Sanità, critiche dalla Fials sulla preintesa del Ccnl di comparto

NewTuscia – VITERBO – Tutto ci saremmo aspettati, fuorchè venisse concertata e sottoscritta da CGIL-CISL-UIL, una norma capestro che cerca di inibire ogni forma di legittimo dissenso o di protesta democratica da parte dei lavoratori durante la trattazione di argomenti di fondamentale importanza sulla  propria attività lavorativa e sulle materie contrattuali.

L’art. 10 della pre-intesa del Contratto Collettivo di Lavoro per il personale del comparto sanitario firmata da CGIL-CISL-UIL,  rappresenta una evidente involuzione del sindacalismo confederale, che nei fatti, oltre a cercare di soffocare alcuni principi di libertà (art.21 della Costituzione), sminuisce  le basi dello statuto dei lavoratori e decenni di lotte sindacali. In sostanza si tratta della cosiddetta “clausola di raffreddamento dei conflitti” inserita nel contratto di lavoro per la trattativa a livello locale, che sicuramente,  si  rivelerà molto efficace  nel  favorire l’appiattimento delle coscienze dei lavoratori,  cioè una specie di iniezione anti-protesta utile a generare  rassegnazione e senso di impotenza, a fronte di decisioni delle parti sindacali, spesso non condivise dalla maggioranza dei lavoratori.

Non ci sarebbe nulla da eccepire nel rispetto dei diversi ruoli, se fosse stata una norma sostenuta solo dal datore di lavoro pubblico o privato che sia,  ma suona molto pericolosa quando la stessa viene concordata e sottoscritta, come citato, da chi dovrebbe avere a cuore in primis la libertà di espressione ed il confronto democratico.

L’effetto del citato articolo 10 che  recita:”..durante il periodo in cui si svolge il confronto le parti non assumono iniziative unilaterali sulle materie oggetto dello stesso”,  determina di fatto il congelamento di ogni azione da parte dei lavoratori, durante la fase della trattativa che può durare un mese ed essere prorogata a due mesi.

Appare evidente, che l’intento repressivo della norma, è quello di non permettere che le parti sindacali trattanti nella fattispecie CGIL-CISL-UIL firmatarie del contratto, siano  “disturbate” da  quei lavoratori che liberi ed incondizionati, intendono esercitare il loro pieno diritto di manifestare la loro contrarietà durante la fase del confronto, cioè prima che il processo termini con l’accordo o la decisione sulle materie che li riguardano.

E’ come dire, che i cittadini non devono protestare od esprimere il loro orientamento, mentre in parlamento si stà discutendo una legge che li riguarda.

Forse è questo il famoso “bavaglio”  che oggi attira CGIL-CISL-UIL, nello strenuo tentativo di mantenere il monopolio della rappresentanza sindacale, forse temono e cercano di isolare ogni dissenso ed ingerenza, sperando illusoriamente di conservare il loro sistema di rappresentanza dei lavoratori,  ormai totalmente autoreferenziale  e fuori dalla realtà.

IL SEGRETARIO GENERALE PROV.LE FIALS
Vittorio Ricci