Montalto di Castro, appuntamento alla libreria Il Bianconiglio

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NewTuscia – MONTALTO DI CASTRO – L’archivista storico Francesco Fochetti ha recentemente curato la pubblicazione per l’Editore Mursia del primo volume dei Diari di Mario Roatta, relativo al periodo 6 settembre – 31 dicembre 1943, in seguito al ritrovamento, a quasi cinquant’anni dalla morte, dell’archivio del generale Mario Roatta, Capo di Stato maggiore dell’Esercito italiano, membro del Consiglio della Coronauno dei protagonisti militari più importanti e controversi del Ventennio fascista e soprattutto dell’8 settembre 1943 e del periodo del Governo brindisino.

Lo storico, in seguito a lunghe ricerche, con una complessa e delicata operazione di raccolta di informazioni e contatti con gli eredi, è riuscito a individuare e recuperare l’archivio segreto del generale, che si credeva perduto e, in collaborazione con la Soprintendenza archivistica del Lazio, portare a buon fine le pratiche per il riconoscimento del “Notevole interesse storico”.

Delle carte di Roatta si supponeva l’esistenza, ma le vicende giudiziarie post belliche che investirono il generale – accuse per le presunte attività illegali del SIM, Servizio Informazioni Militari, compreso il presunto coinvolgimento nell’omicidio dei fratelli Rosselli nel 1937, per la mancata difesa di Roma nei giorni dell’8 settembre 1943 e l’inchiesta sulla condotta al comando della II Armata in Croazia –   lo indussero a seppellire, moralmente e materialmente, l’archivio.

Con la pubblicazione del primo volume  del diario e altre che seguiranno, questo prezioso archivio viene ora messo a disposizione degli studiosi e del pubblico, dopo un rigoroso processo di ricomposizione e trascrizione. (Mario Roatta, Diario. 6 settembre- 31 dicembre 1943. A cura di Francesco Fochetti. Con inserto fotografico. Euro 21,00, Mursia).

Nel diario del 1943 scritto nell’immediatezza degli avvenimenti, emergono con evidenza il caos dei comandi delle Forze Armate, le incertezze del Re pronto a smentire il governo sull’Armistizio, la mancanza di informazioni che i vertici militari e politici avevano su quello che stava avvenendo a Roma o nei Balcani dove si consumava, tra le altre, la tragedia di Cefalonia. E ancora: le trattative con Eisenhower  per il cosiddetto «Armistizio lungo», i complicati rapporti con i nuovi alleati, i dettagli privati e quotidiani del governo provvisorio a Brindisi. Roatta assiste alla caduta di un mondo dalle cui rovine verrà travolto: il governo jugoslavo lo accusa di crimini di guerra. Il maresciallo Tito vuole la sua testa, gli alleati premono e Badoglio la servirà loro su un piatto d’argento.

Alice Felci, libraia e docente si scrittura creativa alla Scuola Omero, e Carlo Alberto Falzetti, storico e lettore attento,  commenteranno il volume insieme al curatore Francesco Fochetti.

Montalto di Castro, Libreria Bianconiglio, Viale Garibaldi 4, sabato 17 marzo, ore 18

Scheda biografica Francesco Fochetti 

Francesco Fochetti è un archivista storico italiano. Si occupa di tutela delle fonti documentali conservate presso istituzioni pubbliche e private. Nominato dal 2007 Ispettore archivistico onorario dalla Direzione generale per gli archivi, è fautore di numerosi progetti di valorizzazione e diffusione dei patrimoni archivistici, con ordinamenti, ricerche, organizzazione di mostre e convegni, in collaborazione con istituzioni comunali, Regione Lazio, Soprintendenza archivistica del Lazio, Archivio di Stato di Roma, Archivio di Stato di Viterbo, Università della Tuscia.

Si è occupato dei documenti di antichi orfanotrofi e conservatori presso l’Accademia Nazionale dei Lincei, di fonti della storia sanitaria a Roma, dell’ Istituto Nazionale di Urbanistica e altri enti pubblici, tra cui INAIL. Artefice di numerosi lavori di riordinamento nella regione storica della Tuscia, ha esteso i suoi interessi alle fonti economiche, svolgendo lavori di censimento di archivi industriali e  occupandosi del recupero e inventariazione delle carte di Pietro Armani prodotte presso l’IRI, donate e conservate all’Archivio Centrale dello Stato.

Autore del recente rinvenimento dell’archivio del generale Mario Roatta, ne ha curato, in sinergia con la Soprintendenza archivistica e bibliografica del Lazio, la Dichiarazione di notevole interesse storico, procedendo allo studio analitico e a una serie di pubblicazioni con l’editrice Mursia.

Alcuni lavori pubblicati:

Mario Roatta, Diario 6 settembre – 31 dicembre 1943, a cura di F. Fochetti, Mursia editore, Milano, 2017

– Voci di Memorie e di abbracci. Testimonianze di vita alla fine della Seconda Guerra Mondiale, a cura di F. Fochetti, con contributi di Mauto Tosti Croce, altri, Firenze, LoGisma editore, 2015.

– Un contributo privato: la donazione allo Stato delle carte di Pietro Armani, a cura di F. Fochetti, in « Archivio di Stato di Viterbo, La parabola della grande impresa statale in Italia. Una riflessione a partire dalle carte acquisite dagli archivi statal», Firenze,LoGisma editore, 2014, pp. 51-61.

– L’Archivio storico del Comune di Bassano in Teverina. Inventario, a cura di F. Fochetti, Firenze, LoGisma editore, 2013.

– Eran Trecento. Progetto sul Risorgimento:promozione della conoscenza e valorizzazione dei luoghi della memoria del Risorgimento della Regione Lazio, a cura di M. Angeletti e F. Fochetti, Firenze, LoGisma editore 2013.

– Archivio Centrale dello Stato, L’Archivio di Pietro Armani, Le carte prodotte presso l’IRI dal 1973 al 1995, Inventario, a cura di  Raffaella Barbacini e Francesco Fochetti, Firenze, LoGisma editore, 2012.

– Polo archivistico di Ronciglione, Avviamento alla ricerca storico-archivistica, Anno I, E’ arrivato un bastimento carico di…giovani esploratori nei labirinti del tempo, a cura di M. Angeletti – F. Fochetti, Ronciglione, tipografia Spada 2012.

– Frammenti di libertà. Testimonianza dei fatti della Repubblica Romana dai documenti dell’Archivio di Fabrica di Roma, a cura di F. Fochetti, in «Archivi in mostra» Roma, Gangemi, stampa 2008, vol. 2, pp. 19-22.
La Repubblica Romana  dai documenti degli Archivi di Gallese, a cura di F. Fochetti, in «Archivi in mostra» Roma, Gangemi, stampa 2008, vol. 2, pp.. 27-32.

– Istituto nazionale di urbanistica, a cura di F. Fochetti, in «Guida agli archivi di architettura di Roma e Lazio. Da Roma capitale al secondo dopoguerra», a cura di M. Gruccione, D. Pesce, E. Reale, Roma, Gangemi, 2007, pp.45-46.

– Documenti e testimonianze mazziniane a Orte a cura di F. Fochetti, in «Mazzini e il suo mito: il caso del Lazio » a cura di M. Calzolari, E. Grantaliano e D. Mattei, Roma, Archivio di Stato, 2007, pp. 198-204.
Guida agli archivi storici delle imprese ceramiche nel Distretto Industriale di Civita Castellana: primo censimento, a cura di F. Fochetti,  Civita Castellana, Punto Stampa, 2006.

– Inventario dell’Archivio storico di Gallese, a cura di F. Fochetti, in «Rivista storica del Lazio», Roma, Gangemi, 2003, n° 19 , pp. 89-133.

Pubblicazioni in ambiente elettronico in rete nell’ambito del progetto Rinasco di Regione Lazio:

– Archivio storico comunale di Tuscania, Inventario, a cura di F. Fochetti, E. Polidori, 2007.

– Archivio storico comunale di Fabrica di Roma, Inventario, a cura di C. Ferrelli, C. Somma, F. Fochetti, 1998.

– Archivio storico comunale di Vignanello, Inventario, a cura di B. Frale, F. Fochetti, 1999.

– Archivio storico comunale di Castel San Pietro Romano, Inventario, a cura di F. Fochetti, 1997.

Altre pubblicazioni in ambiente elettronico:

– Accademia nazionale dei Lincei- Regione Lazio- Istituti di Santa Maria in Aquiro, Conservatorio della Divina Provvidenza, Inventario, a cura di F. Fochetti, Roma, 2015.

– Accademia nazionale dei Lincei- Regione Lazio- Istituti di Santa Maria in Aquiro, Conservatorio delle Mendicanti- Opera pia Rivaldi, Inventario, a cura di F. Fochetti, Roma, 2015.

Biografia Mario Roatta

 Il generale Mario Roatta nasce a Modena il 2 gennaio 1887 da Maria Antonietta Richard, originaria di Doussard nell’Alta Savoia e da Giovan Battista Roatta, militare di carriera del Regio Esercito. Frequentata l’Accademia di Modena e si perfeziona nell’uso delle lingue, soprattutto in Germania. Nella Prima Guerra mondiale, col grado di capitano, combatte su numerosi fronti; pluridecorato e con il grado di tenente colonnello, a febbraio 1919 è inviato a Berlino, per organizzare il rimpatrio dei prigionieri, redigere rapporti sull’esercito tedesco e sulla rivolta Spartachista. A luglio fa parte della «Commissione militare interalleata di controllo», di Versailles. Sposa nel 1922 Ines Mancini, comanda col grado di colonnello, la «Scuola centrale di fanteria» di Civitavecchia e dal 1926 al 1930 è addetto militare a Varsavia (dove trasferisce la sua famiglia, accresciuta nel  1928 dalla nascita del figlio Sergio), con competenze su Lettonia, Estonia, Finlandia.

Nel 1930 viene nominato comandante dell’«84°reggimento di fanteria» e poi al Corpo d’armata di Bari. Il 15 gennaio 1934 assume la carica di capo del SIM (Servizio di Informazioni Militare) di cui, con un’opera di riorganizzazione e miglioramento tecnologico migliorerà l’efficenza, e per questo in seguito promosso al grado di  generale. Nominato nel 1936 Capo missione nel corpo militare inviato in Spagna, assumerà la falsa identità di Mancini Roberto, lasciando quindi il comando del SIM al vicecapo Angioy. Rimpatriato a dicembre 1938 in seguito al ferimento durante la battaglia di Malaga, è poi nominato generale di divisione. Inviato come addetto militare a Berlino da luglio a novembre 1939, il 16 novembre è nominato Sottocapo di Stato Maggiore, dal 24 marzo 1941 al 20 gennaio 1942 è Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, quindi generale al comando della II armata in Croazia fino al 10 febbraio 1943, quando viene destinato al comando della VI armata in Sicilia. Il 1° giugno 1943 è nuovamente Capo di Stato Maggiore dell’Esercito; membro del Consiglio della Corona, in seguito all’armistizio, il 9 settembre si trasferisce a Brindisi, con gli Stati Maggiori e il governo, al seguito del Re. Destituito l’11 novembre dalla sua carica, per le pressioni esercitate sui governi alleati da Tito, comandante dell’«Esercito popolare di liberazione della Jugoslavia»,  per presunti crimini durante il comando della II armata in Croazia. Ritornato a Roma, sottoposto a inchiesta dalla Commissione per la mancata difesa di Roma, il 16 novembre 1944 viene arrestato negli uffici dell’Alto Commissariato per le sanzioni contro il fascismo e poi  processato per le presunte attività illegali del SIM ( compreso il coinvolgimento nell’omicidio dei fratelli Rosselli nel 1937).

Ricoverato nell’Ospedale militare Virgilio, la sera del 4 marzo 1945 evade, sottraendosi alla sentenza di condanna all’ergastolo del 12 marzo 1945, iniziando così una lunga latitanza. Il 6 marzo 1948 la Cassazione annulla la sentenza, il 19 febbraio 1949 il Tribunale militare di Roma stabilisce di non procedere contro le accuse di resa colposa e abbandono di comando e nel 1951 la Procura militare archivia l’istruttoria per i presunti crimini di Guerra. Presente in Spagna dal 1948, vi resterà fino al rientro definitivo nel 1967 a Roma, dove muore il 6 gennaio 1968.