Conferenza annullata al ‘S. Rosa’, dura la replica del Blocco Studentesco

acca larentia bloccoNewTuscia – VITERBO –  “Chiedi ai tuoi professori di lettere che cos’è la strage di Acca Larenzia”, questo lo striscione del Blocco Studentesco in risposta al preside del ‘S. Rosa’ che ha improvvisamente annullato la conferenza su Acca Larenzia prevista per il 25 gennaio, nonostante fosse stata già accettata la richiesta presentata la settimana scorsa dal rappresentante d’istituto Alessandro Bracci. “Avevamo già organizzato la conferenza sulla strage di Acca Larenzia, di cui ricorre il quarantennale, con il giornalista e scrittore Massimiliano Morelli, autore del libro sugli anni di piombo ‘Asfalto nero sangue’.
Argomento più che mai attuale quanto poco approfondito, quasi ignorato – si legge in una nota del Blocco Studentesco – ma fondamentale per capire l’evoluzione delle maggiori ideologie del secolo scorso nell’Italia del dopoguerra, la lotta politica in quella che da molti viene definita una vera e propria guerra civile, e soprattutto il peso di quei morti a cui ancora non è stata resa giustizia e che il clima di quegli anni ha portato dietro fino ai nostri giorni”.
“L’intento della conferenza era quello di avviare un dibattito, scevro da condizionamenti politici, proprio su questo argomento, per capire, finalmente, e superare quegli anni in cui la violenza politica è costata la vita a molti ragazzi della nostra età. Eppure – continua la nota – c’è ancora chi, in nome di un indefinito antifascismo, si sente in dovere di decidere chi può parlare e di cosa si può discutere”.
“Infatti, proprio il giorno prima della conferenza ci è arrivata la comunicazione del preside, il quale ha annullato l’incontro, cedendo alle pressioni di qualche professore sessantottino di lettere. Non siamo qui per piangerci addosso né per farci compatire – conclude la nota – dato che il nostro è un grido di guerra verso chi crede di poter sputare sulla memoria di quei ragazzi, come Franco Bigonzetti, Stefano Recchioni e Francesco Ciavatta, ai quali la legge non ha mai reso giustizia, quando ‘uccidere un fascista non era reato'”.

BLOCCO STUDENTESCO VITERBO

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