Francesco Serra espulso dal Pd con i suoi fedelissimi

NewTuscia – VITERBO – Francesco Serra e i suoi fedelissimi espulsi dal Partito Democratico per due anni. E’ la decisione presa all’unanimità dalla commissione di garanzia del Pd regionale del Lazio. Il motivo è presto detto: la presentazione della lista di Serra alle ultime elezioni comunali di Viterbo in contrapposizione a quella del Pd, che ha “lanciato” Luisa Ciambella a candidata sindaco per il partito.

Insieme a Francesco Serra è stato emesso lo stesso provvedimento, ufficializzato con la firma del presidente di commissione Alberto Tanzilli, per gli altri membri della lista di Serra: Domenico Baldini, Andrea Cutigni, Bruno Vincenti, Massimo Cappetti, Patrizia Frittelli, Mario Quintarelli e Patrizia Prosperi.

Quello che risulta chiaro che il Pd di Viterbo, da mesi in crisi nera dopo le “legnate” delle Politiche e in aperto contrasto tra i Fioroniani e i Panunziani (area di Serra), è che c’è aria di rivoluzione o del tutti a casa. La spaccatura per i candidati sindaco è la più oggettiva rappresentazione della situazione in atto. L’ultima prova del momento fatale è stata la perdita di città toscane “rosse” da decenni: Siena, Pisa e Massa.

A Viterbo l’espulsione di un cospicuo numero di iscritti, legati a Panunzi e Serra, certamente non farà altro che indebolire ulteriormente il Pd. Si usa l’arma dell’epurazione invece di dialogare e convocare, mediante gli organi preposti, incontri mirati per ragionare sul rilancio del Partito. Ma la crisi del Pd, si è detto, è nazionale e lascia aperte poche strade: o la rivoluzione, mediante un congresso straordinario per decidere un nuovo segretario e una del tutto nuova linea politica, o la fine. E, quindi, la necessità di un nuovo partito e soggetto politico tutto da costruire.

A Viterbo si è assistito esattamente allo stesso film: un Pd lacerato e suoi personaggi di spicco come Francesco Serra, certamente non facili a piegare la testa ai diktat locali e di Roma, hanno optato per cambiare strada.

Ora sarà solo da vedere se ci sarà la volontà di risanare un malato grave come il Pd o cambiare davvero strada.

 

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