Ecco perché i giovani non vogliono lavorare nelle agenzie immobiliari

Gian Paolo Pingitore

NewTuscia – Semplicemente i giovani si sono stancati di essere usati come carne da cannone dalle agenzie immobiliari (franchising o no) e di essere buttati in mezzo alla strada a suonare i campanelli per giunta  tra mille rifiuti e e porte sbattute in faccia.

Gian Paolo Pingitore
Gian Paolo Pingitore

Per non parlare delle chiamate inutili ai telefoni fissi (che ormai quasi nessuno ha più in casa) dove, anche li, si ricevono mille insulti e telefoni  (sempre) sbattuti in faccia, invece che le porte i telefoni, ma si tratta sempre di qualcosa sbattuto in faccia.

Ecco i due unici motivi per cui diventa sempre più difficile avviare i ragazzi di età compresa tra i 18 e i 29 anni alla carriera di Agente immobiliare.

Per analizzare meglio il problema è necessario fare un passo indietro.

Negli anni 80 iniziano ad aprire le prime agenzie su strada e si diffonde un metodo allora vincente, suonare ai campanelli per ricevere informazioni su eventuali case in vendita, le persone che non si trovavano la mattina venivano contattate la sera a casa sul telefono fisso, lo scopo era lo stesso, trovare nome, cognome e numero di telefono di potenziali clienti che vendevano casa.

Una volta acquisito il contatto, il venditore veniva chiamato e dopo un appuntamento per la valutazione si metteva casa in vendita.

Questo metodo in quell’epoca funzionava alla grande, internet non esisteva ed era  l’unico modo per trovare clienti, dunque bastava avere un po’ di coraggio e faccia tosta per lavorare e vendere con facilità. Moltissimi padroneggiando questo metodo e trasmettendolo ad altri, hanno aperto molte agenzie e fatto molti soldi.

Ora siamo nel 2017, sono passati 37 anni, la gente è stata sfinita dai venditori porta a porta e trovare qualcuno disposto a collaborare è quasi impossibile. Inoltre la vita è diventata più difficile, le persone sono stressate e preoccupate, perciò l’immagine del venditore porta a porta è vista sempre di più come una figura scocciante e urtante.

In più le ultime truffe fatte dai venditori porta a porta agli anziani ed alle casalinghe hanno caricato di negatività l’immagine dei venditori che usano il vecchio metodo, queste persone vengono sempre di più associate a figure pericolose disposte a tutto pur di rimediare qualche soldo.

Ovviamente gli agenti immobiliari che suonano ai campanelli sono brave persone, ma usano un metodo ormai condiviso dai furfanti , dunque ottenere un risultato positivo da questo tipo di attività è sempre più difficile ed improbabile.vincitore

Andando avanti nel tempo sarà sempre peggio.  Il numero di insulti e di porte sbattute in faccia aumenterà, più di una volta è capitato anche che dei ragazzi venissero (giustamente) fermati dalle forze dell’ordine per eventuali controlli; in effetti vedere giovani che girano con la cartellina a suonare ai citofoni in una zona dove sono stati fatti dei furti in precedenza può destare dei sospetti.

Anche io ovviamente in passato ho usato questi metodi poco professionali, e devo ammettere che era già difficile qualche anno fa, non oso immaginare oggi il grado di umiliazione e le situazioni imbarazzanti che i giovani sono costretti a vivere durante l’orario di lavoro.

E’ scontato che sia emotivamente  frustrante E DEMOTIVANTE  lavorare in questo modo, ci si sente sfruttati ed usati per raccimulare  4 contatti da CHIAMARE per fissare degli appuntamenti.

Il problema sta nel fatto che dietro gli appuntamenti fissati non può esserci il sangue e le frustrazioni di un ragazzo che si affaccia nel mondo dell’immobiliare e magari ne è anche attratto.

Ovviamente il 90 % dopo un po’ abbandona pensando che il lavoro si debba fare per forza così, ed ecco perché il turnover nel mio lavoro è altissimo e i siti di offerta di lavoro sono pieni di annunci di agenzie immobiliari che cercano continuamente personale.

Il mio settore sta massacrando gente in continuazione, questo perché i titolari delle agenzie si ostinano a seguire un metodo ormai OBSOLETO e controproducente che nuoce gravemente all’immagine della nostra professione.

Io stesso per anni ho condiviso, usato e portato avanti questo metodo, oggi però, risultati alla mano, devo ammettere che non funziona più, oltre ad allontanare le possibilità di sviluppo e di carriera del personale porta delle conseguenze disastrose sull’immagine data dagli operatori del settore.

Poi non possiamo lamentarci se i clienti non si fidano della nostra categoria, siamo noi i primi a fornire un idea poco professionale e molto improvvisata di noi stessi e di come facciamo il nostro lavoro.

I ragazzi in giro a suonare i campanelli con la cartellina e i fogli che volano a destra e a sinistra, con il freddo, il vento e la pioggia, piuttosto che sembrare persone a cui affidare una casa somigliano molto di più a “degli scappati di casa” affamati di contatti a cui rompere le scatole.

LA SOLUZIONE?

Ovviamente esiste una soluzione da adottare che sostituisce nel tempo questo tipo di attività.

In un epoca moderna come la nostra stanno prendendo piede dei mezzi decisamente più professionali e meno invasivi per contattare le persone,  i social network possono rappresentare una soluzione.

Le persone tendono a cercare le soluzioni ai problemi su internet maggiormente, e gli Stati Uniti D’America stanno portando  in Italia delle teorie di Marketing ed acquisizione clienti aggiornati e scientifici.

La vendita resterà sempre uno sport di contatto, ma prima resta LA RISOLUZIONE DI UN PROBLEMA, il contatto è una conseguenza;  ovviamente studiare e implementare nella propria agenzia metodi scientifici di acquisizione clienti rappresenta una strada contorta e difficile da percorrere.

Massacrare ragazzi continuamente per avere delle persone da chiamare su cui poi costruire un lavoro è più semplice, meno stressante (per chi commissiona il lavoro) e anche meno dispendioso in termini economici, testare sistemi di Marketing ha un prezzo più alto, ma anche il risultato è ben diverso, una volta imboccata la strada giusta.

Sopravviverà chi si adatterà meglio al cambiamento ed avrà il coraggio di mettersi in discussione per testare e provare nuovi strumenti. Dalla zona di comfort non si esce mai vivi.

Inoltre, per concludere, il mio lavoro è molto di più che  suonare alle porte  per farsi lasciare un numero di telefono,  si tratta di aiutare le persone a migliorarsi oppure a risolvere un problema, è il sistema per entrare in contatto con i clienti ad essere sbagliato, soltanto quello.

Gian Paolo Pingitore