Lettera aperta: “I custodi della ‘Tomba di Gesù’ chiudono le porte per protesta”

NewTuscia – La protesta segue la decisione delle autorità israeliane nella Città santa di reclamare il pagamento delle tasse comunali per gli immobili ecclesiastici che non sono adibiti al culto. Secondo le autorità municipali, tra strutture alberghiere, foresterie, negozi o ristoranti, le chiese cristiane sono in debito fiscale dell’equivalente di circa 190 milioni di euro. La stessa richiesta è stata avanzata per gli edifici delle Nazioni Unite. Per i leader delle chiese cristiane si tratta di richieste “contrarie alla storica posizione tra le chiese della Città Santa di Gerusalemme e le autorità civili, posizione in atto da secoli”. La misure, hanno sostenuto 13 capi di diverse chiese, inclusa la cattolica, la greco-ortodossa, l’armena, l’evangelica, “mettono a rischio la capacità di condurre le proprie attività, che non sono solo di carattere religioso ma anche sociale, per aiutare i bisognosi”.  (Fonte: afp)
Era ora -a parer mio- che le autorità civili intervenissero! La tomba di Gesù non è mai esistita, è solo un luogo inventato, costruito ad hoc per imbambolare i fedeli,  e trarne vantaggi economici,  come avvenne con la vendita delle  indulgenze e delle  “sante reliquie”  di cui i cristiani ed il vaticano hanno fatto commercio per secoli. Una volta tanto sono d’accordo con le autorità sioniste, che malgrado tutte le loro nequizie, almeno sono animate da “un criterio laico”. Se le religioni vogliono commercializzare  le loro proprietà, non specificatamente i luoghi di culto,  e pretendere che i loro affari siano esentasse hanno ragione le autorità municipali di Gerusalemme (pur che siano  truppe di occupazione in Palestina) a pretendere che le chiese paghino il “guiderdone” dei loro affari. E mi auguro che, visto che  l’Italia segue sempre l’esempio indicato da Israele,  ben presto facciano altrettanto anche le autorità capitoline e quelle nazionali, applicando la legge uguale per tutti  nei confronti della chiesa cattolica apostolica romana. Paghi anche il Vaticano, diretto dal Bergoglio, la giusta mercede allo stato per i suoi smisurati introiti e business. Come disse il buon Gesù: “Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”.  
Paolo D’Arpini, Comitato per la Spiritualità Laica