Ferrovia Civitavecchia-Capranica-Orte: lettera-appello al viceministro Nencini

NewTuscia – ROMA –

Ponte ferroviario di  Ronciglione
Ponte ferroviario di Ronciglione

Egregio on Riccardo Nencini,

la Ferrovia Civitavecchia Orte, contraddistinta da elevatissimo pregio naturalistico, paesaggistico e storico-culturale dei territori attraversati, come lei ben sa, è una delle 18 ferrovie italiane inserite nell’elenco della legge 128/2017 sulla valorizzazione delle ferrovie turistiche.

Al contempo, essa è attestata su due poli logistici di riconosciuto valore, per il Centro Italia: il porto di Civitavecchia e l’Interporto Centro Italia di Orte.

Entrambi i suddetti poli logistici non hanno sempre goduto dell’attenzione dovuta: il porto di Civitavecchia non è ancora inserito nella rete dei poli “Core”, l’interporto di Orte non assolve ancora alla sua missione di intermodalità. Recentemente, tuttavia, la tendenza si è invertita, grazie al convergere di iniziative imprenditoriali, alla riforma della overnante portuale (D.Lgs. 196/2016) e alla “Cura del Ferro”, diventata una delle priorità della Comunità Europea nel perseguire lo sviluppo economico e sociale dei propri stati membri.

In questo quadro generale, la penisola italiana e il Centro Italia si pongono come tramite ideale per i traffici Est – Ovest attraversanti il Mediterraneo. Il porto di Civitavecchia, in particolare, recupera in questi giorni la dimensione di hub logistico che le compete da sempre, essendosi deliberato il finanziamento della trasversale stradale da Orte a Civitavecchia (SS 675) e proponendosi l’istituzione del corridoio merci Spagna – Balcani, effettuato via mare-terra-mare con i porti di Civitavecchia e Ortona.

Manca all’appello la ferrovia trasversale da Civitavecchia a Orte, inspiegabilmente dismessa con DPR 398 del 14 novembre 2011, appena dopo la presentazione del progetto commissionato ad Italferr e finanziato con capitali della Comunità Europea, dell’Autorità Portuale di Civitavecchia, dell’Interporto di Orte e della Regione Lazio.
Presso la Regione Lazio fu inoltre svolta, con esito favorevole, la Conferenza dei Servizi.  

Al porto di Civitavecchia fu invece allora negato l’accesso alla rete “CORE” e il collegamento con i corridoi TEN –T, con raccomandazione di ovviare alla carenza (pro tempore) di predisposizioni intermodali e di collegamenti trasversali.

Per quanto sopra, si richiede ora di riprendere il dialogo con la Comunità Europea, rimasto interrotto al 2011, attuando quanto segue:

  1. La linea Civitavecchia – CapranicaSutri sia nuovamente inserita nel registro delle linee ferroviarie di previsto esercizio (annullando gli effetti del DPR 398 del 14 novembre 2011)
  2. Sia presentato alla Comunità Europea il progetto esecutivo e il capitolato dei lavori di ripristino della tratta suddetta, realizzato sulla base del progetto Italferr prodotto nell’ottobre del 2011.
    A tal proposito, si ricorda la scadenza relativamente vicina del 12 aprile 2018, per l’integrazione di progetti rimasti fuori dal programma di finanziamenti 2020-2027 (2017 CEF Transport Blending MAP Call: https://ec.europa.eu/inea/en/connecting-europe-facility/cef-transport/apply-funding/2017-cef-transport-blending-map-call).

Si ringrazia della cortese attenzione. Cordiali saluti.

                                                                                                                                             Raimondo Chiricozzi

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