I Pugnaloni di Acquapendente in esposizione all’Infiorata Storica di Roma

NewTuscia – ACQUAPENDENTE – “Ogni 29 giugno, in occasione della Festa dei Ss. Patroni di Roma Pietro e Paolo, Piazza San Pietro si trasforma in un museo a cielo aperto di tappeti floreali grazie all’Infiorata Storica di Roma. Una festa storica, riscoperta da Pro Loco Roma Capitale, che conserva intatta ancora oggi la sua tradizione e bellezza nel tripudio di colori e nell’esaltazione dell’arte effimera”. Così si legge sul sito web della Pro Loco Roma Capitale.

Ad arricchire questa splendida festa, anche quest’anno ci sarà una delegazione dei Pugnaloni di Acquapendente. Proprio in questi giorni infatti, la Pro Loco di Acquapendente si sta organizzando per rimettere a nuovo una delle quindici opere che hanno partecipato all’edizione appena conclusa.

Il Pugnalone scelto per l’occasione verrà “restaurato” durante la serata di giovedì 28 giugno, in modo da essere esposto in Piazza San Pietro a Roma il giorno seguente.

Sarà la Pro Loco di Acquapendente ad occuparsi dell’attaccatura di petali freschi, che permetteranno all’opera di esprimere tutta la sua bellezza, testimoniando l’importanza della festa dei Pugnaloni in un contesto importante e suggestivo come quello di Piazza San Pietro, accanto alle splendide infiorate che la orneranno.

Non è la prima volta che i Pugnaloni di Acquapendente se ne vanno in giro per il mondo: in passato infatti, le opere aquesiane erano state esposte in Liguria, in occasione di Pietra Ligure in Fiore: www.newtuscia.it/interna.asp?idPag=91170 ed in Toscana, in occasione della manifestazione“Pienza e i fiori”.

Origini dell’infiorata storica di Roma

“La manifestazione riprende l’antica tradizione storica di donare quadri floreali ai SS. Patroni di Roma Pietro e Paolo, realizzandoli davanti la Basilica di S. Pietro.

La prima Infiorata Storica ebbe luogo il 29 giugno del 1625, durante il pontificato di papa Urbano VIII, proprio ai piedi della scalinata della Basilica ad opera di Benedetto Drei, responsabile della Floreria Vaticana, e di suo figlio Pietro. Per omaggiare la ricorrenza dei Santi Patroni la piazza venne ammantata di “fiori frondati e minuzzati ad emulazione dell’opere del mosaico”.

Secondo i testi dell’epoca, Morto Benedetto Drei fu il grande Gian Lorenzo Bernini, principale artefice delle feste barocche a succedergli, ed è grazie a lui che “quest’arte floreale da Roma si divulgò” ai Castelli Romani, poi a Genzano e a Genazzano.

La tradizione si diffuse così a partire da Roma, ma proprio nella Capitale andò ben presto a scomparire. Oggi il fascino della tradizione e dell’arte effimera delle infiorate rivive nella sua città natale, in uno spettacolo unico, che per un giorno regala un’esperienza indimenticabile a chi la vive”.

Fonte: www.prolocoroma.it

I Pugnaloni di Acquapendente ed il Miracolo del Fiore

L’origine della festa della Madonna del Fiore affonda le sue radici nel lontano 1166, durante la tirannia del governatore di Federico I Barbarossa. Vuole la leggenda che due poveri contadini, durante il duro lavoro nei campi, si lamentassero delle misere condizioni in cui versavano gli aquesiani, accanto ad un ciliegio ormai secco: “Abbiamo tante speranze di riuscire a sconfiggere il Barbarossa, con i nostri pochi mezzi a disposizione, tante quante ne ha questo ciliegio di tornare a fiorire”.

La Madonna allora, mossa a compassione nei confronti del popolo di Acquapendente, rese possibile il miracolo: il ciliegio creduto secco fiorì, e gli aquesiani presero coraggio. Grazie alla protezione della Vergine, ebbero la meglio sul tiranno e riuscirono a cacciarlo, ottenendo la libertà.

I Pugnaloni oggi

La festa dei Pugnaloni, che si celebra tradizionalmente la terza domenica di maggio, prende spunto dagli eventi del Miracolo del Fiore: si presume che l’origine dei Pugnaloni derivi dai “pungoli”, attrezzi di lavoro che i contadini portavano in processione, adornati di ori, per rendere grazie alla Vergine Maria.

A distanza di otto secoli dalla cacciata del tiranno, i Pugnaloni si sono trasformati, diventando un tripudio di colori ed effetti spettacolari: pannelli di legno di 2.60 metri di larghezza per 3.60 di altezza, vengono disegnati e coperti di ori e foglie, secondo la tecnica del mosaico. Ogni gruppo (in tutto sono 15) ogni anno realizza un disegno diverso, ispirato sempre al tema della libertà e della pace.

Il momento più spettacolare della festa è senza dubbio la premiazione: tutti i gruppi si raccolgono in Piazza Girolamo Fabrizio, sventolando le proprie bandiere e stendardi e facendo il tifo per la propria opera. Solo le sei migliori vengono premiate da una giuria che cambia ogni anno.