Comitato dei Laghi: “Geotermia, preoccupazione per Lazio, Toscana, Campania, Sicilia e Sardegna”

NewTuscia – La bassa Tuscia viterbese è da tempo fortemente coinvolta  da un’escalation di progetti geotermici, che sono stati approvati, come tanti altri a livello nazionale, negli ultimi 6 – 7 anni. Questi progetti ricevono somme esorbitanti di incentivi, che derivano da quanto i cittadini pagano nella bolletta dell’energia elettrica sotto la voce “oneri energia rinnovabile”. In buona sostanza, ora, i contributi che prima erano indirizzati all’eolico e al fotovoltaico sono stati rivolti a una forma di energia che, se forse rinnovabile può anche essere, è sicuramente una delle più inquinanti e devastanti da tutti i punti di vista: con le sue trivellazioni profonde fino a 7/8 Km mette in gioco falde acquifere, equilibrio idrogeologico, situazione sismica, fa un uso spropositato di acqua per il funzionamento degli impianti e immette in atmosfera tonnellate e tonnellate all’anno di inquinanti.

I nuovi decreti a livello statale e il nuovo piano energetico regionale del Lazio prevedono un dilagare delle trivellazioni geotermiche profonde: saranno alcune centinaia, con una particolare e davvero preoccupante concentrazione nel Lazio, in Toscana, in Campania, in Sicilia e in Sardegna.

A questo proposito, siamo a conoscenza del fatto che il 22 marzo scorso sono stati approvati dai Ministri uscenti Galletti e Calenda (e sono attualmente in corso di firma) due decreti congiunti  che promuovono per gli anni 2018 – 2020  incentivi per miliardi di euro (che pagheremo in bolletta). Gli incentivi hanno validità venticinquennale e introducono tariffe premio per gli impianti geotermici flash con filtri AMIS (quelli, per capirci, responsabili della disastrosa situazione degli inquinanti sull’Amiata) e per quelli ispirati alle nuove tecnologie.

Come cittadini ci chiediamo se sia legittimo che il governo uscente, e in data successiva alle elezioni del 4 marzo scorso, stia decretando misure che non possono essere ricondotte a ordinaria amministrazione, in quanto prevedono una scelta strategica e impegnano il futuro governo a una erogazione di fondi ingentissima. Tutto ciò per una forma di sfruttamento energetico assolutamente incauto, pericoloso e distruttivo per il territorio italiano sotto ogni aspetto, ivi inclusi i pericoli per le attività agroalimentari, turistiche e per la salute stessa della popolazione.

Inoltre va ricordato che la Regione Lazio (per la quale è stato nuovamente confermato presidente Zingaretti) è chiamata da questo decreto a confrontarsi con il Ministero dell’Ambiente. La regione, come si è detto, ha recentemente approvato un nuovo piano energetico, nel quale è inclusa, quale risorsa innovativa rinnovabile, la geotermia di 3° generazione: si tratta delle tecnologie EGS e HDR, che altro non sono che metodi di iniezione di acidi per fratturare le rocce del sottosuolo alla ricerca di sacche di calore. Questa “nuova tecnologia” nella letteratura tecnico-scientifica viene chiamata fracking.

Non sarebbe da rivedere o denunciare, se illegittimo, l’operato di Galletti e Calenda?

Comitato dei Laghi

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