirante, un profeta della convivenza pacifica e dello sviluppo dei popoli, secondo un Umanesimo cristiano in ambito socio-economico e politico, che solo da Firenze poteva scaturire, per aver conosciuto nella mia formazione giovanile nelle scuole di politica figure che hanno convissuto e appreso stili di vita e d’impegno politico dal professore di Diritto Romano all’Università di Firenze.

In vari momenti formativi sulla figura del sindaco di Firenze nel periodo della Guerra Fredda è emersa l’attualità della testimonianza di realismo politico di La Pira, sempre animato da un profondo senso di discernimento e di lungimiranza profetica al servizio della giustizia sociale internazionale e della Pace.

La sua testimonianza ha attualizzato i valori testimoniati un nuovo “umanesimo integrale” nei vari ambienti della vita sociale e religiosa delle comunità.

Firenze, è stata  e sarà il contesto ideale in cui sviluppare tale confronto. In questa città bellezza e carità si intrecciano da secoli; hanno generato opere d’arte uniche ma prodotto anche un contesto sociale, un clima culturale divenuto modello per l’intero Occidente.

In occasione dell’ importante convegno di studi “A 70 anni dall’ Assemblea Costituente”, svoltosi  a cura dell’associazione nazionale Giorgio La Pira nel  novembre 2017 presso la Sala delle Conferenze della Curia Vescovile Civita Castellana, dedicato alla  figura del sindaco di Firenze, mistico e politico lungimirante, un profeta della convivenza pacifica e dello sviluppo dei popoli, secondo un Umanesimo cristiano in ambito socio-economico e politico, che solo da Firenze poteva scaturire, per aver conosciuto personalmente nella mia formazione giovanile nelle scuole di politica figure come Ernesto Balducci, invitato in un incontro formativo dei giovani della Democrazia Cristiana di Viterbo convocato a Norcia dal dott. Renzo D’Orazi-  che hanno condiviso e appreso stili di vita e d’impegno politico dal professore di Diritto Romano all’Università di Firenze.

Nell’attuale contesto socio politico nazionale ed internazionale, emerge  la figura profetica di politico del dialogo del prof. Giorgio La Pira, che fece di Firenze nei “Colloqui Mediterranei” a partire dal 1958 la sede del dialogo tra i politici del mondo – tra ebrei, musulmani e cristiani con i viaggi a Mosca in piena Guerra Fredda – nel nome della coesistenza pacifica e del progresso materiale e spirituale dei popoli.

Nell’esperienza dei cattolici nel secondo dopoguerra” emerge chiaramente l’attualità della testimonianza di realismo politico di La Pira, sempre animato da un profondo senso di discernimento e di lungimiranza profetica al servizio della giustizia sociale internazionale e della Pace.

Queste sono le parole che Giorgio La Pira pronunciò a Ginevra nel 1954 all’ Assemblea della Croce Rossa Internazionale. In questo discorso il sindaco di Firenze  afferma con forza che le città e i loro amministratori hanno un compito inderogabile nella costruzione della pace e del progreso pacifico e armonioso dei Popoli:

(…) La mia dolce e armoniosa Firenze creata, in un certo senso, sia per l’uomo come per Dio, per essere come la città sulla montagna, luce e conforto sul cammino degli uomini, non vuole essere distrutta!  Questa stessa volontà di vita viene affermata, insieme con Firenze – grazie a una missione tacitamente affidata al sindaco del capoluogo toscano – da tutte le città della terra: città, ripeto, capitali e non capitali; grandi o piccole, storiche o di recente tradizione, artistiche e no: tutte indistintamente. Esse rivendicano unanimemente il loro inviolabile diritto all’esistenza: nessuno ha il diritto, per qualsiasi motivo, di distruggerle.

(…)Le generazioni attuali non hanno il diritto di distruggere una ricchezza che è stata loro affidata in vista delle generazioni future! Si tratta di beni che derivano dalle generazioni passate e di fronte ai quali le presenti rivestono la figura giuridica degli eredi fiduciari: i destinatari ultimi di questa eredità sono le generazioni successive.

(…) Sono venuto per affermare il diritto all’esistenza delle città umane, un diritto di cui siamo titolari, noi della generazione presente, ma del quale sono titolari ancor di più gli uomini delle generazioni future; un diritto il cui valore storico, sociale, politico, cui turale, religioso si fa più grande a misura che si chiarisce, nella meditazione umana attuale, il significato misterioso e profondo delle città….