La Coldiretti di Viterbo approfondisce “La nuova normativa per le attività agrituristiche nel Lazio”

di Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – E’ programmato per martedì 22 maggio 2018, alle ore 15, presso la sede di Consorzio Agrario di Viterbo, in Viale Baracca  il  Convegno promosso dalla Coldiretti di Viterbo  sul tema “La nuova normativa per le attività agrituristiche nel Lazio”.   Sono previsti gli interventi di Mauro Pacifici, presidente provinciale Coldiretti Viterbo, di Alessandro Serafini, presidente provinciale Terranostra Viterbo.

Il dott. Marco Cerboni  approfondirà   i contenuti del Regolamento 1° dicembre 2017 n. 29 “Norme in materia di multifunzionalità, agriturismo e turismo rurale”, mentre gli “Aspetti fiscali dell’attività agrituristica”  saranno trattati dalla dott.ssa Donatella Cevolo.

Un nostro breve commento. Se la multifunzionalità è il cuore dello sviluppo rurale, l’agriturismo rappresenta il cavallo di battaglia: tra questi due concetti si muove un nuovo modo di intendere l’azienda agricola, non più e non solo riversa su sé stessa ma aperta ai flussi urbani e turistici, collegata operativamente e virtualmente ai canali commerciali e in grado di intercettare un nuovo tipo di domanda che proviene dal cittadino.   La multifunzionalità si ripercuote nei servizi per  il cittadino (oltre all’agriturismo alle fattorie didattiche, alle energie alternative, alla vendita diretta, alle varie forme di agri-asili/agrinido, all’agricoltura sociale): diversificare le fonti di reddito consente agli agricoltori di ridurre il rischio di reddito potendo contare su fonti alternative di entrate.   Su questi presupposti si fonda  in particolare la centralità attribuita dall’Unione europea alla multifunzionalità, all’interno dei Programmi di Sviluppo Rurale, grazie a misure specifiche a sostegno degli agricoltori.

Ricordiamo che il settore dell’ospitalità agri turistica, seguendo il trend di sviluppo medio che ha caratterizzato la domanda di ospitalità rurale a livello nazionale, è cresciuto enormemente, praticamente raddoppiando nell’arco di dieci anni l’offerta agrituristica regionale che oggi può contare su oltre 950 aziende.   Come si caratterizza l’offerta agrituristica della nostra provincia? In che misura si integra a livello territoriale con altre offerte di interesse turistico? Questi ed altri elementi formano oggetto di riflessione, insieme ai tratti caratteristici dell’offerta agrituristica: l’autenticità della proposta, la personalità dei luoghi, i target dell’utenza a cui rivolgersi. E naturalmente l’attività di promozione e marketing dell’offerta aziendale e territoriale che sempre più deve puntare su proposte ‘forti’, riconoscibili, capaci di supplire alla mancanza di luoghi ‘forti’, dalla seducente attrattività.

Un percorso al quale può contribuire positivamente anche la strumentazione normativa che regola il settore e che a partire dal 2013 ha reso operante, a livello nazionale, un sistema di classificazione dell’offerta agrituristica, con l’obiettivo di orientare il consumatore nella scelta dei servizi e delle strutture disponibili.   In  questo contesto occorre stimolare le  strutture agrituristiche della Tuscia  per favorire la qualificazione dei servizi e per stimolare un’offerta integrata di fruizione turistica capace di potenziare l’attrattività del nostro territorio.

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