Paola Celletti (LeBC): “Garantire la sicurezza in tutti i suoi significati”

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NewTuscia – VITERBO – Parlare di sicurezza non significa necessariamente parlare di ordine pubblico:  il mio primo pensiero va alle morti silenziose. Dietro ogni suicidio c’è una tragedia privata che, inevitabilmente, apre uno squarcio sull’Italia di oggi.  I casi di suicidio per motivi economici sono in crescita e la sfera riguarda in particolare i giovani: la disoccupazione e la precarietà sono le prime cause. Non posso fare a meno di riportare uno stralcio della lettera di Michele, un giovane trentenne che si è tolto la vita lasciando queste parole : “Non posso passare il tempo a cercare di sopravvivere… non è assolutamente questo il mondo che mi doveva essere consegnato, e nessuno mi può costringere a continuare a farne parte. È un incubo di problemi, privo di identità, privo di garanzie, privo di punti di riferimento, e privo ormai anche di prospettive. Questa generazione si vendica di un furto, il furto della felicità.”

Non solo la disoccupazione, ma anche la vita precaria, quella che non dà pace, che fa stare sempre in cerca di una briciola di serenità che inesorabilmente non arriva e che  alla fine  apre la strada a depressione, a  ludopatie  e  ad altre piaghe di questa società avvolta in un sistema in cui la competizione ha preso il posto della solidarietà e il profitto ha cancellato ogni valore umano.

Mi sento addosso  la responsabilità di essere parte di una generazione che non ha fatto abbastanza per difendere i diritti di quelle future.

Non a caso il primo obiettivo della nostra lista è il Lavoro, nella sua accezione più alta: lavoro stabile e dignitoso, un diritto oggi prezioso che ogni Istituzione, a partire dal Comune, ha il compito di promuovere in ogni ambito in cui interviene.

Un lavoro “sicuro”, perché il lavoro oggi uccide.   Sono oltre 150 i morti sul lavoro in Italia nei  primi  cinque mesi  del 2018. Le stragi sul lavoro sono in costante crescita e non fanno più neanche notizia.  Molto spesso derivano dal mancato rispetto delle norme sulla sicurezza ma anche dalla mancata o parziale regolarizzazione del lavoratore.
E’ compito del Comune  introdurre clausole all’interno dei contratti di appalto,  che tutelino la sicurezza dei lavoratori e  che garantiscano contratti  dignitosi,  inserendo norme di  controllo per la concessione del  suolo pubblico  e promuovendo ogni azione in difesa della dignità e della sicurezza sul lavoro, anche svolgendo un ruolo di  forte pressione sulle istituzioni regionali e centrali.

E ancora, penso alla morte per mano di un familiare o un di ex partner di donne uccise per la loro voglia di vivere, di conoscere il mondo, di affermarsi come persone e  non essere “oggetto morboso“ di un uomo. La cultura del possesso, la prevaricazione della libertà di scelta, l’incapacità di vedere le donne come altro da sé: sono queste, credo, le cause su cui lavorare, le situazioni più complesse da arginare.  Si tratta dello stesso analfabetismo culturale – di uomini e donne – che porta a cercare il nemico fuori da sé, che sia esso il mostro o lo straniero, pur di non indagare le motivazioni profonde che portano a quel tipo di comportamento.  La sicurezza in questi casi  può  arrivare solo attraverso un lungo cammino di crescita culturale della persona, a prescindere da uomo o donna che sia.  Ma le Istituzioni hanno il dovere di proporre luoghi permanenti di incontro sui temi caldi del disagio sociale, di individuare le criticità, le fragilità, le solitudini e  riconnettendo i singoli alla vita sociale,  perché non c’è modo di vincere le psicosi dell’odio se non nell’incontro, nel dialogo, nello scambio conoscitivo di reciproche esperienze.

Infine penso alla sicurezza ambientale, intesa come diritto alla qualità dell’acqua, dell’aria, del suolo. Ci domandiamo: è sicura una città che non contrasta l’uso massiccio  di pesticidi nell’agricoltura? è sicura una città che non riesce a garantire l’uso di un’acqua di buona qualità?  E’ sicura una città che affida a terzi la gestione del ciclo dei rifiuti, senza effettuare idonee verifiche sullo svolgimento e sui risultati del servizio ? La situazione di degrado e di incuria della nostra città ci indica quanto sia mancato il controllo.

Si legge, poi,  che, proprio in questo mese di giugno,  è previsto  l’avvio del processo per  reati di associazione per delinquere, truffa e frode nella gestione dei rifiuti urbani,  riguardanti  l’impianto di Casale Bussi, a due passi da Viterbo.

Determinante è il ruolo dell’Amministrazione comunale in merito a queste tematiche, che mettono a rischio la salute dei cittadini. Lo studio sull’incidenza dei tumori nel nostro territorio porta in evidenza quanto i temi dell’ambiente e della sicurezza siano strettamente connessi.

La lista LAVORO E BENI COMUNI ha discusso proprio di questo nell’iniziativa pubblica su Ambiente e Sanità svoltasi venerdì 1 giugno nella sala della Provincia,  rimettendo al centro l’importanza di ritornare alla gestione pubblica dei nostri BENI COMUNI.

Sono intervenuti molti esperti: la dott.ssa Litta, referente dei Medici per l’Ambiente, Gianni De Caro del Coordinamento Ambiente Tuscia, Francesco Lombardi del Coordinamento regionale Acqua Pubblica.

Ogni intervento legislativo, programmatico e d’indirizzo, anche delle nuove amministrazioni regionali, provinciali e comunali, dovrà tener conto dell’imprescindibile rapporto tra ambiente e salute e dovrà fare della tutela dell’ambiente la scelta prioritaria per ristabilire salute e benessere ai cittadini e garantire tutto ciò anche alle generazioni future.

In tempi di campagna elettorale, va di moda riempirsi la bocca di parole come “sicurezza”, e finisce sempre che lo si fa per invocare puntualmente ronde, telecamere e posti di blocco, magari perché è più semplice assicurarsi qualche voto in più.

Ma la sicurezza non è solo una questione di ordine pubblico: occorre a mio giudizio cominciare a declinarla in tutte le sue versioni e a praticarla cogliendone tutto il significato e tutte le potenzialità culturali e sociali, ai fini di una vita degna di essere vissuta.

Paola Celletti, candidata a Sindaco di LAVORO E BENI COMUNI