M5S Orvieto: l’occasione persa dell’Osservatorio “Le Crete”

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NewTuscia – ORVIETO – Nel 2015 c’era l’occasione di convergere sul manifesto per l’Osservatorio “Le Crete” basato sulla convenzione europea di Aarhus sulla giustizia ambientale e sul diritto alla trasparenza e alla partecipazione in materia ai processi decisionali di governo locale, nazionale e transfrontaliero concernenti l’ambiente. Questo diceva il manifesto originale firmato da Lucia Vergaglia (M5S), Ciro Zeno (CI), e Cristina Calcagni (SC) e redatto dall’ambientalista ed attivista Silvio Torre che poi l’avrebbe depositato in Comune perchè l’istituzione comunale, come diceva il documento originale, si attivasse per dargli vita.
silvio torre ECORVIETANODa allora, tra le polemiche, le cose sono molto cambiate. L’Osservatorio non è stato istituito in Comune e sotto un nome simile “L’Osservatorio Le Crete – Tavolo per l’ambiente”, composto da consiglieri dell’ex maggioranza più il sig. Ciro Zeno, ha preso a fare per lo più attività politica e di propaganda. Non una soluzione locale da parte loro è emersa, non uno strumento di partecipazione cittadina alle informazioni è stato realizzato e come Movimento 5 Stelle siamo in prima linea letteralmente da soli sulle questioni ambientali; arrivano notizie di tale “osservatorio” solo quando lo si può usare come martello contro gli avversari politici o come grimaldello per i rapporti con la Regione. Per il resto nulla. Che spreco.
«Bisogna ricordare che in quel periodo eravamo appena entrati al Comune e le accuse che ci facevano andavano dall’antipolitica al “sapete dire solo di no” così è sembrato strano anche agli osservatori della stampa trovare cittadini prestati alla politica in grado non solo di relazionarsi a tutti i livelli ma anche di portare proposte operative articolate e basate su capisaldi forti: in questo caso si trattava della convenzione europea di Aarhus e dei diritti dei cittadini orvietani che meritavano un vero osservatorio su quanto accadeva ed accade a “Le Crete” senza dover passare per la mediazione della politica. Fu un errore da non ripetere. Fummo messi in minoranza dopo le prime firme e gli interessi di visibilità e propaganda hanno pesato di più degli interessi che noi rivendichiamo per i cittadini: trasparenza e sicurezza ambientale su tutti. Ed un due anni Zeno e compagni, onnipresenti sui giornali a dire che non se ne può più, neanche sono stati capaci di spiegare cosa hanno fatto per “osservare” gli impianti, la discarica ed i progetti su “Le Crete”.
Persino all’incontro sull’Auri tenutosi in Comune, dopo aver attaccato sui social e negli incontri pubblici il M5S, è bastata la presenza contemporanea di Andrea Liberati e Lucia Vergaglia a vedere i loro nomi sparire come per incanto dalla lista degli interventi. Personalmente sono deluso di questa loro mancanza d’iniziativa, ma resto ancora più deluso quando vedo quello che poteva essere davvero un buon progetto di contrappeso popolare allo strapotere di Acea, libero e trasparente, destituito di ogni credibilità per colpa di una politica miope ed orientata al puro opportunismo  sui temi più sensibili come sanità ed ambiente. Un vero peccato.» Silvio Torre, Meetup di Orvieto e redattore del Manifesto per l’Osservatorio Le Crete.