Orte: Può riaprire il Ninfeo sotterraneo rinascimentale

Può riaprire  il Ninfeo sotterraneo rinascimentale

con una soluzione di negoziazione assistita di risoluzione della controversia

Stefano Stefanini (*)

ninfeo orte1Lettera Aperta a cittadini, comune di Orte e proprietario e a chi ama il patrimonio culturale del Paese

Orte: Riaprire il Ninfeo sotterraneo rinascimentale la controversia finalmente può  essere risolta con una soluzione di negoziazione assistita, richiesta dai giudici di appello.

Un precedente per risolvere rapidamente  e in modo collaborativo altre controversie di fruizione dei Beni Culturali. Sulla vicenda della soluzione della controversia sulla fruibilità del Ninfeo sotterraneo rinascimentale di Orte  penso sia utile richiamare una mia proposta   dell’8 febbraio 2012, apparsa su newtuscia.it e successivamente sul periodico Il Centro Italia .

Una proposta per la soluzione della controversia sul Ninfeo rinascimentale di Orte sotterranea e le controversie con oggetto i Beni Culturali: un tentativo di conciliazione per  recuperare il bene culturale alla fruizione dei turisti e riattivare la collaborazione tra il proprietario e il comune di Orte.

Avevo riferito come,  con paziente impegno i mediatori per la Conciliazione stavano sensibilizzando i cittadini e gli stessi avvocati  sull’utilità del tentativo di conciliazione per gli indubbi vantaggi di rapidità  di soluzione dal deposito della domanda o dalla disposizione del Giudice  per la mancanza di  vincoli di procedura e formalità,  per la riservatezza e la  semplificazione  in quanto la procedura di mediazione si conclude con un Accordo transattivo tra le parti, con benefici fiscali, basato sulla reciproca convenienza e soddisfazione, in quanto nessuna delle parti perde, ma tutte ottengono benefici in termini di opportunità, di collaborazione di soddisfazione dei reali interessi economici ,e non, in gioco.

Molte procedure conciliative sono approdate ad altrettanti positivi accordi, una volta che le parti e gli avvocati che le assistevano hanno ben compreso i vantaggi operativi, economici e d’immagine di cui avrebbero beneficiato, ed in questo caso la Corte d’Appello di Roma ha inteso opportunamente invogliare le Parti a individuare una soluzione di comune interesse.

ninfeo orte2 Mi domando ora se la conciliazione possa giovare ad un caso che reputo sintomatico per il bene oggetto di controversia: un Ninfeo del periodo rinascimentale, incastonato come un gioiello nel sistema di cunicoli e cisterne del periodo etrusco-romano del sottosuolo tufaceo di Orte, nel sottosuolo  del Palazzo storico della famiglia Zuppante.

Scrivevamo nel 2012  – cinque anni di mancate visite di migliaia di turisti – che questo rarissimo esempio di archeologia sotterranea, oggetto di controversia giudiziaria tra il privato proprietario ed il comune di Orte, per una questione legata al passaggio ed alla sicurezza dei visitatori, ritengo possa essere nuovamente recuperato alla frequentazione di turisti e di residenti, tentando con spirito costruttivo di riallacciare un rapporto di collaborazione tra parte pubblica e privata, in nome del superiore interesse alla fruizione di un bene culturale unico nel suo genere, interdetto alle visite solo perché le parti in conflitto non riescono a pervenire ad un accordo soddisfacente per i loro rispettivi bisogni e legittimi interessi.

L’8 febbraio 2012  avevo rivolto, da queste pagine web un appello alle Parti in causa, il privato proprietario ed il Comune di Orte, ai loro legali, ai giudici presso i quali la controversia era pendente a tentare – secondo i tempi, le condizioni e le modalità previste dalla legge – una procedura di mediazione per la conciliazione presso l’Organismo di Conciliazione della Camera di Commercio di Viterbo, offrendo il ministero di conciliatore a titolo gratuito (devolvendo gli eventuali compensi che dovessero derivare dall’incarico come contributo alla manutenzione ed agli oneri legati alla riapertura del sito), invitando, altresì,  come esperto nella materia un archeologo che avesse assistito il mediatore per la Conciliazione  come esperto della materia.

Sono ancora fortemente  convinto che la diffusione capillare (a partire dai nostri Istituti scolastici) di una cultura della conciliazione tra i cittadini, le istituzioni e le imprese porterà alla creazione di valide soluzioni negoziali delle controversie per un tessuto economico-sociale troppo spesso orientato ad una sterile conflittualità, contraria ai migliori principi ispiratori del mercato, dei Valori sociali, culturali, di solidarietà umana e, soprattutto, della nostra costituzione economica repubblicana.

Sono certo che l’accordo che recuperi al pubblico un bene archeologico come qualificato attrattore di turisti, verso l’esclusiva suggestione dei sotterranei che fanno dell Insula Aurea Rinascimentale, lIsola doro per il colore dorato che il sole al tramonto conferisce alla Rupe ed alle abitazioni, con degli interventi mirati di arredo urbano, più verde e una necessaria riqualificazione delle pavimentazioni  uno dei Borghi più affascinanti della Valle e della regione Tiberina.

Spero che cittadini, istituzioni, volontariato e forze politiche appoggino questa iniziativa che può costituire un positivo precedente per recuperare alla fruizione tanti beni culturali chiusi al pubblico per varie motivazioni spesso legate ad incuria o negligenza ed in attesa di essere opportunamente valorizzati.

Il Ninfeo di Orte Sotterranea rappresenta uno straordinario complesso sotterraneo di fattura rinascimentale distribuito su due livelli dove i giochi dacqua, che emulavano le decorazioni delle necropoli etrusche, erano alimentati dalle diramazioni del cunicolo principale dellantico acquedotto cittadino.

Dagli anni 2006 2007  è pendente un contenzioso tra il Comune e la proprietà del giardino sovrastante il Ninfeo, punto d’accesso obbligato al sito archeologico. La vicenda giudiziaria che si conclude con l’accordo di mediazione, ha visto una sentenza di primo grado decretare la proprietà del Ninfeo al Comune di Orte. La sentenza è stata sospesa dalla Corte d’appello di Roma, che ha invitato le parti a trovare un accordo, a ragione aggiungiamo noi, in quanto solo dall’accordo delle parti,  proprietario privato e Comune di Orte

Nel comunicato del Gruppo consiliare Anima Orte di qualche mese fa si leggeva: ” Sulla scorta di questo nell’ultimo consiglio comunale del 21 aprile 2017 con i soli voti della maggioranza, il sindaco Giuliani è stato delegato per parte del Comune a procedere a una negoziazione assistita per la risoluzione della controversia, proponendo una convenzione che di fatto disconosce la sentenza di primo grado, disinteressandosi della proprietà del Ninfeo da parte del Comune e accettando incondizionatamente una convenzione della durata di soli otto anni, che regolamenta l’accesso al Ninfeo come richiesto dal proprietario del giardino: una sola apertura settimanale. Come se non fosse sufficiente, poi,  la ristrutturazione dell’accesso al sito sarà eseguito con i soldi della collettività, per un bene che fra otto anni potrebbe diventare esclusivamente privato.”

Pur nella logica delle osservazioni formulate, credo sia necessario oggi assicurare al più presto  e nel migliore dei modi possibile la riapertura del sito che è la naturale, raffinata ed esclusiva,  migliore attrattiva degli itinerari della città sotto la città .  Con un’ulteriore trattativa o in sede di mediazione,  che ci auguriamo pienamente satisfattiva degli interessi in gioco,  le parti potranno modificare e migliorare nel tempo le rispettive obbligazioni, al fine crediamo, di offrire  ai visitatori un luogo unico, di insuperata bellezza.

Chi lavora per la fruizione del nostro patrimonio culturale ed artistico non può che avere il massimo sostegno dei cittadini.

 (*) Stefano Stefanini è  mediatore per la Conciliazione presso la Camera di Commercio  I.A.A. di Viterbo.

 Il Ninfeo di Orte sotterranea, la scheda illustrativa .

Nel corso di lavori di consolidamento della rupe tufacea sulla quale sorge Orte realizzati nel corso del Novecento si è scoperta una fitta rete di cunicoli sotterranei, che attraversa grosso modo tutta la città. Si tratta per lo più di cunicoli scavati nella roccia e quindi a sezione ogivale o a tutto sesto, costituiti da un condotto principale dal quale si diramano molti condotti secondari.

Contestuali a questa rete e raggiungibili per mezzo di essa, sono tre cisterne ipogee, due di forma circolare e una di forma quadrata.

Il sistema, che fa tornare alla memoria la rete idrica dei ‘bottini’ senesi, ha il suo punto più interessante in una via sotterranea che si diparte dalla Fontana Grande e che, percorrendo il fronte meridionale della rupe e scendendo per una scala nascosta dalla vegetazione, conduce a uno splendido Ninfeo rinascimentale.

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