Graforubrica. Il genio di Leonardo, l’Uomo e l’Infinito

Tiziana Agnitelli

NewTuscia – Cari/e “Newtusciani/e”, finalmente è arrivato il 2018, finalmente perché sono un’appassionata di simbolismo e il nuovo anno reca con sé l’ “8” il simbolo dell’infinito e delle possibilità: vi ricordo che la scrittura è il codice “simbolico” più apprezzato, che ormai si dà per scontato, ma che permette agli “umani” di comprendersi, comunicare e lasciare ai “posteri” il loro sapere. Partendo da questa considerazione voglio affrontare insieme a voi la firma del “genio dei geni” Leonardo Da Vinci, lui amava il numero “8” lo inseriva nei suoi scritti e nelle sue firme, numero “8” che è simbolo anche del Priorato di Sion, si suppone che Leonardo sia stato un “suo” Maestro. La figura del genio dei geni è ammantata di misteri e di congetture esoteriche e non. Lasciando da parte le teorie, concentriamoci su una sua firma che proviene dall’archivio di Milano, la pongo a confronto con un’immagine bifronte di se stesso da vecchio e della Gioconda, in quanto il “Maestro” giocava molto con la bilateralità della scrittura (a specchio) e dell’animo umano.

firma leonardo da vinci                                                           leonardo da vinci

La firma “Io Lionardo da Vinzi” che leggiamo da sinistra a destra può essere letta anche da destra a sinistra e diventa “Iz ni vado dran Oi” “l’oi” che significa “così me ne vado a fare me stesso”, “l’oi” la parte intima che ognuno di noi ha. L’ambivalenza e genialità del “Maestro”.

La sua firma, ad un’occhiata d’insieme, rispecchia armonia, equilibrio e fine intelligenza con ricerca del bello (giusto spazio tra le lettere, collegamenti interletterali curvi, ricombinazioni, lettera “d” lirica). Il tratto registra, nonostante i cinque secoli trascorsi, questa ambivalenza è leggero ed aulico, ma anche inchiostrato pesantemente con la lettera “a” dall’ovale totalmente annerito, era figlio illegittimo e l’amore probabilmente veniva vissuto da lui come un pozzo nero ove perdersi, ma anche ritrovarsi; infatti firma con una tensione del tracciato grafico che riporta energia, determinazione e forza, sicuramente non gli mancava il coraggio di guardarsi dentro, valutando i suoi istinti passionali e materiali (allunghi inferiori pronunciati) e gli ideali spirituali (allunghi nella zona superiore ugualmente pronunciati), avendo la consapevolezza del suo “ego” (corpo letterale centrale ben tenuto) e delle proprie capacità arricchite da curiosità ed apertura di spirito (lettere “o” rotonde e chiare), ciò che è importante osservare però, a livello grafologico, è la lettera “I” di “Io”, è rovesciata nella zona inferiore, anche ponendola a specchio. Il “Maestro” inizia il suo cammino per trovare la parte intima di se stesso dal basso, dagli istinti “brutali, sessuali e materiali” con cui ogni Uomo che vuol definirsi tale deve confrontarsi, affrontare e superare per arrivare ad accettare l’eterna dualità tra il Bene e il Male insito in ognuno. Abbiamo tutti questa bilateralità, occorre scegliere cosa nutrire, la Bestia e il Distruttore o il Santo e il Creatore. Secondo voi lui cosa ha scelto di nutrire? Buon 2018!