Tares a Viterbo, Michelini e i suoi l’aumentano del 15%. Filippo Rossi assente: con lui non sarebbe andata così

NewTuscia – VITERBO – Uno degli ultimi provvedimenti della maggioranza Michelini è l’aumento del 15% della Tari. E’ questo l’esito della votazione di questa mattina in consiglio comunale, rimasta fino all’ultimo in stand by e potuta solo grazie all’arrivo del consigliere di Oltre le Mura Claudio Mecozzi.

Una misura che ha ottenuto 15 voti a favore della maggioranza e 14 contro di tutta l’opposizione. Assente ancora una volta Filippo Rossi che, con il suo voto contro, avrebbe portato il risultato in parità e, come da regolamento, avrebbe fatto decadere il provvedimento.

Il sindaco Leonardo Michelini ha tentato di giustificare la misura adducendo la tariffa in vigore, che è una tra le più basse d’Italia, mentre c’è stato il cambiamento di volontà di voto da parte di Augusta Boco (Pd), che prima aveva fatto intendere che avrebbe votato con la minoranza, mentre poi si è “allineata” ai suoi.

Di fatto, si chiude la consiliatura viterbese con una vera e propria mazzata ai contribuenti. Ferma la protesta di tutta l’opposizione, in particolare di Buzzi (FdI), Taborri e Frontini (Viterbo2020). Quest’ultima, in particolare, ha sferzato Michelini e i suoi ricordando che in tutta Italia è in corso una diminuzione dei costi legata alla bontà del servizio sull’immondizia e sulla raccolta differenziata, mentre a Viterbo si aumentano le imposizioni per un servizio scadente.

Quello che risulta difficile da comprendere sono due fatti. A che pro il sindaco Michelini e l’assessore all’Ambiente Maurizio Tofani hanno voluto l’aumento del 15% della Tares? Certamente per riequilibrare conti in rosso, ovviamente. Ma la politica serve anche a livellare il corso della cosa pubblica in relazione ai fatti: uno dei punti che saranno sicuramente ricordati in modo negativo sarà la gestione dei rifiuti. Le discariche abusive presso le isole di prossimità e le vie spesso sporche di Viterbo sono state spesso cronaca quotidiana. Più che gli equilibri contabili, quindi, sarebbe stata una mossa politicamente azzeccata evitare di attuare questo aumento.

Ma, tant’è. Le elezioni sono prossime e i cittadini ingioiano l’ultimo rospo. Vedremo presto se ciò influirà sulla prossima maggioranza a Palazzo dei Priori.