Si possono controllare i lavoratori con le videocamere?

NewTuscia – Il controllo a distanza dei dipendenti sul posto di lavoro attraverso le videocamere è possibile? Al di là dei facili allarmismi che si sono diffusi negli ultimi mesi, la risposta è negativa: non solo perché l’impiego dei dati è soggetto a quanto previsto dalla disciplina sulla privacy, ma anche perché la legge 300 del 1970, vale a dire lo Statuto dei Lavoratori, al comma 1 dell’articolo 4 proibisce il ricorso a impianti audiovisivi per controllare l’attività dei lavoratori a distanza con strumenti di videosorveglianza. Questa procedura, infatti, è considerata lesiva sia della riservatezza che addirittura della dignità dei dipendenti.

Che cosa prevede la legge

La videosorveglianza wireless o effettuata in altri modi, dunque, è generalmente vietata, anche se lo stesso articolo dello Statuto dei Lavoratori, al comma successivo, precisa che è possibile ricorrere a dei sistemi di controllo a distanza nel caso in cui il datore di lavoro giunga a un accordo con l’ispettorato del lavoro o le rappresentanze sindacali aziendali. Tale soluzione deve essere adottata con lo scopo di tutelare sia i bisogni dei lavoratori che le necessità dei datori di lavoro, dal punto di vista organizzativo, per prevenire condotte illecite attraverso i cosiddetti controlli difensivi e sotto il profilo della sicurezza (si pensi, per esempio, alla necessità per gli istituti di credito di tutelarsi contro possibili rapine). Affinché ciò sia possibile, è necessario che vengano concordate le modalità di installazione dei sistemi di controllo e che i lavoratori siano consapevoli della loro esistenza.

Che cosa cambia con il Jobs Act

L’entrata in vigore del Jobs Act ha parzialmente mutato il quadro originale, o comunque ha – per così dire – messo alcuni puntini sulle i. L’articolo 23 del decreto legislativo n. 151 del 2015, in particolare, precisa che tutti gli strumenti che permettano di controllare l’attività dei lavoratori a distanza, come per esempio gli impianti audiovisivi, possono essere usati unicamente per necessità di tipo produttivo e organizzativo, per tutelare il patrimonio aziendale e per garantire la sicurezza sul lavoro. Viene confermato che essi possono essere installati solo in seguito alla sottoscrizione di un accordo collettivo da parte delle rappresentanze sindacali aziendali o della rappresentanza sindacale unitaria. Se una stessa azienda ha più unite produttive collocate in province differenti, è possibile che per ciascuna di esse l’accordo venga stipulato dall’associazione sindacale più rappresentativa a livello nazionale.

La disciplina della privacy

I sistemi di videosorveglianza come quelli che si possono trovare su allarmiwireless.net, pertanto, possono essere installati sul posto di lavoro solo nel caso in cui vengano rispettate condizioni ben precise. L’impiego dei dati individuali, in qualsiasi caso, deve rispettare ladisciplina sulla privacy, il che vuol dire – tra l’altro – che sono proibite tutte le riprese che abbiano il solo scopo di controllare che i dipendenti stiano effettivamente lavorando. Se anche tali riprese venissero effettuate, esse non potrebbero comunque essere adoperate nell’ambito di un procedimento disciplinare intentato nei confronti di un lavoratore sorpreso a svolgere attività differenti rispetto a quelle previste dalla sua mansione.

Inoltre, in linea con quanto previsto dalle norme sulla privacy, i dati che vengono raccolti devono essere protetti da possibili accessi non autorizzati; nello specifico, è possibile conservare le immagini che sono state registrate per un periodo non superiore alle 24 ore, a meno che non vi siano necessità particolari dovute all’elevata rischiosità del lavoro svolto o a esigenze tecniche. In qualunque circostanza, la privacy e la dignità dei lavoratori non possono essere compromesse dall’installazione e dall’utilizzo dei sistemi di videosorveglianza. Si pensi, per esempio, alle telecamere che vengono collocate all’interno di locali adibiti a spogliatoi: il loro utilizzo è possibile unicamente a patto che le persone non vengano riprese in maniera diretta.