Lavoro e Beni Comuni: “Basta sprechi, occorre trovare lavoro”

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NewTucia – VITERBO – Il nostro primo obiettivo è il lavoro, nella sua accezione più alta: creare condizioni di lavoro stabili e dignitose, non lavoro occasionale, precario e sottopagato, come quel poco proposto negli ultimi anni a Viterbo. E ciò è realizzabile, perché la città e il suo territorio offrono notevoli risorse: la preziosa riserva termale, un centro storico di grande interesse  artistico, una terra feconda e un’agricoltura da rilanciare. Il che permette di progettare il futuro in una visione economica equilibrata: puntare sul turismo ma non solo.

Piuttosto, l’economia di questa città è stata gravemente danneggiata da una politica che ha tutelato solo la rendita, ovvero gli interessi di alcune famiglie influenti, e questo ne ha impedito lo sviluppo,  relegandola in uno stato di grave isolamento, anche strutturale. Non è un caso che Viterbo sia tagliata fuori da ogni snodo ferroviario e da un collegamento rapido con Roma e con altre città.

E’ urgente aprirsi al mondo reale, altrimenti si rischia di essere tagliati fuori per sempre. Le risorse oggi sono male investite; si spendono  milioni  di euro per pagare  affitti  a imprenditori privati;  pensiamo alla  Cittadella della Salute, agli uffici finanziari di via Ferroni, di Via Cardarelli,  alla Biblioteca ecc.;  nel frattempo  si tengono sfitti  locali pubblici come il Palazzo ex Molino di via Raniero Capocci, il Palazzo dell’ex Tribunale, Palazzo Calabresi, Palazzo Doria Pamphilj a via S. Pietro, e molti altri locali di proprietà pubblica, non di interesse artistico, situati nei vari quartieri della città.

Eliminare questi sprechi significa investire (quindi creare lavoro) e riportare risorse nelle casse del Comune.  Parallelamente, occorre rilanciare e incentivare l’edilizia per l’adeguamento e il recupero del patrimonio preesistente, sia pubblico che privato, mettendo limiti (con un nuovo, rigoroso piano regolatore) ad altre inutili cementificazioni.

Occorre  ridare vita al centro storico con la creazione di  parcheggi  adiacenti le mura e  riservando posti macchina gratuiti;   rendendolo agibile per tutti – per visitatori e residenti – a cominciare dall’eliminazione delle barriere architettoniche. Occorre incentivare con appositi contributi le nuove  attività artigianali e commerciali locali massacrate dalla grande distribuzione, defiscalizzare  quelle che ancora sopravvivono.

Non tutti sanno, inoltre, che abbiamo 170 ettari di terreno agricolo comunale abbandonato in zona Volpara, che potrebbe in parte essere ceduto a cooperative di giovani per attività produttive  che rispettino l’ambiente, incentivando la produzione agricola a km 0.  Nella stessa  zona Volpara si potrebbe progettare un grande mercato agroalimentare, capace di diventare un punto di riferimento per tutto il centro-Italia.

Le Amministrazioni Comunali che si sono alternate negli ultimi 25 anni non sono state in grado di  dotarsi di un Piano Termale che garantisse un’offerta distribuita su più operatori del settore; non hanno ancora  predisposto il bando per il recupero del complesso  delle ex Terme INPS; non hanno mai attivato convenzioni per i soggiorni dei dipendenti, come fanno tutte le città termali da venti anni a questa parte.

Ma ancor più inaccettabile è la noncuranza di tutte le amministrazioni  di fronte ai  prelievi  abusivi  di acqua termale, attraverso sfondamento di pozzi non autorizzati da parte di Società private locali. Nonostante le sentenze di Tribunali Amm.vi abbiano già prescritto da anni il ripristino e la restituzione dell’acqua abusivamente sottratta, le Amministrazioni locali sono rimaste inerti: un segnale inequivocabile di come la sudditanza di fronte agli interessi di pochi si traduca in danni gravi per la collettività.

Se terranno presenti le nostre denunce e le nostre proposte, le elezioni del 10 giugno possono determinare una svolta decisa e decisiva, per i giovani e per tutti cittadini di Viterbo.

 

PAOLA CELLETTI, candidata a Sindaco per la Lista civica “Lavoro e Beni Comuni”