Stamane a Forme e colori tanti giovani all’incontro con i “pittori del corpo”

NewTuscia – VITERBO – Sono due mestieri attraenti, quelli de “I pittori del corpo”. Come il tema del primo dei dialoghi sull’”arte del fare”, nell’ambito della dodicesima edizione di Forme e colori della terra di Tuscia: li hanno raccontati Aneta Salata, onicotecnica che si dedica alla nail art, e Massimo Moffa, tatuatore professionista. Due mestieri anche molto in voga. Per praticarli però va fatta la gavetta, seguendo tutti i passi necessari. “Mai improvvisarsi”, è stato infatti ribadito a più riprese dai due.

Glamour Nails e Arkham: questi i “nomi d’arte” di Salata e Moffa, che stamattina hanno dato vita a un confronto con appassionati e studenti, in occasione, appunto, della mostra concorso che si sta svolgendo al Museo della Ceramica di Palazzo Brugiotti (via Cavour 67), organizzata dalla CNA in collaborazione con la Cooperativa Girolamo Fabrizio e con il sostegno della Fondazione Carivit. L’arte di tatuare e quella di decorare, ricostruire e curare le unghie: una platea attenta, formata in prevalenza dagli studenti del Liceo Artistico “Francesco Orioli” di Viterbo, ha non solo ascoltato come nascono questi lavori sul corpo, ma anche interagito con i protagonisti. Il tutto coordinato dal giornalista Daniele Aiello Belardinelli di Tusciaweb.

Due storie diverse, quelle degli artigiani Salata e Moffa, ma sotto certi aspetti simili. Perché, in entrambi i casi, improvvisarsi o fare il loro mestiere solo per moda e senza essere preparati può essere rischioso. “Sono polacca – ha detto Salata – ma vivo in Italia da 15 anni. Quando sono arrivata qui la nail art era una novità. Oggi invece anche le unghie sono un biglietto da visita, come i capelli”. “Prima di diventare tatuatore – ha spiegato invece Moffa – mi dedicavo all’aerografia. Poi ho scoperto che dietro un tatuaggio c’è molta preparazione”.

Ci sono corsi da seguire e pratica da fare. “In tante – ha sottolineato Salata – imparano solo attraverso dei video su Youtube, ma è importante frequentare una scuola. E quando ci si rivolge a qualcuno per la cura delle unghie, bisogna stare attenti alle norme igienico sanitarie, altrimenti si rischiano malattie”. “Fare il tatuatore – ha proseguito Moffa – è come dipingere una tela e mandarla in giro per il mondo. E le persone sono come fogli bianchi. Ma per arrivare a questo punto serve un percorso mirato. E poi è importante iniziare affiancati a un professionista e far valere una etica professionale”.

I ragazzi si sono mostrati molto interessati ai mestieri de “I pittori del corpo”: hanno fatto domande sulla durata dei corsi, sulle varie tecniche utilizzate, sugli strumenti del mestiere, su come nascono i disegni che poi si ritrovano su unghie e corpo. Salata e Moffa hanno risposto punto su punto, con un ultimo consiglio: “Non scegliete nulla solo per moda”.

Il prossimo appuntamento con l'”arte del fare” sarà il 4 maggio, sempre alle 10,30 al Museo della Ceramica.

Forme e colori, patrocinata da Regione Lazio, Camera di Commercio di Viterbo, Provincia, Comune di Viterbo e Osservatorio dei Mestieri d’Arte, oltre che dalla Fondazione, resterà aperta fino a domenica 20 maggio con questi orari: giovedì, venerdì, prefestivi e festivi 10-13/15-19. L’ingresso è gratuito.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Inserisci la risposta corretta per lasciare il tuo commento *