“I graffiti di Dana” (Blog ironico sull’attualità). Tombini in fuga

Loredana Vaccarotti

NewTuscia – Salve, benvenuti nel mio blog per leggermi anche in questo nuovo appuntamento Oggi parlerò di Tombini in fuga, chiaramente non si tratta dei tombini che saltano per la pioggia. E’ il titolo di un libro, scritto da Francesco Ceccamea, il suo secondo libro. Un libro dove in chiave ironica ed a tratti sarcastica spiega la propria vita, in maniera molto generosa. Una vita come tanti, un lavoratore precario, il rapporto con la sua fidanzata, la quotidianità, la nascita fuori programma di una bimba e le difficoltà per una giovane coppia nel mantenere una vita decorosa con pochi soldi in tasca. Francesco, riesce perfettamente a farci entrare nella sua vita. Un libro che scorre velocemente, piacevole da leggere, ad ogni pagina corrisponde un sorriso, dove ci vedremo molto anche di noi. La prima parte del libro Francesco ci racconta in maniera minuziosa del suo lavoro, che tra l’altro non avrei mai pensato che, ci fossero tante cose da raccontare. Vediamo se riuscite ad indovinare che tipo di lavoro fa il nostro Francesco, a dir il vero ne svolge due, uno come segretario presso un laboratorio analisi e l’altro?  Primo indizio: davanti a questi addetti ai lavori, la gente tende a toccarsi i gioielli di famiglia…no non è un pornodivo. Secondo indizio: si tratta di pompe. Vediamo la parola pompe che vi fa pensare? No, non è quello che pensate voi. Anche se quello che avete pensato rende vivi e fa resuscitare i morti (dipende sempre poi da che e da chi…una raganella di fiume ha i suoi “non perché”).  Nel suo lavoro la pompa seppellisce…beh! effettivamente di morti durante i cosiddetti viaggi del sesso e del piacere ce ne sono stati anche nel nostro paese. Questa frase mi fa ricordare una battuta che si scriveva ai miei tempi sui diari di scuola “gli uomini sono come gli alberi, basta una sega per buttarli giù”. Già, Francesco descrive il lavoro delle pompe funebri. Lo descrive in chiave davvero ironica, nei particolari, di un piccolo paese di Provincia qual’ è Vetralla, paesino in provincia di Viterbo, 15.000 abitanti circa, dove tutti sanno di tutti, ma spesso non sanno di sé, ovvio più facile parlare degli altri, non sapendo che sono tutti dei mufloni di Marco Polo. Aneddoti simpatici, voi vi chiederete che c’è di simpatico nella morte? Bravi lo pensavo anche io, ma vi invito a leggere il libro e poi mi direte. Nessun bambino vi dirà mai che da grande vorrà fare il cassa-mortaro eppure, qualcuno dovrà pur farlo ed il cimitero finisce ad essere una specie di ufficio.

Francesco con scioltezza ci fa entrare nella sua vita anche di coppia. Come tutte le coppie, arriva il momento di fare il primo grande passo, uscire della casa dei genitori e così il nostro F. decise di andare ad abitare nella casa di Chiara, ma per poco, poiché fu necessario quasi fin da subito cercare un alloggio più spazioso.

Pag.37 Chiara, era un’amante dei gatti, così F. decise di regalargliene uno, ribattezzato Cianuro: “non so che cosa provochi nella bestiolina una certa stimolante associazione, ma ogni volta che io e Chiara ci accingiamo a fare l’amore, lui prima ci guarda per un po’piegando il musetto di lato, poi va in bagno e defeca. L’appartamento è piccolo: basterebbe una scorreggia a rendere l’aria irrespirabile, figurarsi una defecatio a porta aperta. Ma se una volta che la bestiaccia è entrata e si è posizionata sul vasino io chiudo il bagno, dopo qualche istante, l’animale inizia a grattare la porta e lamentarsi in modo straziante, rifacendo eco, quasi sardonicamente, ai nostri gemiti di piacere. Se non mi decido ancora ad aprire, allora sale sul comodino accanto alla doccia e butta in terra tutto quello che c’è sopra, poi con un balzo raggiunge il lavandino e fa volar via il bicchiere con gli spazzolini e il dentifricio, le spugne ed il mio rasoio. Dà li ecco che va sulla lavatrice con un paio di zampate aggiunge a quel minestrone di oggetti sul pavimento anche la conca con i panni da stendere, i giornali e qualche libro. L’ultima volta per il trambusto ho perso anche l’erezione”. F, paragona la vita alla morte, spesso fa questa comparazione. Se pur difficile trovare, una casa in vita, tanto difficile trovare una sistemazione anche da morti, pensate che a volte succede che la propria tomba prenotata e ben pagata ci si ritrovano degli abusivi.

Ma non è così semplice trovare la casa giusta al costo più basso.

Pag. 58, finalmente un alloggio: “nel nuovo appartamento c’è un bagno piccolissimo e leggermente in pendenza: è necessario sbrigarsi a fare la doccia prima che si allaghi la camera da letto. Il lavandino è molto basso e ho dovuto quasi mettermi in ginocchio per passarmi la testa, sotto al rubinetto: il bidè è stretto quando mi ci siedo, il sedere mi rimane mezzo dentro e mezzo fuori. Ovviamente tutto questo ciò ho potuto constatarlo il primo mattino che mi sono svegliato lì. Non potevo certo chiedere all’affittuario di fare la prova del bidè prima di firmare del contratto, no!”.

La scelta di trovare una casa più grande, fu dettata da due esigenze, la prima, come avrete ben capito causa gatto e poi la nascita della prima figlia. Chiunque leggendolo, troverà qualcosa di sé, la quotidianità nella coppia. Già perché da fidanzati, sia donne che uomini siamo completamente diversi. Un po’ come le buste biodegradabili della coop fin che siamo nel negozio, belle e intatte, una signor busta, ma quando si arriva a casa sono bucate, rotte sciolte e non servono più a un (…) praticamente si biodegradano durante il viaggio. Apro una parentesi, questa mania del bio, che appoggio in pieno sfocerà anche nei preservativi?  Prima della convivenza le donne: sempre in tiro, pelle liscia e setosa, pelo e contropelo, unghie curate, perfetto trucco con ciprie e sotto ciprie, gonne, reggicalze, perizoma in tinta con il reggiseno, tacchi a spillo, seno push up con il balconcino dell’ultimo grido (che cerca il seno, lo prende lo tira su fino al mento), ora disponibili anche per i sederi a forma di schermo piatto, capelli marmorizzati, lenti a contatto, ciglia finte (ne ho viste talmente lunghe che potrebbero essere anche usate come ventilatori estivi durante l’afa), rossetti di tutti colori e frutti, calze contenitive 6000 denari  (per contenere cellulite, peli sullo stinco, smagliature, l’ effetto lonza che cela la vera tracagnozza), sesso prima, durante e dopo i pasti, da assumere non moderatamente. Ogni uscita un vestito nuovo…come se gli uomini interessi quello che c’è sopra. Gli uomini: vestiti curati, gentili, profumati. Poi vai a convivere e… calzini bucati, mutande in giro, peli arruffati tanto da farci gomitoli, assorbenti dimenticati, pigiami ascellari fino alle 14 del pomeriggio, mollettoni transatlantici, occhiali, trucco “e quando mai, il mio lui mi devi apprezzare per cosi come sono, se no non è amore”.  E il sesso? Il sesso sempre meno. Si arriva a litigare su tutto, un corpo che piace, un corpo che va, una donna che di corpo va e se va di corpo si vede, colei che non va è scontrosa e nervosa, come va? E come deve andare?

In un paese piccolo, come Vetralla, non sfugge mai nulla e le domande soventi sono “quando vi sposate?

Tanto è che ai matrimoni, i parenti più anziani mi danno sempre un colpetto sulla spalla e mi dicono: ”il prossimo sei tu”, già ma F. ha iniziato a fare la stessa cosa con loro ai funerali.

I meno furbi arrivano al matrimonio, scelta di vita. Matrimonio, che fa rima con patrimonio, è sì perché ci vuole solo quello, perché costa un occhio della testa. Non solo un matrimonio è per sempre, ma anche il mutuo per sposarsi e quello sulla casa. Spese su spese, banchetti, chiesa, vestiti, dote, filmato e foto…che poi perché spendere tanto per le foto? che pensiamo di scordarcelo quel giorno? I matrimoni si differenziano tra nord, centro e sud. Al centro-sud le liste di nozze degli invitati li compilano i rispettivi genitori, si invitano tutti proprio tutti. La zia mummificata morta, che ci teneva, ad esserci. Dopo due ore di cerimonia in chiesa, altre due ore davanti all’altare per il cerimoniale delle foto, prima uno ad uno poi di gruppo…tutto calcolato, prima delle 15:00 niente pranzo. Foto con tutti i parenti, pure quelli che non avevi mai visto. La chiesa per quello che si è speso, si diventa soci e Cristo come Ci vede dice “eccone un altro”.