Arianna Lazzareschi Belloni, Candidata Viva Viterbo sullo sviluppo

NewTuscia – VITERBO – Avere cura di Viterbo a 360 gradi. Per avere cura della città non bastano solo i murales ad abbellirla o rifare sporadiche facciate.
Avere cura della città è offrire servizi a 360° e su misura per tutti, grandi, piccoli o con disabilità, residenti e non.
Pensare alla manutenzione ordinaria e straordinaria di ogni realtà a grande e piccola scala della città di Viterbo e delle sue frazioni.
Pensare ad una riqualificazione delle aree urbane e del commercio per creare posti di lavoro e servizi al cittadino che possano, non solo migliorare la qualità della vita, ma soprattutto agevolare quegli scambi che si basano sulle economie tradizionali ed innovative locali, sia all’interno del territorio provinciale e sia all’esterno, sino ad arrivare alle esportazioni all’estero (UE e resto del mondo). Quindi avere cura significa valorizzare qualsiasi entità rappresenti il Paese, il comune, la provincia,dalle sagre ai prodotti locali, all’artigianato locale, alle opere d’arte e ai monumenti, alla Ricerca -Sviluppo ed Innovazione, fondati sulle esperienze locali, sino ad arrivare a nuovi modelli di sviluppo e della bio-economia, ossia un’economia popolare ed agro-urbana basata sulle risorse disponibili “in loco”. Dare priorità alla produzione locale significa potenziare il marchio già esistente Tuscia. Il comune capoluogo deve essere il primo promotore finanziario di crescita e di sviluppo turistico, investendo in comunicazione e in entusiasmo percepito nella crescita sostenibile nel presente e nel futuro.
Avere cura di una città di origini orgogliosamente etrusche come Viterbo, significa preoccuparsi della realizzazione di interventi urgenti per la rigenerazione delle aree urbane ed agricole degradate, attraverso la promozione di progetti di miglioramento della qualità del decoro urbano e delle campagne, di manutenzione, riuso e ri-funzionalizzazione delle aree pubbliche e delle strutture edilizie esistenti rivolti all’accrescimento della sicurezza territoriale e della capacità di resilienza urbana, al potenziamento delle prestazioni urbane anche con riferimento alla mobilità sostenibile ed alla previsione dei nuovi distretti agro-urbani in cui si producono risorse locali che auto-rigenerano se stesse e la vita locale e provinciale, allo sviluppo di pratiche,  come quelle del terzo settore e del servizio civile, per l’inclusione sociale. Una buona amministrazione deve occuparsi dell’adeguamento delle infrastrutture destinate ai servizi sociali e culturali, educativi e didattici, nonché alle attività culturali ed educative promosse da soggetti pubblici e privati al fine di incrementare fiducia e benessere.
Una buona amministrazione è la prima a dover avere la salvaguardia del proprio ambiente, diminuendo gli sprechi e attuando normative che li regolarizzino e trattando il tema nelle scuole. L’apparato didattico andrà inteso come promotore di centri in cui si promuove vera “educazione creativa” nell’originario senso della parola latina di “ex-ducere” = portare fuori l’anima o meglio la missione dell’individuo infante che percepisce lo “Status Quo” e vuole migliorarlo attraverso il proprio modo di “essere”, vedere e creare.
Ecco perché un vero buon governo significa trasparenza dei conteggi bio-economici. Mettere a disposizione del cittadino il bilancio comunale, non solo economico ma anche ambientale (Consumi/Rifiuti/Inquinamento), così da permettere ad ogni nuovo mandatario politico di essere in grado di riprendere in mano cosa si è lasciato a livello di bilanci e saper gestire al meglio le risorse rimanenti e che verranno. Quindi, non solo da un punto di vista economico convenzionale (pro- petrol-chimico), ma anche bio-economico (pro-risorse rinnovabili).
Buon governo significa lavorare per gli anni ed i partiti futuri, permettere anche ai nuovi eletti di  portare avanti ciò che si è iniziato da parte dei precedenti mandatari ai livelli di antiche bio- economie locali, senza rinnegarlo.
Lo scenario che proponiamo è quello di una staffetta dove i singoli partecipanti non portano  avanti esclusivamente il proprio mandato di partito eletto e vincente, ma gli obiettivi per il  bene bio-economico del comune agro-urbano del futuro e dei suoi cittadini (agricoltori, allevatori,commercianti, fornitori, tecnici, insegnanti, …. ecc….) lasciandone una traccia all’incontro tra le  staffette inter-partitiche della costruttività amministrativa locale.
Buon governo è lavorare per una visione di città “Bio-Agri-Urbana” cantierabile nell’immediato,  mettendo il cittadino, l’artigiano, l’agricoltore e l’allevatore che lavora e produce vero reddito  sostenibile al centro delle decisioni e consultandolo per capire le problematiche da parte di chi le  vive dal basso e quotidianamente a causa e/o grazie ai propri prodotti e servizi, strettamente legati  alla bio-economia. Abbiamo gli strumenti e le risorse per poter far ripartire una Viterbo “Post-Industriale” e “Bio- Agri-Urbana” senza inventarci nulla di nuovo, basta solo la volontà di attuarli.
Arianna Lazzareschi Belloni 
Arch Pianificatrice Iunior
Candidata Consiglio Comunale lista civica Viva Viterbo