“Non aver paura”, presentazione del film inchiesta

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Riceviamo e pubblichiamo

NewTuscia – VITERBO – Stimato direttore, la invito alla presentazione della società no profit, che sta affermando il suo programma e la figura del Tutor, come impedimento al proseguire delle violenze sulle donne.

Le chiedo, se lo ritenesse opportuno, di inserire nelle pagine del suo periodico la locandina e il programma, affinché sia letta dai suoi utenti.

Comunque,  sono felice di potere scrivere che siamo arrivati al giorno nel quale sottopongo alla verifica e alla curiosità della stampa e del pubblico, gli ambiziosi obiettivi concreti e sociali ed etico dell’ANELLO MANCANTE

Precederà la presentazione, la proiezione del trailer del film NON AVERE PAURA che avvierà il breve programma.

L’incontro pubblico avverrà:

mercoledì 6 giugno, alle ore 10 – palazzo della Provincia, via Saffi.

Sala delle conferenze, al piano terra.

Lo scopo della presentazione è composto da due temi:

1- presentare il Sistema sperimentale composto da incontri pubblici e cortometraggi tematici, con cui cercare di provocare una frattura culturale nella mentalità degli abitanti dei paesi del viterbese: sia nei rapporti interpersonali con le loro donne, sia nella paura sociale che caratterizza la maggioranza di essi.

     Di questa attività, come primo lavoro che introduce al problema diffuso, fa parte il trailer (e successivamente film inchiesta), Non Avere Paura, che sarà proiettato.

 2- far conoscere la nuova figura professionale del TUTOR, pensato per fermare i violenti ed impedire loro di fare del male. Inoltre questo professionista svolgerà funzioni di accompagnamento nei casi di persecuzione da stalker, rispondendo alla pressante richiesta pubblica che chiede: non lasciate sole le donne!

     Esso “assolverà” nelle sue funzioni alle mancanze della Magistratura e delle Forze dell’Ordine, ma anche della Società civile, accogliendo la paura e prendendosi cura delle donne sottoposte ad abusi, maltrattamenti e comunque che subiscono una pressione che provoca angoscia.

     Annunciare la costruzione dell’applicazione battezzata “Piramide di Cheope“. Una vera centrale operativa che organizza e attiva “utenti” e Tutor di una provincia. Ma mentre tutti studiano mezzi per rendere facile il lavoro di denuncia e della Magistratura, la Piramide di Cheope è studiata dal punto di vista delle donne.

     È allo studio la sua struttura segreta, dai contenuti inconoscibili da parte di chi non è la donna che chiede l’intervento del Tutor, ma che consente di farlo arrivare nel luogo giusto e in tempi rapidi.

Sarei felice se intervenisse.

Cordialmente, Mario Veronica