Sanità, Blasi (M5s Lazio): “Disastrosa situazione in provincia di Viterbo”

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Silvia Blasi, consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle
Silvia Blasi, consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle

NewTuscia – ROMA – “La sanità laziale pesa per il 73 % sul bilancio regionale eppure in questi 5 anni di governo PD-Zingaretti non c’è stato un miglioramento dei servizi e delle prestazioni offerte ai cittadini, per questo insieme a Roberta Lombardi , candidata presidente alla Regione Lazio ed Ernesto Cesarini, portavoce in consiglio comunale, abbiamo visitato l’ospedale di Tarquinia, un presidio storico molto importante per la diagnosi e il primo soccorso per una popolazione che raddoppia nei  mesi estivi. Purtroppo l’ospedale, nonostante ingenti investimenti per la ristrutturazione, è stato fortemente depotenziato avendo perso nel tempo diverse strutture complesse, come ostetricia e ginecologia.  Molti fondi sono stati investiti per realizzare il nuovo ingresso a fronte di scarse disponibilità per implementare l’organico sovraccarico per turni ed orari di lavoro. L’ospedale è completamente carente di ambulatori cardiologici mentre il pronto soccorso è in deficit di personale. Siamo inoltre stupiti degli esosi affitti, pari a 125.000.000 annui, pagati dall’azienda di Viterbo per locare uffici ed ambulatori presso i locali dell’ex hotel Sporting, nonostante gli spazi liberi nell’ospedale. Durante la visita si è affrontata anche la questione della mancata assegnazione dei locali all’AVIS di Tarquinia, chiusa da diversi anni e su questo punto la direzione aziendale non ha saputo indicare tempi e modalità certe.

Nonostante i tanti annunci elettorali di Zingaretti e del Pd, la sanità nelle province del Lazio è molto più costosa che nella metropoli, per esempio i residenti in provincia di Viterbo sono costretti a migrare nelle regioni vicine. Nel complesso la Regione spende una cifra record pari a circa 300 milioni annui per la mobilità passiva. Da cittadina mi dispiace constatare che in 5 anni di governo Zingaretti abbia tagliato tanti nastri per inaugurare Case della salute o reparti solo per fare propaganda elettorale lasciando indietro anziani, disabili e malati cronici, come testimonia il rapporto Censis che calcola che circa 1 milione e ottocentomila cittadini laziali abbiano rinviato o rinunciato alle cure per difficoltà economiche.”

Gruppo Consiliare M5S Regione Lazio