Ad Orte torna il 25 aprile, la Festa della Liberazione in Piazza Tito Bernardini presso gli impianti sportivi

di Stefano Stefanini 

NewTuscia – ORTE – Si torna a festeggiare il 25 Aprile ad Orte, in Piazza Tito Bernardini, Martire delle Fosse Ardeatine  . Come anticipato dal  presidente dell’ANPI Associazione Nazionale Partigiani d’Italia di Orte, Massimo Recchioni:  “un po’ anche, nell’intento dei promotori, per rinverdire il ricordo di quando, 73 anni or sono, un popolo umiliato e allo stremo delle forze trovò un suo impeto di dignità. Grazie a quell’impeto, quel popolo – con orgoglio e coraggio – si ribellò al nemico nazifascista che aveva arrecato tanti lutti al nostro Paese e all’Europa tutta, qualcosa come 60 milioni di morti !

Dopo venti, lunghissimi mesi di Resistenza – durante i quali le nostre genti furono sottoposte a stragi, torture e indicibili angherie – la libertà trionfò sul male e si posero le basi per un futuro migliore. Oggi, di quei giorni resta un ricordo vago e questo rischia di mettere a repentaglio un bene tanto sofferto, la democrazia, che troppo spesso diamo per scontata, vediamo abusata, certamente non compiuta come i nostri padri l’avevano sognata.

Sono questi i motivi che hanno spinto la sezione di Orte dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia “Tito Bernardini” – insieme al Comune di Orte, alla Pro Loco, AVIS, CROCE ROSSA, alle Associazioni  P’Orte Aperte, AUSER, CGIL, UNICEF  – a tornare a fare di questo giorno un momento di riflessione sul significato profondo di quella lotta di Liberazione.

Nella giornata sono stati programmati degli appuntamenti riassunti nel manifesto  che illustra questo articolo per tutta la popolazione e per l’occasione l’artista Pietra Barrasso ha realizzato delle litografie numerate sulla Costituzione, che a cura dell’Associazione P’Orte Aperte verranno destinate come premio in palio per la “tombolata del 25 aprile”.

L’A.N.P.I. ritiene fondamentale tramandare ai giovani, spesso poco informati, il significato profondo che seppe spingere loro coetanei, solo settant’anni fa, a donare la propria vita per un ideale. Si fa carico di questo lavoro allora, laddove è possibile, soprattutto nelle scuole. Ma lo fa, come in occasione del 25 aprile, con tutti, in piazza.  In una «Festa», certo, che però mai deve perdere i suoi caratteri e la sua nobile storia.