Perugia. Anziani non autosufficienti: pubblicato il bando per il contributo badante

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perugia_32NewTuscia – PERUGIA – All’indomani della pubblicazione dell’avviso pubblico per la concessione di un contributo di 700 euro “una tantum” a rimborso del costo sostenuto per uno o più assistenti familiari”, il Movimento 5 Stelle attacca  l’assessore alle politiche sociali Edi Cicchi, che crede di risolvere il problema della assistenza alle persone anziane affette da grave disabilità con una sporadica erogazione in denaro, di importo irrisorio, rispetto agli ingenti costi sostenuti con continuità dalle famiglie.

L’Assessore Cicchi dimostra ancor una volta di essere un mero gestore di risorse (destinate ai pochissimi che riusciranno a dimostrare di possedere i requisiti previsti dall’avviso pubblico) e decide ostinatamente di non rispettare gli indirizzi vincolanti del Consiglio Comunale in materia di libera scelta.

La Delibera del Consiglio Comunale n. 14 del 9.02.2015, impegna il Sindaco e la Giunta ad elaborare idonei strumenti programmatici finalizzati: al sostegno alla domiciliarità a favore delle famiglie dove siano presenti situazioni di gravi disabilità secondo un piano personalizzato in un’ottica di libertà di scelta tra gli strumenti disponibili, con obbligo, per l’ente, di monitorare i risultati della presa in carico, e che prevedano:

1) forme di erogazione diretta alle famiglie;  di un assegno di cura, senza obbligo di assumere un assistente qualora in famiglia sia presente un Caregiver; con obbligo di rendicontazione dettagliata dell’impiego della somma erogata a dimostrazione che venga impiegata per la finalità per cui viene data;

2) forme di erogazione diretta alle famiglie di un contributo badante per coprire i costi di un assistente domiciliare scelto liberamente, in mancanza di Caregiver e/o in affiancamento dello stesso; dare piena attuazione alla Convenzione ONU al fine di garantire l’effettiva e concreta   attuazione dei principi in essa contemplati;  di sostenere attivamente il progetto sperimentale per la destinazione del 20% del fondo della Regione Umbria sulla non autosufficienza a progetti individuati per favorire la vita indipendente e la libertà di scelta; di assicurare e garantire la reale, concreta e diretta partecipazione dei disabili e dei loro familiari attraverso l’individuazione di progetti di vita e il riconoscimento dei loro diritti anche tramite le associazioni di tutela dei diritti; alla incentivazione di figure professionali innovative, nell’ambito dell’assistenza-riabilitazione sanitaria e psico-sociale, che garantiscano i servizi direttamente commissionati e finanziati dalle famiglie tramite “l’assegno di cura” o il “contributo badante” che possa essere valutato e monitorato dall’ente pubblico; al riconoscimento e valorizzazione della figura del Caregiver familiare come componente informale della rete di assistenza alla persona e risorsa del sistema integrato dei servizi sociali, socio-sanitari e sanitari”.

Il Comune è ancora lontano dall’attuazione di tali impegni, che non possono e non devono essere attuati con iniziative “una tantum” a copertura di una minima parte dei costi sostenuti realmente dalle famiglie ogni mese, ma attraverso l’erogazione di un contributo economico fisso per l’autogestione dell’aiuto personale che si pone alternativo rispetto al servizio offerto dagli enti territoriali competenti e scelto liberamente dalle persone non autosufficienti e dalle loro famiglie. Invitiamo le famiglie a chiedere l’assistenza indiretta e a non fermarsi di fronte agli illegittimi rifiuti del Comune, il cui compito è in primis quello di informare gli utenti della loro diritto fondamentale di scegliersi da chi farsi assistere.

Bilancio Comune di Perugia, consiglieri e segretario Pd: “Conti a rischio, non si possono risolvere difficoltà strutturali con misure straordinarie buone solo a fare cassa”/COMUNICATO STAMPA

“I conti del Comune di Perugia sono a rischio”. Così, in una nota, il gruppo Pd e il segretario cittadino dem Paolo Polinori, che aggiungono: “Non lo dice il Pd, lo certifica la sezione regionale della Corte dei Conti, che mette una seria ipoteca sull’equilibrio finanziario dell’Ente a meno che entro sessanta giorni non si riesca a invertire la rotta. Complicato. Emerge, infatti, una difficoltà ormai strutturale a riscuotere crediti su Tari, Imu e multe, sia per la parte che riguarda l’evasione sia per la parte che riguarda la morosità, che, insieme a un ricorso straordinario alle anticipazioni di tesoreria per somme sempre crescenti, che poi non vengono restituite, crea interessi passivi – per milioni di euro – e debito. Tanto che gli interessi sugli anticipi di cassa, sono passati da 4 mila euro nel 2014 a milioni di euro per il 2015, 2016 e 2017 (un milione e 200 mila euro solo nel 2015, per la precisione). Non riuscendo, cioè, a incassare le somme poste a bilancio, le entrate risultano presunte a fronte invece di uscite sono reali. E questa mancata capacità di incassare ha generato interessi passivi nelle ultime annualità per altri 3,5 milioni di euro. Certificando una drammatica incapacità di gestire l’ordinaria amministrazione”.

“Quanto oggi segnala la magistratura contabile – va, inoltre, detto – ricalca perfettamente le osservazioni dei revisori – continua la nota – recapitate al Comune nel mese di marzo: sembra, dunque, mancare la volontà politica di correggere la rotta, intervenendo in maniera organica sulle distorsioni, non solo praticando interventi straordinari che rischiano di impoverire la città e i cittadini senza dare i frutti sperati sul lungo periodo, e mettendo in sicurezza i conti così da evitare un dissesto che non avrebbe altro effetto se non quello di pesare sulle tasche dei cittadini e paralizzare ancora di più un ente che già sconta costanti e importanti riduzioni di trasferimenti e risorse.

Non serve a niente tentare di sminuire quanto sta accadendo o di scaricare le proprie responsabilità, su chi ha governato la città e sulla Regione, rispetto a quella che la Corte dei Conti rappresenta come una ‘grave situazione finanziaria soprattutto per ciò che concerne lo squilibrio di cassa’. È di certo utile ricordare che anche prima del 2014 c’è stato un assai più imponente taglio dei trasferimenti statali e si è fatto ricorso ad anticipazioni di tesoreria, ma per somme nettamente inferiori e sempre restituendo quanto dovuto entro l’esercizio finanziario successivo. Ed è altrettanto utile sottolineare che il sindaco Romizi e il centrodestra governano la città da ormai tre anni e mezzo, un tempo sufficiente perché si percepiscano gli effetti di politiche, scelte (o non scelte), azioni.

Ci sono, poi, seri elementi di preoccupazione rispetto al percorso che si sta mettendo in campo per far fronte alle difficoltà evidenziate. In primo luogo il ricorso a misure straordinarie, come la vendita delle quote della Minimetro, che rischiano di impoverire il patrimonio senza evidenti risultati di lungo periodo: a fronte di un incasso immediato e pur continuando a finanziare il contratto di servizio, infatti, si rischia di perdere potere decisionale sulla gestione e di mortificare una visione di città che ha storicamente scelto di scommettere sulla mobilità alternativa, tutto ciò senza alcun dibattito pubblico o coinvolgimento dei cittadini. “Privatizzazione” e svendita del Minimetro con conseguente abbandono della mobilità alternativa, infatti, non sono scelte necessarie e “neutre”, così come non è neutra una spending review che si limita  a tagliare i costi disinteressandosi completamente della riqualificazione dei servizi, in alcuni casi tagliandoli: sono scelte politiche ben precise, che restituiscono una città più piccola, più provinciale e meno europea.

Il tempo degli “alibi” e dello “scaricabarile” è finito: quello che ai perugini interessa sapere, è che cosa l’amministrazione ha intenzione di fare per intervenire strutturalmente sulle mancate entrate di crediti a bilancio, sull’evasione e sulla morosità di Imu, Tari, multe e per invertire la tendenza rispetto a una scarsa capacità di riscossione. Sta qui il nodo politico della vicenda bilancio e su queste scelte si misurerà la credibilità di un governo cittadino che sino ad oggi ha sistematicamente evitato tutte le questioni più spinose.”