Gubbio, siglata convenzione con Comitato Genitori Scuola Scorcello

NewTuscia – GUBBIO – E’  stata siglata questa mattina  nella  sala degli Stemmi, la   ‘CONVENZIONE CON  COMITATO GENITORI  SCUOLA SCORCELLO’.  Erano  presenti il sindaco Filippo Mario Stirati,  la vice sindaco Rita Cecchetti, l’assessore Alessia Tasso,  la dirigente del Primo Circolo didattico Paola Avorio, mentre ad apporre la firma sono stati il dirigente comunale Luigi Casagrande e il presidente del Comitato Fabio Artuso.

Unanime la soddisfazione  e il plauso per questo risultato, che stabilisce un patto di collaborazione pubblico – privato, con un progetto innovativo per la cura e la rigenerazione della Scuola di Scorcello, sulla base del “Regolamento sulla Collaborazione tra Cittadini ed Amministrazione per la Cura e/o la Rigenerazione dei Beni Comuni Urbani” approvato dal Consiglio nel 2016,  ispirato ai principi di cooperazione e di sussidiarietà proclamati dallo statuto comunale e finalizzato a sviluppare, all’interno della cittadinanza, forme nuove di solidarietà, aiuto e partecipazione alla tutela dei beni comunali e alla gestione della cosa pubblica.

La Scuola di Scorcello,  scuola dell’infanzia e scuola primaria,  è un piccolo plesso del Primo Circolo didattico,  a pochi chilometri dalla città, punto di riferimento di famiglie e bambini provenienti da zone che distano anche 20 chilometri.

Da alcuni anni i genitori si sono costituiti in Comitato per occuparsi insieme agli insegnanti e al corpo non docente di alcune attività didattiche  legate anche alle valenze  ‘di campagna’  del territorio, per migliorare la scuola e arricchire la proposta didattica, con raccolta fondi, laboratori e attività varie.  Sono in tutto un centinaio i bambini, 7 classi tra  elementari e materna, seguiti da circa 10 insegnanti.   Il servizio, di cura e manutenzione degli spazi esterni della scuola di Scorcello, sarà effettuato dal “Comitato dei Genitori Scuola di Scorcello” e dagli associati volontari, cittadini attivi,  prendendo preventivamente contatti con l’Ufficio Manutenzioni del Comune.  L’amministrazione si impegna ad erogare un contributo finanziario di  300 euro annui  per la copertura dei costi e in particolare per l’acquisto del carburante necessario per le operazioni di manutenzione.  Il  Patto di Collaborazione ha durata di 3 anni  e l’augurio espresso è che il Patto sia di esempio ‘virtuoso’ anche per altre scuole del territorio e per altre realtà di collaborazione.

Gubbio

INIZIATI LAVORI PER POSIZIONAMENTO ‘OFFENDICULA’ SU MURETTO DI PIAZZA GRANDE IN VISTA DELLA ‘FESTA DEI CERI’

Lavori in corso  per il posizionamento dei ‘dissuasori’  o ‘offendicula’ sul muretto in Piazza Grande, iniziati questa mattina a cura della ditta ‘Vigami’,  specializzata nella produzione di opere in ferro battuto,  che si è aggiudicata la gara per circa 30 mila euro  e che saranno rapidamente ultimati in vista della ‘Festa dei Ceri’.  Il sindaco Filippo Mario Stirati ha voluto illustrare l’intervento che ha trovato realizzazione a seguito della spinta esercitata per l’attuazione delle  norme di sicurezza introdotte per la manifestazione del 15 maggio. Stirati ha ripercorso la genesi del progetto insieme all’architetto Nello Teodori, ideatore  dell’opera donata dal ‘Comitato per la tutela dei beni culturali e del paesaggio’, che nel 2014  si fece promotore della soluzione alternativa all’ipotesi della ‘rete’ di protezione del muretto.   « Siamo arrivati al traguardo della realizzazione dell’opera in tempi brevissimi – ha commentato il sindaco Stirati – grazie alla disponibilità dell’architetto Teodori e alla celerità di approvazione da parte della Sovrintendenza.

Il problema della sicurezza del muretto in piazza Grande è uno dei punti focali di maggiore sensibilità,  un  parapetto  potenzialmente rischioso in presenza di un uso improprio per i venti metri di altezza rispetto alla sottostante Via Baldassini, così come ci è stato ampiamente sottolineato dalle forze dell’ordine ed è comunque un intervento ‘dissuasorio’ che rimarrà stabile nel tempo. Da quanto possiamo già verificare, l’impatto visivo è pressoché inesistente e l’opera riprende la tradizione del ferro, una delle espressioni più alte nel nostro artigianato. La ‘messa in sicurezza’ di piazza Grande sarà completata con il ripristino dal cancello in ferro a livello della   discesa ‘cieca’ della piazza  e con l’attivazione del monitoraggio con il circuito di telecamere ». L’architetto Teodori ha poi illustrato in dettaglio il progetto, che concilia i termini di sicurezza con la valenza estetica, e con il problema dell’impatto ambientale: « La mia preoccupazione era quella di rispettare un luogo di straordinaria bellezza architettonica, conciliando il profilo del muretto con il paesaggio che da lì si scopre. Potrebbe essere una realizzazione artistica della ‘Biennale del ferro e della ceramica’, con i suoi valori simbolici, una sorta di ‘prato meccanico’ che entra in dialogo con la scenografia di piazza Grande, variando con la luce naturale in un noto dimamico a seconda del sole.

Mi sono accorto questa mattina di aver dato vita ad una ‘meridiana’ plurima, lunga 57 metri ».  I «dissuasori»  sono composti da 24 lastre in ferro dello spessore di 8 mm, larghe cm. 62 e lunghe cm. 237, del peso di Kg, 120, dalle quali emergono oltre  11.280  cilindri appuntiti da cm 9 ciascuno.  E’ un provvedimento destinato ad essere consegnato alla storia: infatti  di muretto e sicurezza si discute da anni senza riuscire a trovare una soluzione. Alla fine, la necessità di mettere in essere decisioni coerenti con la «safety» e la «security» (incolumità e sicurezza) imposte dalle disposizioni vigenti, ma soprattutto tutelare la Festa dei Ceri, ha trovato la soluzione condivisa negli «offendicula», realizzati al tornio industriale e concepiti come un’opera d’arte contemporanea che però si ispira al passato.

AL VIA  LA ‘SETTIMANA DELL’ARTE’ ALL’INDIRIZZO ARTISTICO DEL  POLO LICEALE ‘G. MAZZATINTI’ 

Ha preso il via questa mattina  al Liceo Artistico “G.Mazzatinti” ‘LA SETTIMANA DELL’ARTE’   che ogni anno  annovera  la presenza di artisti di alto prestigio, per mettere in mostra la straordinaria poliedricità,  valenza culturale ed artigianale della scuola, attraverso  incontri conclusivi aperti a fine anno scolastico.  A portare il saluto dell’amministrazione  comunale  è stato l’assessore  Augusto Ancillotti mentre  ad accogliere gli ospiti sono stati  gli insegnanti  Tiziana  Scassellati, Angelo Trotta e Antonella Sannipoli, che ha illustrato i risultati del progetto ‘Erasmun’, dopo la visita in Scandinavia con i prodotti realizzati dagli sudenti.  Il tema  di oggi  ‘LA COMUNE DELL’ARTE’  è stato spiegato da   ANDREINA DE TOMASSI (giornalista de ‘La Repubblica’),  ANTONIO SORACE (artista),  ELVIO MORETTI (Università di Urbino).  Insieme,  hanno dato vita  all’associazione culturale ‘CASA DEGLI ARTISTI’,  dove  svolgono attività di promozione per il territorio del Furlo e per la provincia di Pesaro-Urbino, e organizzano, tra l’altro, da  4 anni   ‘Land Art al Furlo’,  originale  mostra en plain air nei luoghi suggestivi della Gola.

Domani,   martedì 8 maggio, verranno presentate le opere dei giovani artisti  SAMUELE VENTANNI  nato ad Umbertide,  con esposizioni  in importanti città in Italia e all’estero e  GIULIA PEDINI,  talentuosa ex studentessa dell’Artistico insieme alla gemella Letizia,  creativa, pittrice e jewerly design;  mentre  alle ore 11  Francesco ‘SKIZZO’ Marchetti, poliedrico artista acclamato da pubblico e critica per le sue doti di straordinaria versalitità,  parlerà della  ‘street art’ e realizzerà in diretta un murales.  Infine,  venerdi’ 11 maggio, sempre alle ore 9  l’artista  Isabella Sannipoli con una particolare predisposizione per la fotografia  presenterà le sue realizzazioni;  conclusioni   alle ore 10  con  ALDO IORI dell’ABA –  Accademia delle Belle Arti di Perugia  che terrà una conferenza sul tema   ‘L’ARTE E IL ‘68’.

TORNANO ‘BROCCHE D’AUTORE’ NELLA  17.ESIMA EDIZIONE DEDICATA ALL’ARTE CERAMICA ISPIRATA AI CERI

La mostra ‘Brocche d’autore’, organizzata dall’associazione Maggio Eugubino, è giunta alla diciassettesima edizione, con la finalità di allestire una significativa esposizione, per  sottolineare il rapporto tra i Ceri e la ceramica d’arte contemporanea.  L’esposizione,  allestita  presso le sale della  Sezione Archeologica del Palazzo dei Consoli in Via Gattapone,  verrà inaugurata venerdì 11 maggio alle ore 17 e resterà aperta fino al 2 giugno.   L’intento della mostra ‘Brocche d’autore’ è quello di «arricchire le tradizionali manifestazioni di maggio con  un’iniziativa culturale  – si legge in una nota  – tale da destare l’interesse sia dei visitatori che  degli eugubini, ma anche opportunamente legata al settore della ceramica di artigianato artistico, assai rilevante nella nostra città, con delle proposte di alta qualità relative a uno dei prodotti tipici, anzi emblematici, dell’odierna maiolica eugubina, vale a dire le brocche dei Ceri. L’iniziativa consiste nella creazione di inedite opere  da parte di artisti della ceramica,   legate alla  funzione e al valore simbolico dei ‘contenitori rituali’, secondo le interpretazioni fornite dai principali studiosi della Festa dei Ceri dall’Ottocento ai nostri giorni.

Essa rappresenta, quindi, anche un terreno di ricerca intorno a uno specifico e caratteristico oggetto, sul quale potranno via via intervenire numerosi artisti della ceramica, interpretandone forme e decorazioni, tanto da rendere possibile nel tempo la costituzione di una collezione a testimonianza di un gusto e di una creatività che proprio iniziative del genere intendono stimolare e favorire». Anche quest’anno si è deciso di esporre nelle vetrine dei negozi del Centro Storico, grazie alla disponibilità dell’associazione ‘Gubbio fa Centro’, tutte le brocche realizzate nel corso delle precedenti edizioni della mostra. La creazione delle brocche d’autore 2018 è stata affidata all’eugubino Luca Frati, al derutese Attilio Quintili e alla terracinese Lelia Cardosi.

LUCA FRATI  –  Nato a Gubbio nel 1997. Diplomato presso l’Istituto d’Istruzione Superiore G. Mazzatinti, indirizzo design. Frequenta attualmente l’Accademia di Belle Arti di Venezia.

«Nella sua ricerca artistica è predisposto all’esplorazione della sua stessa psiche che si riflette nel mondo esterno. Il suo stile è a volte esagerato, ma funzionale all’impatto che l’opera dà allo spettatore, non si sente a suo agio in una rigorosa interpretazione delle sue opere. Nel 2012 partecipa ad un living painting all’oratorio Don Bosco di Gubbio, nell’inverno dello stesso anno espone insieme a Claudia Calzuola i suoi lavori. Nel 2013 partecipa sempre con un live painting durante il Gubbstock, poi espone al negozio “Dafne” di Gubbio e esegue un body painting al negozio “Caterina”». Nel 2013 esegue una street art lungo il corso del fiume Camignano; nel 2014 presenta le sue opere ad Interferenze, presso la Biblioteca Sperelliana di Gubbio, e alla collettiva Leggera follia.

L’anno seguente partecipa ad Acchiappatelenti, l’iniziativa eugubina per la realizzazione di un manufatto artistico/artigianale con la collaborazione delle botteghe del territorio. Nel 2016 suoi lavori sono esposti, in Bologna, alla collettiva Poverarte e ad Accenditi per accenderla, in Gubbio, a TAG. Tracce d’arte giovanile, Il Tesoro di San Giuliano (mostra con asta finale di beneficenza), Colla, festival di poster art. Nel 2017 partecipa a Cheap Festival, rassegna bolognese di street poster art ed apre un proprio laboratorio a Gubbio, in via Gabrielli 19. Si è interessato inoltre di danza e di teatro.

ATTILIO QUINTILI  –  Nato a Terni nel 1964. Così scrive di lui Antonella Pesola: «Quintili segue le orme della tradizione ben radicata in Umbria e soprattutto nella sua Deruta […], cercando di rileggerla attraverso modalità nuove, per poi abbandonare le tipologie della ceramica derutese tradizionale rivolgendosi verso forme astratte e figurative altamente simboliche dove l’unico riferimento è quello della materia». Con la mostra Spiritualità e materia del 2012, incentiva una riflessione sulla trasformazione spirituale in rapporto alla creazione artistica: «Il processo primario che determina l’esistenza stessa della materia è rappresentato dalla ceramica, oggetto privilegiato, che superando il tradizionale suo utilizzo è volta verso uno spazio “ulteriore”, dove si espande e intesse relazioni.

La manualità cerca di sottrarsi, emergono nuove realtà, la scultura prende il suo corso, l’argilla è presentata non più in forma ceramica, ma nel suo stadio primario semi-liquido, racchiusa in barattolini […]». «Un richiamo alla dimensione cosmica spinge Quintili successivamente a sperimentare inconsciamente sulla terra un gesto istintivo ed estremo»: «La deflagrazione nell’argilla è come un suono improvviso una volontà di catarsi o un incubo o allucinazione, cercando di far emergere gli stadi mentali, anche di malessere per giungere ad una fase liberatoria». «Anche con l’ultima fase sperimentata dei cosidetti “scioglimenti” l’indagine si evolve verso i segreti della materia che è in continua trasformazione in una ciclicità vitale alludente al percorso spirituale dell’artista».  LELIA CARDOSI  –  Nata nel 1975, vive e lavora a Terracina.

Si è laureata in scenografia all’Accademia di Belle Arti di Roma; successivamente ha conseguito un Master in Artiterapie all’Università Roma Tre. Dal 2000 ricerca i suoi mezzi espressivi nella scultura e nelle tecniche ceramiche. È questo il periodo in cui inizia la sua attività espositiva: le sue opere vengono esposte in Italia al Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza (57° Premio Faenza 2011), poi in Spagna, Portogallo, Svizzera, Austria, Giappone, Corea, Argentina. Ha partecipato in Gubbio al Premio Ajò nel 2011 (ricevendo il terzo premio) e poi nel 2013. Attualmente è presente con il suo lavoro in Musei Nazionali e Internazionali. Secondo la Cardosi «L’arte non ha opinione perché è il linguaggio delle sensazioni, di qualsiasi materiale si serva: parole, colori, suoni o pietre. Ciò che si conserva nell’opera indipendentemente dal prodotto artistico e dai materiali impiegati per la produzione, è la sensazione, o meglio, un blocco di sensazioni.

Dunque è un “essere di sensazione” che esiste in sé. Lo stile dell’artista è sempre una lotta, un tentativo di liberare la vita là dove si trova imprigionata: fare esistere un momento del mondo per sé stesso, renderlo durevole. La sensazione non si realizza nel materiale senza che il materiale passi interamente nella sensazione, nel percetto o nell’affetto. La materia è di per sé pregna di luoghi comuni e opinioni consolidate che l’artista deve distruggere, squarciare e dilaniare per poter produrre una visione; tutta la materia diventa così espressiva».