Approvato dalla Giunta regionale il Piano Sociale “Prendersi cura un Bene Comune”

Simone Stefanini Conti

NewTuscia – ROMA – E’ stato approvato ieri 22 maggio  dalla Giunta regionale del Lazio il Piano Sociale regionale ‘Prendersi cura un Bene Comune’. Dopo la delibera sulla legge per il diritto allo studio arriva un altro importante atto che dovrà passare al vaglio del Consiglio regionale già impegnato nello studio della legge di bilancio.

Il piano fissa obiettivi e strategie in materia di servizi alla persona: investimenti per contrastare la povertà e la violenza di genere, per il potenziamento dei servizi domiciliari e di quelli a favore degli anziani.

“La delibera approvata oggi dalla Giunta è un’altra importante conquista che porterà grandi benefici nella vita quotidiana di tantissimi cittadini. Un vero e proprio punto di svolta delle politiche sociali della nostra regione” – così il presidente, Nicola Zingaretti.

“Una rivoluzione rispetto alla tradizionale strategia a cui siamo abituati: il piano infatti ha una natura dinamica al cui centro ci sono i bisogni dei cittadini – la dichiarazione di Alessandra Troncarelli, assessore alle Politiche Sociali, che ha aggiunto: mi auguro dunque che il Consiglio regionale possa esaminare e approvare nel più breve tempo possibile il nuovo piano rispondendo così alle richieste di tante associazioni che operano su tutto il territorio regionale e di migliaia di cittadini che aspettano questo strumento da molto tempo”.

Il “Piano Sociale Regionale 2019-2021” rappresenta uno strumento importante per rafforzare ancora di più l’impegno per contrastare le disuguaglianze sociali e la povertà, e per garantire un welfare capace di rispondere meglio ai bisogni delle persone.  Vari gli obiettivi per sostenere le persone, le famiglie e i gruppi a maggior rischio di esclusione sociale.

Questi gli obiettivi fondamentali da perseguire  per sostenere le persone, le famiglie e i gruppi a maggior rischio di esclusione sociale:

1.più investimenti per contrastare la povertà,  anche attraverso il potenziamento delle reti di solidarietà, per aumentare la coesione delle comunità locali, migliorando il lavoro tra i soggetti che hanno responsabilità socio-assistenziali, compresi i destinatari degli interventi e le loro famiglie;

2.potenziamento dei servizi domiciliari e di prossimità, per ridurre l’isolamento e la solitudine delle persone a maggior rischio di esclusione sociale, con particolare riferimento alle persone anziane e con disabilità;

3. qualità dell’assistenza garantita con l’introduzione dei Livelli essenziali delle prestazioni sociali,per assicurare servizi di qualità in tutti i territori in modo omogeneo in tutto il Lazio, diminuendo le incertezze in merito al diritto alle prestazioni sociali e sociosanitarie;

4. punti unici di accesso ai diversi servizi, per renderli più accessibili a tutte e a tutti, e consentire di accedere più facilmente ai servizi sociali, soprattutto per le persone più esposte al rischio di emarginazione sociale, attraverso l’integrazione dei sistemi di welfare;

5. favorire l’autonomia personale, evitando ogni forma di dipendenza assistenzialistica e aumentando l’appropriatezza, la qualità e l’efficacia degli interventi, in una logica di welfare generativo mediante l’adozione di misure che aiutino le persone evitino ogni forma di dipendenza assistenzialistica;

6. maggiore programmazione e valutazione dei servizi, per migliorare l’efficienza del sistema mediante l’adozione di metodi rigorosi;

7. più trasparenza e dati affidabili per incrementare la disponibilità e l’utilizzo di informazioni tempestive che consentano una buona programmazione e gestione del sistema dei servizi sociali e sociosanitari.

Si prevedono ricadute concrete su tutte le tipologie di servizi. In particolare saranno potenziati:

a. i servizi per le persone anziane, in particolare quelli di semi-residenzialità e di assistenza domiciliare, grazie all’utilizzo delle risorse del Fondo Sociale Europeo;

b. sono previsti investimenti per favorire l’autonomia delle persone con disabilità, ed evitare situazioni di isolamento ed emarginazione, con il rafforzamento dell’integrazione tra servizi sociali e sanitari;

sarà predisposto un Piano regionale per l’infanzia e l’adolescenza, con l’obiettivo di supportare maggiormente le famiglie affidatarie e adottive attraverso la rete dei Centri famiglia regionali, in corso di istituzione.
d. sono molteplici gli interventi di promozione delle nuove generazioni: co-housing per studenti e lavoratori fuorisede, orientamento e inclusione lavorativa, servizio civile, contrasto alla dispersione scolastica e alle devianze; proseguirà il rafforzamento della rete di contrasto alla violenza di genere, già avviata con il raddoppio delle strutture di accoglienza realizzato negli ultimi anni.

Verranno, infine,  garantite nuove modalità di co-progettazione e partecipazione alla gestione dei servizi sociali tra amministrazioni pubbliche e organizzazioni del terzo settore, in un’ottica di maggiore trasparenza, e saranno supportate forme di programmazione partecipata presso i comuni e di coinvolgimento degli utenti dei servizi.

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