La giornata della memoria e dell’impegno per le vittime innocenti delle mafie a Gubbio

Sindaco Stirati

NewTuscia – GUBBIO – Presentata questa mattina nella Sala degli Stemmi l’iniziativa della  ‘GIORNATA DELLA MEMORIA E DELL’IMPEGNO PER LE VITTIME INNOCENTI DELLE MAFIE’,  che si terrà a Gubbio mercoledì 21 marzo,  promossa da ‘Libera Umbria’ d’intesa con il Comune di Gubbio.   Erano presenti, tra gli altri,  il sindaco Filippo Mario Stirati,  il presidente di ‘Libera Umbria’ Walter Cardinali e Federica Grandis,  responsabile  del presidio eugubino di ‘Libera’ intitolato a Rita Atria.

« E’ motivo di orgoglio essere stati scelti  come città di riferimento dell’Umbria – ha commentato  il sindaco Stirati  –  per  ospitare  un grande evento di democrazia e legalità, più che mai necessarie.  Oggi non si può  dare nulla per scontato, soprattutto nel mondo della scuola che è presidio fondamentale di civiltà, solidarietà e cultura. Un  corteo colorato  attraverserà la città,   portando come riferimento di una corretta informazione  i principi della Costituzione,  in  un momento storico in cui intolleranza, razzismo e  divisioni sociali  tornano ad affacciarsi prepotentemente nel nostro paese».

«Gubbio ci ha accolto nel migliore dei modi –  ha sottolineato   Cardinali  –   con la disponibilità dell’amministrazione e la generosità dei cittadini. La riflessione di quest’anno è incentrata su ‘vecchie e nuove resistenze’, dalla ferocia delle stragi nazi-fascite, di cui Gubbio conserva la dolorosa memoria con l’eccidio dei 40 Martiri,  alle pagine efferate delle stragi di mafia.  Come è nella natura di ‘Libera’,  un’associazione che accoglie altre associazioni,  sarà una grande manifestazione inclusiva,  con oltre 2.000 partecipanti  e  25 pulmann prenotati da tutta la Regione,  con  decine di realtà del sociale, del mondo della scuola,  delle istituzioni pubbliche,  dei sindacati  oltre a cittadine e cittadini. I giovani saranno i più motivati e preparati nel  partecipare ad una ‘festa consapevole’, che vuole anche porre l’attenzione a tutte le forze di sfruttamento e caporalato, con cui l’associazione  ‘Libera’ lotta da anni con i sequestri alla mafia,  richiamati dallo slogan ‘terra, solchi di verità e giustizia’.

In contemporanea con Gubbio, ci saranno altre iniziative come quella a Città di Castello, dove gli studenti dell’Istituto Agrario ricorderanno Paola Clemente, la bracciante pugliese di 49 anni  morta di fatica nell’estate del 2015,  per due euro all’ora ».  Federica Grandis ha ricordato che la novità di quest’anno è la partecipazione dei bambini delle scuole elementari insieme ai circa 800  studenti più grandi e ci sarà anche la presenza dei migranti dello SPRAR, che hanno aderito all’evento. Il corteo muoverà dal Teatro Romano e proseguirà per le vie cittadine fino in piazza Grande, leggendo i nomi di vittime innocenti di mafia e testimoniando esperienze legate a drammi vissuti.  Qui saranno accolti dal ‘Gruppo Sbandieratori’ e alla fine le note del ‘Campanone’ sottolinearanno  la forza della manifestazione.

 INCONTRO SUL TEMA ‘LA TORTURA: UN PROBLEMA ANCORA APERTO?’  CON LUIGI MANCONI PRIMO FIRMATARIO DELLA LEGGE CONTRO LA TORTURA

Promosso e organizzato da ‘GUBBIO CULTURA MULTISERVIZI’,  in collaborazione con il Comune,  si terrà  un incontro di approfondimento aperto a tutti dal titolo  ‘LA TORTURA: UN PROBLEMA ANCORA APERTO?’,  per il giorno di venerdì 16 marzo.   A sviluppare il tema sarà  il  Senatore Luigi Manconi,   noto per il suo impegno decennale  per la parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni,  e   primo firmatario della legge  contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti,   introdotta  nel luglio 2017  nell’ordinamento italiano, che ha recepito  le indicazioni della Convenzione di New York del 1984.  Manconi incontrerà la mattina gli studenti: alle ore 10 sarà al  Polo Liceale ‘G. Mazzatinti’ e alle ore 12 all’Istituto ‘Cassata – Gattapone’; nel pomeriggio incontrerà la cittadinanza alle ore 18 presso la Sala ex  Refettorio della Biblioteca Sperelliana e sarà salutato dal sindaco Filippo Mario Stirati.

« L’iniziativa è nell’ambito della mostra “ANTICHI STRUMENTI DI TORTURA E PENA DI MORTE”  – spiega il liquidatore della ‘Gubbio Cultura Multiservizi’  Paolo Rocchi  –  allestita  dal settembre 2017 nella Sala dell’Arengo del Palazzo dei Consoli  e aperta fino al 1 maggio,  voluta  proprio per  la forte caratterizzazione socio-culturale.  Grazie alla  collaborazione con il Museo della Tortura di San Gimignano, la mostra  raccoglie un’ eccezionale documentazione delle aberrazioni dell’ intolleranza e del fanatismo e  rappresenta un momento di sensibilizzazione sul tema della tortura e della tutela dei diritti umani nel mondo di oggi ».  Ogni sabato e domenica è  possibile visitare la mostra usufruendo di una VISITA GUIDATA GRATUITA alle 16. Per informazioni e prenotazioni: 0759274298,  museo@gubbioculturamultiservizi.it .

A ‘LEGGERE IL CONTEMPORANEO’ INTERVIENE IL GIORNALISTA E CONDUTTORE RAI  PAOLO DI GIANNANTONIO

Cambiamento di programma per l’appuntamento  ‘LEGGERE IL CONTEMPORANEO: AIUTIAMOLI A CASA LORO?! L’ITALIA E LA SFIDA DELLE MIGRAZIONI’,  promosso dal Comune di Gubbio (Biblioteca Comunale Sperelliana, Informagiovani, Servizi Sociali e Servizi Socio-educativi, volontari del Servizio Civile Nazionale) e varie associazioni giovanili locali (Articolo Tre,  Insieme a Riccardo, Libera, Associazione Mentindipendenti), in collaborazione con il progetto SPRAR Gubbio.  All’incontro programmato

giovedì 15 marzo alle  ore 21 presso la Sala ex Refettorio – Biblioteca Comunale Sperelliana, non interverrà  più Francesca Mannocchi  reporter e freelance, chiamata ad un improvviso impegno di lavoro,  ma  insieme a  Mauro Biani vignettista, illustratore, scultore sarà presente  PAOLO DI GIANNANTONIO giornalista  RAI  del TG1, conduttore  fra l’altro della popolare trasmissione ‘Uno Mattina’.  Modera  l’incontro  la giornalista Cristina Clementi.

‘FESTIVAL DEL MEDIOEVO’ ANTICIPAZIONI  CON L’OMAGGIO AL MEDIEVISTA RAFFAELE LICINO

La macchina organizzativa della quarta edizione del ‘FESTIVAL DEL MEDIOEVO’,  che torna a Gubbio dal 26 al 30 settembre,  è in piena attività per un programma che si profila già ricco di incontri, eventi  e appuntamenti, centrati quest’anno su un tema di forte attualità  ‘Barbari’ –  invasori e migranti: la scoperta degli “altri”.  Il grande racconto di un Medioevo lontano dagli stereotipi come bussola della storia e della società contemporanea, è il filo conduttore  di una  manifestazione, incentrata sulla divulgazione storica,  unica nel suo genere nel panorama nazionale:  cinque  giorni per affrontare un viaggio lungo dieci secoli appassionante,  dalla caduta dell’impero romano alla scoperta dell’America (476-1492),   fatto di incontri e di scontri: dagli Alemanni ai Vandali, dai Pitti agli Unni. E poi i Visigoti e gli Ostrogoti, i Sassoni, gli Angli e i Franchi. Svevi, Slavi e Berberi. Il dominio dei Longobardi. La civiltà dei Bizantini. I Mongoli e i Turchi. L’epopea dei Vichinghi.

Gli Arabi e i Normanni. All’opera  di  Raffaele Licinio,  grande medievista, scomparso a Foggia da poco più di un mese, verranno dedicati speciali approfondimenti che si svilupperanno nell’ambito del Festival del Medioevo.   Nato nel 1945 a Ceglie del Campo, professore ordinario per molti anni della cattedra di Storia Medievale nell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro,  Licinio è stato direttore del Centro di Studi Normanno-Svevi di Bari dal 2004 al 2010. Dal 1976, anno della sua fondazione, sino al 1979, fece parte della redazione della rivista Quaderni medievali. Insieme ad altri storici, fu tra i fondatori del Laboratorio internazionale di storia agraria di Montalcino.  Molto importante la sua attività di divulgatore: ideò i siti web storiamedievale.net, cinemedioevo.net e mondimedievali.net, aggiornati punti di riferimento su temi medievistici e sull’immaginario medievale nella cultura contemporanea.

Insieme ad altri suoi colleghi pugliesi diede vita ai Mercoledì con la Storia, ricorrente e fortunato appuntamento culturale per presentazioni di libri e approfondimenti culturali.  Tra i suoi lavori più noti,  vanno ricordate fondamentali monografie: Uomini e terre nella Puglia medievale. Dagli Svevi agli Aragonesi, 1983; Castelli, foreste, masserie. Potere centrale e funzionari periferici nella Puglia del secolo XIII, 1991; Castelli medievali. Puglia e Basilicata: dai Normanni a Federico II e Carlo I d’Angiò, 1994 e 2010 (nuova edizione); Masserie medievali. Masserie, massari e carestie da Federico II alla Dogana delle pecore, 1998; Il naso del templare. Sei saggi storici su templari, corsari, viaggiatori, mastri massari e monstra medievali, (insieme a Franco Cardini) 2012. Nel 2017 diede alle stampe il volume Uomini, Terre e Lavoro nel Mezzogiorno Medievale (secoli XI-XV). Di particolare importanza le sue battaglie contro la strumentalizzazione che spesso viene fatta della Storia (parlava con ironia di “McDonaldizzazione del Medioevo”) e le sue osservazioni puntuali, nella produzione editoriale, nelle discussioni pubbliche e anche attraverso una attività quotidiana sui social, contro i luoghi comuni e gli stereotipi costruiti intorno alla figura del grande imperatore Federico II, “un mito in grado di generare altri miti”.

Nel maggio 2017, in concomitanza con il suo collocamento a riposo come docente, la casa editrice Edipuglia pubblicò in suo onore  Apprendere ciò che vive, monumentale volume dedicato a Licinio dalla comunità scientifica internazionale: una miscellanea di saggi, frutto del lavoro di cinquanta storici, curata dai medievisti Victor Rivera Magos e Francesco Violante.  L’amore per la vita, l’umanità e la curiosità intellettuale hanno segnato il percorso umano e professionale di Raffaele Licinio. Un grande professore che interrogava il presente di continuo, con inquietudine e ironia.   Per sapere di più  www.festivaldelmedioevo.it, E-mail: ufficiostampa@festivaldelmedioevo.it,facebook: @FestivalDelMedioevo,  hashtag: #FestivalDelMedioevo18

PROSEGUONO GLI INCONTRI ‘IL SABATO IN BIBLIOTECA’ 

Proseguono gli incontri ‘IL SABATO IN BIBLIOTECA’ con l’appuntamento del 17 marzo, con letture e laboratorio a cura di POST – Perugia Officina Scienza Tecnologia, dal titolo ‘Tangram… quando la geometria diventa gioco’. L’appuntamento è rivolto a un massimo di 20 partecipanti della scuola primaria. Prenotazione obbligatoria alla Biblioteca, telefono 075 9237632.

‘PROGETTO LEGALITA’ INCONTRO CON IL PROCURATORE GENERALE  FAUSTO  CARDELLA  ALL’ISTITUTO ‘CASSATA GATTAPONE’

Proseguono presso l’IIS  ‘Cassata – Gattapone’ gli incontri programmati per il  ‘Progetto Legalità’.  Martedì 20 marzo sarà ospite presso l’Aula Magna  dell’Istituto  Fausto Cardella, Procuratore Generale presso la Corte di  Appello di Perugia che sarà affiancato dal Tenente Colonnello Carlo Sfacteria  Comandante del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di  Perugia, dal Capitano Pier Giuseppe Zago Comandante della Compagnia  Carabinieri di Gubbio e dal Mar. Ca. CC Claudio Zeni del Reparto Operativo – Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Perugia, assegnato  alla Procura Generale di Perugia.

Tema dell’incontro sarà il concetto di individuo ed il rispetto della sua libertà,  sia nelle manifestazioni quotidiane in relazione con gli altri sia in quelle più ampie e complesse che possono sfociare in forme associative di tipo criminale. Si parlerà di mafia ma anche di bullismo , di cyberbullismo e di tutte le forme di costrizione della libertà personale di ciascuno punite dalla legge penale,  anche utilizzando diverse forme di comunicazione che vedranno protagonisti gli stessi studenti che saranno parte attiva dell’incontro anche attraverso il dibattito previsto per la parte finale della mattinata. L’invito a partecipare è rivolto anche ai genitori degli studenti  del  Cassata-Gattapone,  ai docenti, alle istituzioni ed associazioni locali ed a tutti coloro che siano interessati.

FRANCESCO PIERUCCI È IL CAPODIECI DI SANT’ANTONIO PER IL ‘CERO PICCOLO’

E’ il giovanissimo Francesco Pierucci,  il capodieci di Sant’Antonio per la prossima Festa dei Ceri Piccoli del 2 giugno: il suo nome è stato proposto dalla  manicchia esterna appartenente alla storica muta  “de Ontano”. Francesco è stato ritenuto da tutti il ceraiolo meritevole di alzare il cero piccolo per il suo attaccamento a S.Antonio,  trasmesso  da suo padre “Vincenzone” e  a fargli da capocetta sarà il suo inseparabile amico Ubaldo Salciarini. Si completa così la composizione dei capodieci per il Cero di S. Antonio:   Francesco si unisce a Giovanni Dudù Vantaggi per il Cero Grande e a Lorenzo Martella per il Cero Mezzano.

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