Graforubrica. I leader propulsivi

Tiziana Agnitelli

NewTuscia – Cari/e “Newtusciani/e”, da piccola grafologa di “provincia”, in questo consueto nostro incontro, voglio esaminare le firme dei due leader propulsivi “mondiali”: Trump e Putin.

Ho reperito su Internet le loro firme che possiedono alcune caratteristiche determinanti per il ruolo che ricoprono: continuità del tracciato grafico, incomprensibilità, calibro grande, energia in movimento che “sbaraglia”, scritture impetuose che manifestano una indomabile e potente volontà.


Sono firme diverse, ma simili. Il tracciato è continuo, legato, progressivo e fermo (linea di condotta costante e coerente, sono dei “carrarmati” in movimento – movimento che crea un tracciato più curvo e occhiellato in Putin mentre in Trump è più angoloso e graffiante: entrambi possiedono una volontà incrollabile nel raggiungimento dell’obiettivo, ma con un differente modo di porsi – Putin apparentemente più accomodante, Trump in modo testardo e aggressivo). In entrambe le firme le maiuscole contengono all’interno un grafema incomprensibile (non sveleranno mai la propria interiorità e soprattutto nel gioco della politica avranno sempre un “nuovo asso” da giocare, nascosto ai più), come anche incomprensibile risulta essere tutto il tracciato (non daranno mai informazioni all’interlocutore sul loro reale pensiero, amano porsi in modo indecifrabile e soprattutto non interessa loro essere “compresi”); in entrambe le firme sono presenti degli uncini/ganci, più netti nella firma di Putin, (tenace volontà) e degli infangamenti (difficoltà nel gestire le emozioni del “cuore”).

Putin firma in modalità ascendente e il corpo letterale “sembra” una serpentina dove scorre l’elettricità (troverà sempre il modo di rialzarsi da una probabile caduta, più forte e determinato di prima) mentre Trump possiede allunghi sia nella zona inferiore che nella zona superiore con tratto pastoso e un tracciato angoloso (lo sostengono radici storiche e familiari e ha ideali che persegue con intransigenza ed inflessibilità, il tutto condito da sensorialità).

Entrambi, grafologicamente parlando, possiedono un’ambizione viva ed ardente che nell’estrinsecarsi genera delle scontrosità all’interlocutore, agli altri, al mondo, ma il loro carattere, così “ingombrante” per chi vi è in contatto o chi ne subisce le decisioni, è molto alieno alla volgarità, in quanto entrambi hanno un “culto” fine per la bellezza di vario genere, e tipo. Pertanto ricordando un aforisma di Charles Reade: “La bellezza è potere, un sorriso è la sua spada”, auguriamoci di vederli sorridere di più.