Problematiche del Lago di Vico, si è svolto un incontro presso la Prefettura di Viterbo

NewTuscia – VITERBO – Si è svolto lunedì 21 maggio 2108  presso la  Prefettura  di Viterbo  un incontro sulle problematiche ambientali e sanitarie derivanti dal degrado della qualità delle acque e dell’ecosistema del lago di Vico.

 Al termine dell’incontro la dottoressa Antonella Litta referente dell’Associazione medici per l’ambiente- Isde (International society of doctors for the environment) ha consegnato al dottor Giovanni Bruno prefetto di Viterbo un documento di sintesi relativo al degrado e inquinamento dell’ecosistema del lago di Vico, al rischio sanitario per le popolazioni di Caprarola e Ronciglione e agli interventi per la tutela della salute e la salvaguardia ambientale e ulteriore documentazione.

La situazione del lago di Vico

Il lago di Vico per le particolari e pregiate caratteristiche del suo ecosistema è  stato classificato come Sito d’importanza comunitariaSic n. IT6010024  e Zona di protezione speciale-Zps n. IT6010057.

Proprio per proteggere questo delicato ecosistema, nel 1982, veniva istituita la Riserva naturale regionale del lago di Vico (legge regionale del 28 settembre 1982 n. 47 e successiva legge regionale del 24 dicembre 2008 n. 24 ) che tra  i vari compiti avrebbe dovuto anche ” preservare l’equilibrio biologico del lago e l’effettiva potabilità delle sue acque” a tutela del diritto alla salute delle popolazioni che da questo lago attingono acqua ad uso umano.

La compromissione della qualità delle acque del lago di Vico è  invece purtroppo nota da anni ed oggetto di studi, ricerche e progetti da parte di Enti e Università (Istituto superiore di Sanità, Consiglio nazionale delle Ricerche – CNR, Università della Tuscia, Università di Roma La Sapienza e Università degli Studi Roma Tre).

Essa si caratterizza per la marcata riduzione del quantitativo di ossigeno,aumento della clorofilla e della biomassa algale ed è da attribuirsi alle massive fioriture del Cianobatterio Plankthotrix rubescens, detto comunemente alga rossa e delle altre specie cianobatteriche in particolare: Limnothrix redekei e Aphanizomenon ovalisporum, presenze ormai stabili e consistenti dell’ecosistema lacustre vicano.

Nelle acque del lago di Vico sono anche persistenti ed elevati i valori di arsenico (secondo il parametro previsto dal Decreto Legislativo 31/2001 per le acque ad uso potabile ovvero 10 microgrammi/litro), elemento questo tossico e cancerogeno certo secondo la classificazione dell’Agenzia internazionale di ricerca sul cancro – Iarc.

In  una riunione del tavolo tecnico istituito proprio sulle problematiche ambientali del lago di Vico, svoltasi presso la Provincia di Viterbo il 2 marzo 2010, riunione convocata dall’Assessorato all’Ambiente della Provincia di Viterbo sul tema specifico  “Attività di contrasto al degrado della qualità delle acque del lago di Vico“, venivano presentati dati che evidenziavano nelle acque del lago anche la presenza di altre sostanze tossiche e cancerogene, che di norma dovrebbero essere estranee alle acque del lago (mercurio, idrocarburi policiclici aromatici – IPA) e sulla cui presenza e provenienza l’Isde ha più volte chiesto l’avvio di specifiche indagini.

Sempre in quella stessa riunione venivano confermati i livelli di concentrazioni rilevate nei sedimenti del lago per gli elementi : Arsenico – 647 mg/kg SS (valore soglia 20 mg/kg SS) -, Cadmio – 12 mg/kg SS (valore soglia 2 mg/kg SS) – e  Nichel – 566 mg/kg SS (valore soglia 120 mg/kg SS).

Questi elementi tossici sono tuttora presenti nei sedimenti del lago e per la loro concentrazione così elevata nei sedimenti lacustri si configurano come un ulteriore motivo di preoccupazione ambientale e sanitaria per il rischio derivante dalla loro possibile mobilizzazione e quindi rilascio nelle acque del lago e sono perciò una ulteriore e valida ragione perché si abbandoni al più presto la captazione di acque ad uso umano da questo lago.

Le cause

Le  cause che verosimilmente sono state e continuano ad essere all’origine del degrado di questo importante ecosistema e bacino idrico, sono state più volte indicate e  possono così essere riassunte:

–          uso ultradecennale di fertilizzanti e fitofarmaci chimici nelle vaste aree coltivate a noccioleti in prossimità del lago che ha favorito e favorisce le intense  fioriture del cianobatterio Plankthotrix rubescens e delle altre specie di cianobatteri;

–          possibile permanenza di scarichi fognari abusivi o non a norma sulle sponde e in prossimità del lago;

–          possibile azione residua di inquinamento dovuta agli agenti contaminanti individuati nel sottosuolo del dismesso Magazzino Materiali di Difesa Nbc di Ronciglione, ubicato anch’esso in prossimità

delle sponde del lago;

–          possibili attività illecite condotte all’interno e in prossimità della Riserva naturale.

Il rischio sanitario

Gli acquedotti dei Comuni di Caprarola e Ronciglione sono riforniti in misura preponderante da acque captate dal lago di Vico e ormai da anni si susseguono ordinanze di non potabilità che attestano il potenziale  rischio per la salute dei cittadini che possono essere esposti, e ormai da lungo periodo, a microrganismi potenzialmente tossici e a diverse sostanze tossiche e cancerogene presenti nelle acque captate dal bacino lacustre attraverso principalmente il loro uso per bevande, preparazioni alimentari, per fini igienico-sanitari e attraverso il consumo di fauna ittica proveniente dal lago e prodotti vegetali irrigati sempre con acque lacustri.

I cianobatteri sono  infatti microrganismi capaci di produrre una serie di cianotossine patogene, al momento ne sono state descritte solo una parte, oltre 90 varianti tra cui la  microcistina LR classificata come cancerogena di classe 2 bsecondo l’Agenzia internazionale di ricerca sul cancro – I.a.r.c. e tossica per gli esseri umani, per la flora e la fauna con cui viene in contatto.

Questa cianotossina non è termolabile e quindi non è eliminabile attraverso i processi di bollitura dell’acqua e cottura degli alimenti.

Inefficacie potabilizzazione delle acque captate dal lago e destinate a consumo umano

Per  tutto l’anno 2017 come, quasi costantemente  negli anni precedenti,è stata erogata acqua non potabile dagli acquedotti di  Caprarola e Ronciglione come  certificato dai  giudizi sulla qualità delle acque, emessi dal Dipartimento di Prevenzione-Servizio Igiene, Alimenti, Nutrizione, Acque Pubbliche della Asl di Viterbo.

Dall’esito di diversi esami  per l’anno 2017 si rileva infatti  presenza nelle acque erogate di milioni di cellule/litro di Fitoplancton e Cianoficee in particolare del cianobatterio Panktothrix rubescen, detto comunemente Alga Rossa. Si evidenziano inoltre frequenti superamenti dei valori di parametro per Arsenico, Fluoro, Nickel e Boro e, in diverse circostanze, si riscontra anche la presenza di batteri Coliformi e di colonie di Enterococchi,  né risultano rappresentare  una valida soluzione, sempre per alcune gravi criticità riscontrate nella loro gestione, le cosiddette “casette dell’acqua” posizionate a Ronciglione e Caprarola.

Alcuni interventi necessari ed urgenti

Indichiamo alcuni interventi necessari ed urgenti per avviare il risanamento dell’ecosistema del lago di Vico e tutelare così la salute delle persone e in particolare dei bambini:

–          cessazione della captazione di acqua dal lago di Vico e contestuale reperimento di fonti alternative di approvvigionamento idrico;

–          avvio in tempi rapidi  di una drastica riduzione, fino alla completa abolizione, dell’uso di fitofarmaci in tutta la conca del lago di Vico con riconversione al biologico di tutte le attuali forme di coltivazioni agricole in essa presenti e netta riduzione dell’utilizzo di fertilizzanti;

–          costante controllo e periodica verifica di tutti gli scarichi fognari delle utenze private e pubbliche poste in prossimità del lago;

–          bonifica definitiva ed effettiva del deposito militare Nbc di Ronciglione;

–          intensificazione dei controlli di tutte le attività notturne e diurne all’interno e in prossimità della Riserva regionale del lago di Vico;

–          immediata installazione di impianti pilota per lo studio di una potabilizzazione extralacustre veramente efficace delle acque in relazione alle loro criticità e ricerca di nuove falde di captazione;

–          costante e approfondito monitoraggio di tutte le sostanze tossiche e cancerogene che possono contaminare le acque destinate a consumo umano, la fauna e la flora lacustre;

–          biomonitoraggio per  contaminazione da sostanze inquinanti della fauna lacustre, della flora lacustre e in particolare per le piante di nocciolo coltivate in prossimità del lago;

–          informazione ampia e diffusa ai cittadini, negli studi medici, nelle scuole, negli ambulatori della Asl e presso l’ospedale di Ronciglione;

–          inizio immediato di un monitoraggio di lungo periodo relativo allo stato di salute delle persone e in particolare dei bambini;

–          screening  gratuiti per le popolazioni esposte al cosiddetto “effetto cocktail” determinato dall’esposizione contemporanea a  più cancerogeni e sostanze tossiche presenti nelle acque del lago, anche se entro i limiti di legge, in particolare: cianobatteri, microcistine algali, arsenico, metalli pesanti e pesticidi.

Associazione medici per l’ambiente-Isde 

(International Society of Doctors for the Environment) di Viterbo

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