Acqua potabile a Ronciglione, Chiricozzi: “Non crediamo che la Talete sia in grado di risolvere il problema”

NewTuscia – RONCIGLIONE- La trasmissione NEMO di RAI DUE ha affrontato la problematica dell’uso dei pesticidi in agricoltura, l’acqua potabile a Ronciglione e l’alga rossa del lago di Vico.

Il Comune di Ronciglione sappiamo essere stato commissariato dalla Regione Lazio perché non ha ancora affidato alla Talete il Servizio Idrico Integrato. Se ciò avverrà anche il prezzo dell’acqua lieviterà e non crediamo che la Talete sia in grado di risolvere il problema della distribuzione dell’acqua potabile.

Sappiamo anche che l’amministrazione Mengoni non vorrebbe cedere il servizio a Talete. Esprimiamo il nostro appoggio: è un atto che va ostacolato e fermato. Il passaggio del servizio idrico integrato alla Talete allontanerebbe per sempre la soluzione del problema acqua potabile, oltre che costringere i cittadini al pagamento dell’acqua al prezzo esorbitante pur non essendo l’acqua distribuita potabile.

Spetta a noi cittadini pretendere che ciò non avvenga.

Nella riunione avvenuta su iniziativa del Sindaco Mengoni con il nostro Comitato acqua potabile e la dottoressa Antonella Litta della ISDE ( Medici per l’ambiente) abbiamo appreso che l’amministrazione intende abbandonare la presa dell’acqua dal lago e sostituirla con la realizzazione di pozzi. Ciò è lodevole perché sappiamo bene che l’acqua dei pozzi anche se potrebbe contenere arsenico e fluoruri, può essere potabilizzata con filtri e dearsenificatori, mentre l’acqua del lago nonostante l’enorme spesa sostenuta per l’impianto filtrante presso l’emissario del lago il Rio Vicano nessuno è ancora riuscito a potabilizzare.

L’acqua del lago va abbandonata ed in fretta. Speriamo non ci siano cambiamenti di strategia e il Comune resista al commissariamento portando avanti il progetto di abbandono della presa dal lago.

L’altra grave questione riguarda il disinquinamento del lago, per il quale non vediamo ancora espressa la volontà della Regione Lazio di risolvere il problema legato all’apporto di azoto e fosforo, dovuto principalmente alla coltivazione della nocciolicoltura. La Regione Lazio approvò una legge che proibisce l’uso di pesticidi e concimi chimici nelle acque di superficie da utilizzare come potabili. La stessa legge però, in contraddizione con le stesse finalità, continua a permetterlo attraverso la redazione dei PUA ( piani di utilizzazione aziendale).  Dobbiamo chiedere con forza che la Regione stralci dalla legge tale punto.
Dobbiamo comunque tutti convincerci che l’agricoltura chimica va abbandonata, se vogliamo tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini, in primo luogo degli agricoltori.

Nemo su RAI DUE con la sua chiarissima inchiesta, sebbene per scarsità di tempo ridotta, ci ha fornito l’opportunità di chiedere ancora ai cittadini di Ronciglione e Caprarola di vigilare perché non si torni indietro e che le affermazioni e le promesse fatte vengano finalmente realizzate.

Raimondo Chiricozzi