Ambrosini: “I precari della Asl all’assemblea nazionale Fp-Cgil medici e dirigenti sanitari”

NewTuscia – VITERBO – “Lavoriamo per salvare i precari, perché salvando loro salviamo la sanità pubblica”. Con queste parole ha terminato il suo intervento Stefano Innocenzi, della FpCgil Medici di Viterbo, all’assemblea nazionale medici e dirigenti sanitari della Cgil che si è svolta a Roma, davanti ai responsabili della Funzione pubblica e al segretario generale Susanna Camusso. Preso atto che le aziende stanno procedendo ad espletare le procedure selettive per la stabilizzazione dei precari aventi i requisiti del Dpcm del 06 marzo 2015, ora la battaglia è la tutela

Antonella Ambrosini (Fp Cgil)
Antonella Ambrosini (Fp Cgil)

di tutti quei professionisti esclusi dalla stabilizzazione. È su questi professionisti che il discorso di Innocenzi si è concentrato: “Non basta: non possiamo ancora dirci soddisfatti perché in questi giorni stiamo stabilizzando solo una parte dei precari. Manca ancora quella grande fetta di medici e dirigenti precari che da molti anni con contratti atipici garantiscono i Lea, livelli essenziali di assistenza. Ancora più sfruttati, ancora meno tutelati, trattati come mercenari, con nessun diritto ma con i doveri del dipendente”.

L’invito alla dirigenza della Cgil è quello mantenere alta l’attenzione e continuare il lavoro svolto: “Per queste colleghe e colleghi ora dobbiamo lottare con impegno ancora maggiore, con l’esperienza acquisita in questi anni dobbiamo tutelare questi lavoratori e porre fine alla loro precarietà, ridando dignità ai nostri professionisti e ridando ai cittadini una sanità pubblica, una sanità che possa fare una vera programmazione, che possa veramente garantire il diritto alla salute dei cittadini. Questa è la sanità che vogliamo e che dobbiamo contribuire a costruire.”

Nel Viterbese molto lavoro è stato fatto, in una sinergia tra sindacato e direzione generale che ha permesso di ottenere i risultati che si stanno concretizzando in questi giorni e di rappresentare un punto di riferimento per le altre Asl nella gestione del processo di stabilizzazione dei precari.

Ora dobbiamo tutelare i precari più “deboli”, dobbiamo pensare al rinnovo dei loro contratti, contratti che devono essere trasformati in quello che realmente sono: una dipendenza a tempo determinato. Dobbiamo effettuare, con la stessa sinergia, una corretta ricognizione dei nostri precari e rappresentare anche per questa seconda fase del processo una eccellenza regionale.

Dobbiamo tutelare il diritto alla salute dei cittadini il diritto al posto di lavoro di questi professionisti.

Antonella Ambrosini
Segretario della Fp-Cgil

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