Pasqua, dalla pizza tradizionale alle uova personalizzate

NewTuscia – VITERBO – “La sorpresa, quest’anno, potrebbero trovarla i turisti. E non solo dentro l’uovo”. Ne è convinta Luigia Melaragni, segretaria della CNA di Viterbo e Civitavecchia. Perché tra uova di cioccolata, pizze di Pasqua e colombe, panificatori e pasticceri hanno alzato ancora l’asticella della qualità, confezionando prodotti in linea con la tradizione e altri con inediti abbinamenti di gusti.

Partiamo dai numeri. Un’indagine del Centro studi nazionale CNA, in collaborazione con CNA Turismo e Commercio, parla di 12 milioni di turisti tra italiani e stranieri, per tre miliardi circa di movimento economico. Pasqua 2018 dunque, oltre a conservare l’aspetto religioso, sarà anche un business fenomenale. Un’indagine parallela, sempre del Centro studi, ma condotta insieme con CNA Agroalimentare, stima un consumo di 15 milioni di uova: un terzo sono di produzione artigianale. Pasqua è il periodo in cui in Italia si vende più cioccolato. Nel nostro Paese il consumo è ormai vicino ai cinque chili pro capite (4.835 grammi, per la precisione). In costante crescita.

“E allora – dice Melaragni – ecco che si manifesta l’arte di creare prodotti sempre più all’altezza della situazione, dove l’alta qualità si fonde con la creatività e la sperimentazione”. Le uova di Pasqua? Intanto sono anche personalizzate, coi nomi delle persone che le ricevono in regalo. Poi assumono forme che rivelano l’arte pasticcera: ce ne sono intagliate, decorate, a forma di ape, topolino o pesce. Cioccolato al latte o fondente? Nessun problema, c’è l’uovo 50 e 50. E c’è anche la scarpetta di Cenerentola. Visto, poi, che le famiglie puntano in maniera crescente sul packaging, le confezioni sono diventate ancora più raffinate.

Le colombe? Pera e cioccolato, al rhum, mela cannella e cioccolato, frutti di bosco, pistacchio, nocciolato, Nutella, curcuma zenzero e arancio, e pure smarties. Oltre alla classica, naturalmente. Le pizze di Pasqua? Vanno anche quelle al formaggio, soprattutto nei comuni a ridosso dell’Umbria. Ma non mancano le innovazioni, come quella che rivisita il casatiello, con salsicce, formaggio dolce e pecorino.

“Per i turisti che in questi giorni arrivano nei nostri territori – conclude Melaragni – le vetrine di panificatori e pasticceri si riveleranno una vera sorpresa. I prodotti artigianali sono, a buon diritto, uno di quei biglietti da visita che spesso si invocano per invogliare a tornare. E perché no, approfondire l’argomento tavola made in alto Lazio”.