“D.N.A. (Dove nasce l’arte)”. 17 Gennaio: inizia il carnevale. Feste e tradizioni nella Tuscia

Elisa Anzellotti

NewTuscia – Il 17 gennaio, Sant’Antonio, è la data con cui si suole far iniziare il carnevale. Spesso in questo giorno, o meglio nella notte che lo precede, in diversi paesi vi è la tradizione del “focarone” e nella Tuscia famoso è quello di Bagnaia. Questa enorme catasta di legna, che viene raccolta fin dal mese di febbraio, arde immensa nel centro della piazza riunendo in sé tante tradizioni religiose, pagane, scaramantiche.

Legata a Sant’Antonio è anche la benedizione degli animali e nel viterbese risulta molto suggestiva quella che si svolge a Soriano nel Cimino  dove tantissime specie di animali sfilano per il paese accompagnati dalla banda musicale e dal carro del “Signore della Festa”. Quest’ultimo viene eletto ogni anno e offre presso la sua casa un grande rinfresco a tutti i turisti.

È bello vedere come ancora oggi tutto ciò riesca a sopravvivere; le feste tradizionali infatti sono state messe a repentaglio dalla globalizzazione. Queste invece sono ricchissime e intrecciate con la storia sotto tutte le sue declinazioni. Vi sono connesse tradizioni culinarie – si pensi ai biscotti a forma di cavalluccio che si trovano a Bagnaia in occasione del poc’anzi citato “focarone”, oppure al caratteristico e gustoso “Biscotto di Sant’Antonio” di Soriano che per augurio e per tradizione viene fatto mangiare anche agli animali in occasione della loro benedizione, o ancora ai dolci di carnevale che spesso da un paese all’altro hanno nomi differenti, ma sono gli stessi (le frappe, chiacchiere, bugie, le castagnole, i ravioli ecc…) – ed ancora le musiche, i balli tipici, che nella Tuscia non sono molto presenti a parte un saltarello di cui si parla per il carnevale di Ronciglione, ma che purtroppo è poco studiato (il 20 gennaio alle 15.30 alla Golden Dance School verrà fatto uno stage aperto a tutti proprio sui balli della tradizione del carnevale da me curato).sacro fuoco sant'antonio bagnaia

Numerose sono dunque le feste, le tradizioni e i giochi in uso per il carnevale, come ad es. le cavalcate degli Ussari o la corsa dei Berberi dell’appena citato carnevale di Ronciglione di cui documenti ufficiali ne attestano l’esistenza da oltre 130 anni (nasce infatti dalla derivazione del carnevale romano rinascimentale e barocco).

Da queste brevi informazioni si intuisce come le origini del carnevale siano molto antiche, si pensi alle dionisiache greche (le antesterie) o ai saturnali romani. Tipico il rito di mascheramento e la sovversione dell’ordine delle cose per calare nel caos e poi tornare nella normalità. Si riteneva tuttavia che fosse necessario nella società per far sfogare i malumori accumulati.

Se facciamo un rapida ricerca in internet troviamo subito tantissime informazioni e curiosità (più o meno esatte…) come ad es. la derivazione del termine carnevale dal latino carnem levare (“eliminare la carne”), poiché indicava il banchetto che si teneva l’ultimo giorno di Carnevale (Martedì grasso), subito prima del periodo di astinenza e digiuno della Quaresima. Il carnevale è infatti legato nei Paesi cristiani alla Pasqua e in base a quando cade questa, è più o meno lungo. Quest’anno finirà presto, già il 13 febbraio, quindi non si perda tempo! Al via i festeggiamenti, c’è l’imbarazzo della scelta fra i tanti eventi nella Tuscia e in generale in tutt’Italia.

 

 

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