“L’Italia in giallo”: il commissario Bordelli nella Firenze degli anni ’60 di Marco Vichi

Federica Marchetti

NewTuscia – NellaMVichi Firenze degli anni ’60 si muove e indaga Franco Bordelli un commissario originale e intelligente, abitudinario e con amici eccentrici che sta dalla parte della gente semplice e ha problemi con l’autorità. Creato nel 2002 da Marco Vichi è tornato nella sua nona indagine, Nel più bel sogno, ambientata nel 1968.

 

Il 29 aprile del 1968 Bordelli indaga su tre omicidi scoperti lo stesso giorno. Il primo è quello di Gaspare Menicacci un ex fascista violento che dopo 24 anni era tornato a pretendere soldi dalla sua vecchia fidanzata Leda. Il fratello della donna, Amilcare Bardini, confessa l’omicidio e Bordelli è costretto ad arrestarlo nonostante non creda alla sua confessione. Il secondo è quello di una ragazza sconosciuta ritrovata in un bosco (che poi si rivelerà essere Fortunata Bonanno detta Nina che lavorava presso la famiglia Gualtieri). Il terzo è di Romano Piccioli un agente di borsa trovato nel suo ufficio col cranio fracassato. Intanto a Firenze imperversano le contestazioni studentesche che incuriosiscono il commissario.

Bordelli se ne va per la città ad indagare su due dei tre omicidi da risolvere (il primo lo considera risolto grazie alla confessione di Bardini) e ripensa alla sua Eleonora (che lo ha chiamato lasciandolo in sospeso) e pensando a Patrizia la giovane dottoressa che sostituirà il medicolegale Diotivede quando il prossimo giugno andrà in pensione. Si muove tra la campagna ridente e i quartieri della città compreso San Frediano dove non abita più dopo essersi trasferito all’Impruneta. Non è facile riuscire a dipanare le matasse di questi casi apparentemente inspiegabili e con così pochi indizi.

Nona avventura del commissario Franco Bordelli che è nato il 2 aprile del 1910 (al suo debutto ha 53 anni, in quest’ultima ne ha 58), guida un Maggiolino e fuma troppo (anche se sta cercando di smettere). Le sue indagini sono ambientate negli anni ’60 con tutto il corollario di quei tempi lontani dalla nostra epoca tecnologica, veloce e troppo cinica. Sette romanzi e due racconti (che tornano indietro nel tempo) per indagini sempre più complesse che segnano il commissario fin nell’intimo. A metà della saga il romanzo più significativo (e prVichi Caffeinaemiato, almeno finora) Morte a Firenze (del 2009) è ambientato durante l’alluvione del 1966 e mette a dura prova Bordelli. Intorno a lui personaggi che tornano in ogni storia: Rosa, ex prostituta non più giovanissima; il Botta un ex ladro che cucina come un vero chef; Piras, figlio di un ex commilitone di Bordelli che si ritrova agente alla Questura di Firenze; Eleonora, la donna della sua vita; il medico legale Diotivede; Dante l’inventore solitario. I ricordi di Bordelli sono una bella fetta delle storie raccontate da Vichi: l’infanzia non infelice ma nemmeno serena, la guerra, suo padre, sua madre, la sua prima ragazza che lo aveva soprannominato “silurino”. Poi ci sono i sapori, gli odori e il valore dell’amicizia che non lo abbandona mai nemmeno quando il resto dell’umanità lo ha profondamente segnato.

Il titolo è tratto da una canzone di Don Backy che Rosa fa sentire su disco a Bordelli chiedendogli di portarla al concerto.

Lo scrittore Marco Vichi (classe 1957) è nato a Firenze e oggi vive nel Chianti. Ha scritto 16 romanzi, 4 raccolte di racconti, 1 favola, 1 graphic novel e ha curato 5 antologie. Nel 2002 ha creato il personaggio seriale di Franco Bordelli (protagonista di 7 romanzi, 2 racconti e 1 graphic novel), un commissario di polizia che vive e si muove nella Firenze degli anni ‘60. Tra questi Morte A Firenze nel 2009 gli è valso il Premio Scerbanenco. Il suo sito è www.marcovichi.it

  

TRE DOMANDE ALL’AUTORE

Di storia in storia Bordelli si porta dietro tutto il vissuto delle ultime indagini più il fardello della guerra e le amarezze che la vita gli ha riservato. A differenza di altri personaggi seriali piuttosto bidimensionali il commissario appare in tutta la sua tridimensionalità e dagli esordi ad oggi è più sfaccettato, più sensibile e tormentato. Questa sua discesa troverà un punto d’arresto?

Bordelli ha i suoi alti e bassi, come tutti. Ma in questo ultimo romanzo è più sereno, a dire il vero. I fantasmi del passato sono meno pesanti, anche se non se ne andranno mai.

Intorno al commissario appaiono molti personaggi eccentrici. Quanti di loro ti è capitato di incontrare realmente?

I personaggi dei romanzi sono sempre frutto di vita vissuta e di conoscenza diretta … Possono essere una sorta di “impasto” di più personalità, e certamente da qualche parte li ho già conosciuti, ma vai a sapere dove e quando li ho incontrati, magari anche in sogno.


Prevedi lunga vita (editoriale) per Bordelli oppure vuoi liberartene così come altri autori prima di te hanno fatto con le loro creature letterarie?

A me il commissario sta ancora simpatico, e ho voglia di conoscerlo meglio, e per fare questo non c’è nulla di meglio che continuare a raccontarlo. Scrivere è conoscere.

In tour promozionale per l’Italia Marco Vich sarà a Viterbo sabato 13 gennaio 2018 alle ore 18 presso Caffeina Teatro/Libreria/Bistrot in via Cavour 9 per presentare il romanzo Nel più bel sogno (Guanda). L’evento, a cura del club di lettura “A scuola di Giallo” a cura di Federica Marchetti, è aperto a tutti.

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