Liberi e Uguali: Angelo Conti un voto fiducia, un voto per il territorio

NewTuscia – VITERBO – Sono Angelo Conti, mi candido per la Regione Lazio con il partito Liberi e Uguali e questi sono i temi che più mi stanno a cuore. Con il mio staff abbiamo svolto questa breve ma intensa campagna elettorale in maniera coerente. Ho incontrato molte persone della mia città e ho raccolto le loro richieste ed esigenze. Spero che il mio lavoro sul territorio possa continuare. Demando ai cittadini la scelta dei suoi rappresentanti.

Credibilità

Ripartire da elementi di credibilità individuale in modo da poter ricostruire una comunità che metta al centro il tema del lavoro perché ha radici radicate nel proprio paese. Oggi non c’è più una rappresentanza politica dei lavoratori. I problemi e i bisogni di chi lavora nel comparto della ceramica lì può conoscere solo un operaio che ha fatto questo mestiere per anni.

Alternanza scuola-lavoro un altro modo per sfruttare giovani lavoratori

La scuola non è più un centro di sviluppo sociale e culturale, è diventato un luogo che produce tante, troppe spese. Non si investe più sul sapere si abbassa, così, la competitività rispetto agli altri paesi d’Europa e crolla il numero dei diplomati. Si basa la formazione su modelli produttivi dimenticando che una comunità ha bisogno, prima di tutto,  di una formazione umana e critica che permetta di avere un’economia che contrasti  le disuguaglianze, il razzismo, l’intolleranza.

L’alternanza scuola lavoro serve a sfruttare i più giovani. Su 4000 studenti interessati, il 90% di chi ha fatto questa esperienza l’ha giudica poco formativa.  Nulla di quello che gli era stato promesso è stato mantenuto.

Lavori usuranti: Il Ceramista

Nelle categorie dei lavoro usuranti si sono dimenticati di più di 6000 operai ceramisti che lavorano nelle aziende che producono sanitari e stoviglie a Civita Castellana. Si lavora dalle quattro del mattino, su turni di otto ore con degli sbalzi di temperatura gravosi: si può andare dai 10 gradi ai 40 gradi, in diversi ambienti, con un tasso di umidità che sfiora il 70%. Un forte stress termico può provocare malesseri fisici a carico dell’apparato respiratorio, muscolo scheletrico, gastro intestinale, fino ad arrivare in casi estremi a colpi di calore o di freddo con conseguenze anche gravi sull’intero organismo.

Per quanto riguarda la movimentazione dei carichi di lavoro, si sollevano carichi fino a 25 chili e, una percentuale non indifferente di ceramisti, è affetta da una o più di queste malattie: epicondilite, tendinite, lesioni alla cuffia rotatoria, al sovraspinoso della spalla, ernia inguinale, del disco e cervicale.

Per quanto riguarda poi,  la consolidata silicosi ,che è la malattia professionale tipica dei ceramisti, vetrai e minatori, causata dall’inalazione prolungata di polvere di silice cristallina, le conseguenze di una pneumoconiosi possono rendersi manifeste anche a distanza di 10-20 anni da quando il soggetto malato era esposto continuamente alle polveri nocive. Spesso le pneumoconiosi hanno esito mortale.

No alle delocalizzazioni delle imprese

Il fatturato della ceramica civitonica costituisce il 3% del prodotto interno lordo nazionale e l’esportazione, di prodotti di alta qualità, risulta in crescita. Quindi non è tanto il fatto di trasformare la produzione perché non ci sia più domanda, quanto il fatto di fermare la fuga verso paesi dove si  pagano meno gli operai, in nome della flessibilità.

Il problema, secondo il mio punto di vista, riguarda soprattutto il fatto che le aziende, anche se con fatturato in attivo, tendono a chiudere per poter delocalizzare la produzione. Inoltre, la nostra produzione mono settoriale è legata un sistema di micro imprese che producono componentistica (rubinetteria , arredo bagno etc..) quindi attenzione  a sottovalutare l’indotto. Più di  riconversione parlerei di diversificazione degli investimenti.

Bisognerebbe disincentivare le aziende a  delocalizzare per produrre dove il lavoro costa ancora di meno. L’unica riconversione che appoggio è quella ecologica a emissioni zero in modo da promuovere un’economia circolare, che ci porti ad una riduzione dei consumi e in particolare di quelli energetici.

Acqua deve essere pubblica perché è un bene comune

Lo scopo  della ripubblicizzazione dell’acqua è semplice: abbassare le tariffe e far arrivare i proventi direttamente ai Comuni che potranno, così,  rinvestirle in servizi per il benessere dei cittadini. Il privato non deve più ottenere proventi facendo una speculazione su questo bene comune.  Grazie alla legge n 5 del 2014 c’è  la possibilità che i vari comuni si possano organizzare in consorzi e gestire autonomamente l’affare acqua. Mancano i decreti attuativi, in poche parole, manca la volontà di fare quello che si era promesso.

L’acqua non è una merce. Dobbiamo gestire l’acqua attraverso forme di diritto pubblico. Non ci sono altre maniere per salvare questo bene. C’è uno stretto rapporto tra cittadini e le risorse idriche che il territorio ha nei suoi bacini. Dobbiamo distribuire l’acqua a tutti, ma anche depurarla in modo da tutelare la salute dei cittadini e preservare l’ambiente.

Diritti e legge contro l’omofobia

Istituzione del matrimonio egualitario per le coppie formate dalle persone dello stesso sesso, riconoscimento alla nascita dei propri figli e figlie e adozione di quelli che già esistono, anche nel caso di coppie separate. Riforma della legge sulle adozioni con possibilità di accesso anche alle coppie omosessuali e alle persone singole.

Altri interventi attuabili sul nostro territorio: Divieto assoluto di promuovere o praticare terapie riparative poiché ancora c’è chi asserisce che l’omosessualità è una malattia. Rafforzamento delle politiche di prevenzione primaria e secondaria delle Malattie Trasmissibili Sessualmente, le campagne di divulgazione dovranno essere svolte soprattutto nelle scuole, nei posti di lavoro, ospedali.

Uno sportello online per segnalazione discriminazioni nelle scuole e piani di lotta al bullismo omo-bi-lesbo-transfobico. Un piano di tutela per ragazzi/e  allontanati da parte delle famiglie a causa del loro orientamento sessuale. Il sostegno per una legge regionale contro l’omo-bi-lesbo-transfobia.

Parità di genere e sostegno ai centri antiviolenza

L’articolo 3 della Costituzione sancisce il pieno inserimento a parità di salario delle donne nel mondo del lavoro e questo diritto non viene mai rispettato. C’è bisogno di sostegno ai consultori, così come l’applicazione della legge 194, intervenendo sul problema del numero eccessivo dei medici obiettori,  in tema di interruzione di gravidanza. Bisogna portare nelle scuole l’educazione affettiva, sessuale e alle differenze e finanziare i centri antiviolenza che operano sul territorio.

Sanità: abolizione intramenia

È fondamentale assumere stabilmente  i precari che lavorano nelle strutture ospedaliere. C’è bisogno, anche, di nuove assunzioni, medici giovani ad esempio, che permettano di erogare un servizio dignitoso ai pazienti: sblocco del turn over,

Poi, e sto parlando dell’Ospedale di Civita Castellana, le liste d’attesa per effettuare esami sono diventate insostenibili. Ma se le stesse prestazioni si richiedono tramite intramenia allora si può essere visitato il giorno stesso.

Ormai i civitonici sono costretti a pagare se vogliono farsi curare.  Ma c’è anche chi, privo di possibilità, rinuncia alla possibilità di effettuare gli esami. Bisogna rinvestire su tutti gli ospedali della provincia e permettere ad ogni cittadino l’accesso alle cure mediche senza bisogno di pagare.

Angelo Conti
Liberi e Uguali
Candidato alla Regione Lazio