“D.N.A. (Dove nasce l’arte)”. Musei e non solo

Elisa Anzellotti

NewTuscia – È tendenza degli ultimi anni che il museo si apra a sempre maggiori attività proprio per andare contro quelle critiche che lo equiparano ad un cimitero ed attirare un pubblico sempre più vasto e vario (si veda in proposito il seguente articolo della sessione poster del III convegno internazionale di Museologia Reti creative. Paradigmi museali di produzione, gestione, comunicazione nell’era dell’iperconnettività, tenutosi a Roma nel Museo di Villa Giulia tra il 24-25 maggio 2018 Museum dia, https://en.calameo.com/read/005584524204386d204b8)

Performance, attività didattiche, musica e tanto altro entrano nei musei. In Europa questa è una consuetudine da anni, mentre in Italia solo da poco ci si sta muovendo in questa direzione. Ciò accade soprattutto in occasioni speciali come la Notte dei musei o in altro genere di aperture straordinarie, tuttavia è interessante analizzare questo fenomeno specialmente alla luce di un confronto con altre realtà che con le loro attività fungono da volano per economia e turismo come ad es. Tarraco Viva in Spagna oggi alla sua ventesima edizione. Questo festival si articola in due settimane ricche di eventi di ogni genere, ma tutti di alto valore scientifico e con un’attenta cura ai particolari. Qui da anni suona il gruppo di ricerca sulla musica dell’antica Roma Ludi Scaenici di cui chi scrive è la danzatrice e coreografa. Proprio a seguito di questa collaborazione è nato il libro di recentissima stampa La danza nell’antichità. Etruschi, Greci e Romani edito da Archeoares, nonché importanti progetti. Tante le performance in musei, siti archeologici (come Pompei ed Ercolano ad esempio), festival ed altri eventi che hanno l’obiettivo di avvicinare sempre più il pubblico permettendogli di compiere un immaginario viaggio nel tempo grazie alla musica e alle immagini che crea la danza.  Il 31 Maggio saranno presenti a Roma insieme ad altri gruppi per la presentazione del volume Musica e suoni dell’antica Europa che racchiude i 5 anni di ricerche del progetto Europeo sull’archeologia e la musica.

Già da questi pochi esempi possiamo notare quale immensa fonte di ricchezza potrebbe essere la cultura per l’Italia solo se saggiamente sfruttata.

L’arricchimento però non dovrebbe essere pensato solo a livello economico, ma anche in un senso più profondo. Prendere coscienza delle proprie risorse storico-artistiche ed identità sarebbe molto fruttuoso.

Invito dunque a sfruttare le bellezze del territorio e ricordare che la prima domenica del mese molti musei e luoghi di cultura sono gratuiti.

 

 

 

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