Ladispoli, intervista a Silvia Marongiu candidata Pd al parlamento

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Silvia x elezioniNewTuscia – LADISPOLI – Per la prima volta, che io ricordi, nella storica sezione di Via Odescalchi 57, sede del Partito Democratico di Ladispoli dalla sua fondazione nel 2007, fiorisce una candidatura ai più alti livelli: Silvia Marongiu che concorre alla conquista della carica di deputata al Parlamento Italiano. È una candidata conosciuta e benvoluta nel territorio tanto che, alla notizia della sua partecipazione alla corsa elettorale che si concluderà il 4 marzo prossimo, sui social locali sono fioccati like e attestati di simpatia e di incoraggiamento, così come ovviamente dalla natia Sardegna, la “Terra Madre”, come lei definisce quell’isola gioiello che vanta nomi illustri nel panorama storico italiano. Con Silvia bando alle formalità del galateo giornalistico, conduciamo questa intervista dandoci del tu, memori di una lunga e consolidata amicizia e di battaglie comuni.

Silvia hai un corposo curriculum politico: Dirigente provinciale, dirigente del Circolo, ex consigliera comunale, socia fondatrice di Italia in Comune, per non parlare dell’associazionismo, sempre in prima linea; come stai vivendo questa nuova sfida alle elezioni politiche? “Porto ai piedi “scarpe comode” per affrontare anche questa nuova strada in una campagna elettorale porta a porta nel collegio (Lazio 2 – Plurinominale 01: Civitavecchia, Viterbo, Rieti ndr). Mancano meno di venti giorni alle elezioni che decideranno il destino dell’Italia. Viviamo una fase storica difficile, un momento di trasformazione inequivocabile, un’epoca in cui la politica è chiamata ancora una volta a fare qualcosa in più. Da donna di partito in questi anni non mi sono mai chiusa in una stanza, perché credo che la politica si debba svolgere tra la gente, con le Associazioni, i Comitati di cittadini ed i movimenti d’opinione. Sto affrontando questa sfida con coraggio, entusiasmo e senso di responsabilità.

Silvia MarongiuMi candido in tale direzione mossa dalla necessità di provare a rammendare e ricucire gli spazi della nostra presenza, ripartendo dal basso. In queste settimane abbiamo iniziato a girare il territorio, incrociando le varie agende dei candidati all’uninominale o al consiglio regionale. Lunedì 12 Febbraio, a Viterbo, è stato emozionante parlare alla presenza del Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e davanti a centinaia di persone sconosciute.  Prima di affrontare questi ultimi giorni teniamo in condiderazione tre cose: “Guardiamoci indietro. E guardiamo a com’era l’Italia cinque anni fa. Quindi Guardiamo di fianco. E guardiamo in faccia i nostri avversari, alle loro storie, alle loro terribili parole d’ordine intrise di odio e di violenza. Ma poi  FINALMENTE GUARDIAMO AVANTI. Ai nostri figli. Ai nostri nipoti. E al futuro solido, civile che stiamo costruendo, passo dopo passo, per il Paese più bello del mondo. Questo è il PD. E sono orgogliosa di farne parte”.

La tua esperienza nell’associazione Italia in Comune potrà servirti se eletta? “Questa esperienza non mi ha insegnato solo quanto sia fondamentale far tesoro delle buone pratiche. Ho conosciuto un’Italia che funziona, di amministratori locali che danno il massimo per il bene comune. Sempre in prima linea, perché condividere esperienze ci aiuta meglio a fare il nostro lavoro, ad essere più efficaci nel trovare le soluzioni. Dopo di che si fa una sintesi e si agisce velocemente.E’ necessario trovare un equilibrio tra la pianificazione e lo sviluppo del territorio, il coraggio di fare certe scelte e la capacità di dare delle risposte concrete.”

Silvia VolantinoSe riuscirai ad arrivare a Montecitorio, in quale settore ti sentiresti portata a dare il tuo impegno? “C’è una cosa davvero chiara nella mia testa: non lasciare indietro nessuno. In questi anni ho sempre lavorato in questa direzione, nel tentativo di restituire il ruolo importante che la politica ha smarrito. Oggi l’Italia e la sua economia si sono rimesse in moto. Grazie alle famiglie, alle imprese, ai nonni, ai lavoratori, ai ricercatori. Ma anche grazie alle scelte delle Istituzioni. In questa società lacerata, con un tessuto sociale sfaldato, la rabbia e il rancore sono dominanti e sfociano in rassegnazione, paura o aggressività. Nella crisi dello Stato sociale abbiamo ceduto verso lo Stato penale. La sinistra italiana deve tornare a svolgere il suo compito. Perché l’affermazione della dignità umana è l’argine più efficace contro la violenza. Dobbiamo avere la capacità di “rinsaldare le reti”: i sindacati, le associazioni, i partiti, i movimenti devono tornare a dialogare concretamente a partire dai territori. Servono politiche che puntino al capitale umano; all’interno del nostro programma è fondamentale prendersi cura delle persone ed il terzo settore è una priorità. Dobbiamo raddoppiare le risorse per il reddito d’inclusione: a gennaio il 60% degli aventi diritto aveva già fatto domanda. Bisogna rigenerare i territori e le città attraverso la cultura che è ciò che rende forte una comunità e che è un diritto fondamentale dei cittadini.

La legislatura che sta per concludersi ha rappresentato una grande stagione dei diritti civili: dalle unioni civili al biotestamento, dal “dopo di noi” alla legge sugli orfani delle vittime di reati domestici. Dobbiamo portare avanti la battaglia sullo Ius Soli, la lotta all’omofobia, la parità di genere, in particolar modo nelle retribuzioni. Cultura, accoglienza e sicurezza: una grande sfida da governare. La sicurezza è un bene comune e sentirsi sicuri vuol dire superare la paura. Serve più Europa e più politica in Europa. Il 2018 sarà l’anno delle scelte: l’Italia sceglierà se vorrà essere alla testa di un rafforzamento dell’Unione Europea, per renderla più vicina ai bisogni dei cittadini, per rimettere crescita e sicurezza al centro del progetto europeo, o restarne ai margini. Inoltre, il made in Italy si difende davvero lavorando su tutela, promozione e formazione. Nella prossima legislatura approveremo la legge nazionale sullo stop al “consumo di suolo”, prevedendo incentivi per il recupero dell’esistente e disincentivi per le costruzioni su suolo inedificato. Il PD non offre un libro di sogni ma la politica dei piccoli passi, un programma credibile, sostenibile e realizzabile”.

Carla Zironi