Gioco d’azzardo e scommesse, il sindaco di Montefiascone Paolini li vieta la notte

Gaetano Alaimo

NewTuscia – MONTEFIASCONE – Il sindaco di Montefiascone, Massimo Paolini, scende in campo contro l’abuso del gioco d’azzardo. E lo fa in modo chiaro e ineccepibile con un’ordinanza ad hoc.

L’ordinanza prevede il divieto di esercizio dell’attività degli apparecchia automatici, semiautomatici, collegati fra di loro e le scommesse ippiche (“siano interrotti dalle ore 22.00 alle ore 8.00 dei rispettivi giorni successivi e durante i giorni di apertura delle scuole anche dalle ore 8.00 alle ore 13.00, eccetto il sabato. Sono esclusi dalle limitazioni di orario sopra indicate i giochi del lotto, 10 e lotto, superenalotto, totocalcio, gratta e vinci, e bingo”). Sono incluse nelle eccezioni anche le sale da biliardo e bowling che non hanno queste apparecchiature all’interno delle loro strutture.

Si tratta di un impegno serio e importante del Comune di Montefiascone, sul fronte sociale, contro il diffuso problema delle ludopatie e della dipendenza dal gioco e dalle scommesse che va nella direzione concreta di amministrare tenendo conto di principi etici e di difesa degli interessi della classi sociali più deboli della popolazione.

sindaco massimo paolini
Ecco l’intera ordinanza del sindaco di Montefiascone, Massimo Paolini:

 

IL SINDACO

Premesso che:

– con il termine ludopatia o gioco d’azzardo patologico (G.A.P.), si intende l’incapacità di resistere all’impulso di giocare d’azzardo o di fare scommesse. Tale dipendenza comportamentale è in grado di compromettere la salute e la condizione sociale del singolo individuo e della sua famiglia;

– la Commissione Europea, in data 14 luglio 2014, ha adottato una raccomandazione sui servizi di gioco d’azzardo on line, con la quale incoraggia gli Stati membri a realizzare un livello elevato di protezione per i consumatori, per gli utenti e per i minori;

Rilevato che, da dati ufficiali sul gioco d’azzardo lecito, la patologia che ne deriva è un fenomeno piuttosto significativo e diffuso, tanto da essere considerato una “malattia sociale”;

Visti:

  • il D. n.773/31 “Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza” e in particolare l’art.110;
  • il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 27/10/2003 “Determinazione del numero massimo di apparecchi e congegni di cui all’art.110, commi 6 e 7, lettera b) del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza che possono essere installati presso esercizi pubblici, circoli privati e punti di raccolta di altri giochi autorizzati”;
  • il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 18/01/2007 “Determinazione del numero massimo di apparecchi da intrattenimento di cui all’art.110, commi 6 e 7, del TULPS, che possono essere installati presso punti vendita aventi come attività principale la commercializzazione dei prodotti di gioco pubblici”;
  • il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 27/07/2011 “Determinazione dei criteri e parametri numerico quantitativi per l’installabilità di apparecchi di cui all’art.110, comma 6, del TULPS”;
  • l’art.50, comma 7, del D.Lgs. n.267/2000 e successive modificazioni ed integrazioni, che recita “Il sindaco, altresì, coordina e riorganizza, sulla base degli indirizzi espressi dal Consiglio Comunale e nell’ambito dei criteri eventualmente indicati dalla Regione, gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici, nonché, d’intesa con i responsabili territorialmente competenti delle amministrazioni interessate, gli orari di apertura al pubblico degli uffici pubblici localizzati nel territorio, al fine di armonizzare l’espletamento dei servizi con le esigenze complessive e generali degli utenti”;
  • la Circolare n.557/PAS.7801.12001 del Ministero   dell’Interno, Dipartimento della Pubblica Sicurezza del 23 giugno 2010 e la nota del 19 marzo 2013 del Ministero   dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza, con le quali viene precisato che la regolamentazione degli orari di apertura e chiusura delle seguenti attività, anche se autorizzate dalla Questura, ai sensi dell’art.88 del TULPS:
  • Negozi dediti all’attività prevalente di raccolta di scommesse;
  • Esercizi dediti al gioco con apparecchi da intrattenimento denominati New Slots o Video Lottery;
  • Sale Bingo;

compete al Sindaco sulla base di quanto previsto l’art.5O, comma 7, del TUEL, in ragione del fatto che tutti gli esercizi dediti al gioco rientrano nella categoria degli esercizi pubblici;

Vista la sentenza del Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta) n.3271 del 30/06/2014 e n.3845 del 27/08/2014 con la quale i magistrati hanno avuto già modo di osservare come “la circostanza, per la quale il regime di liberalizzazione degli orari sia applicabile indistintamente agli esercizi commerciali e a quelli di somministrazione, ma non precluda all’Amministrazione Comunale la possibilità di esercitare, ai sensi dell’art.5O, comma 7, del D.Lgs. 267/2000, il proprio potere di inibizione delle attività, per comprovate esigenze di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, oltre che del diritto dei terzi al rispetto della quiete pubblica, in caso di accertata lesione di interessi pubblici quali quelli in tema di sicurezza, libertà, dignità umana, utilità sociale, salute”;

Vista la sentenza della Corte Costituzionale n.220/2014 del 18/07/2014 con la quale i giudici hanno mostrato di ritenere plausibile l’interpretazione giurisprudenziale sopra richiamata affermando che “è stato riconosciuto che, in forza della generale previsione dell’art.50, comma 7, del D.Lgs. n.267 del 2000, il Sindaco può disciplinare gli orari delle sale giochi e degli esercizi nei quali siano installate apparecchiature per il gioco, per esigenze di tutela della salute, della quiete pubblica, ovvero della circolazione stradale”;

Vista la Direttiva della Comunità Europea 123/2006 sulla liberalizzazione del commercio, recepita con D. Lgs. n.59/2010 (Direttiva Bolkestein), all’art. 12 prevede che “nei casi in cui sussistano motivi imperativi di interesse generale (definiti alla lettera h), dell’art.8, come: ragioni di pubblico interesse tra le quali “l’incolumità pubblica, la sanità pubblica, la tutela dei consumatori”, l’accesso e l’esercizio di un’attività possono essere subordinati al rispetto di requisiti quali: restrizioni quantitative o territoriali, in funzione della popolazione o di una distanza geografica minima tra l’obbligo per il prestatore di fornire altri servizi specifici;

Vista la Risoluzione del Ministero dello Sviluppo Economico n.264082 del 31.12.2012, relativa all’inapplicabilità della “Disciplina sulla liberalizzazione degli orari di apertura e chiusura delle attività commerciali”, intervenuta con la modifica dell’articolo 3, comma 1, lettera d-bis, del decreto legge 4 luglio 2006, n.223 ad opera dell’articolo 31 del D.L. 6 dicembre 2011 n. 201, ai locali autorizzati ai sensi dell’articolo 86 del R.D. 773/31 che ospitano offerta di gioco mediante apparecchi.

Dato atto che il Consiglio di Stato – Sezione Quinta, con sentenza 03778/2015, depositata il 1 agosto 2015, ha confermato il potere sindacale di determinazione degli orari delle sale da gioco e di accensione e/o spegnimento degli apparecchi automatici di gioco, con vincite in denaro;

Visto l’art.. 3, comma 2, del D.lgs. n.267/2000, che stabilisce che il Comune è l’Ente locale che rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo;

Vista Legge Regionale del Lazio 5 agosto 2013, n.5 “Disposizioni per la prevenzione de il trattamento del gioco d’azzardo patologico”;

Ritenuto, pertanto, necessario disciplinare gli orari di utilizzo degli apparecchi da intrattenimento anche nell’ottica di contrastare l’insorgere di abitudini collegate alle frequentazioni degli studenti, con particolare riferimento all’orario di apertura delle sale giochi e di accesso agli apparecchi da intrattenimento, all’interno dei pubblici esercizi;

ORDINA

  • che il gioco attraverso apparecchi meccanici e congegni automatici, semiautomatici ed elettronici da trattenimento (singoli apparecchi/new slot e sale giochi tradizionali);
  • che il gioco attraverso apparecchi collegati fra di loro, in tempo reale, alla rete e ad un server centrale presente nella sala dove sono installati, il quale comunica costantemente con un server nazionale centralizzato che gestisce le vincite (sale VLT – videolottery – sale slot);
  • che le scommesse su competizioni ippiche, sportive e su altri eventi:

siano interrotti dalle ore 22.00 alle ore 8.00 dei rispettivi giorni successivi e durante i giorni di apertura delle scuole anche dalle ore 8.00 alle ore 13.00, eccetto il sabato.

Sono esclusi dalle limitazioni di orario sopra indicate i giochi del lotto, 10 e lotto, superenalotto, totocalcio, gratta e vinci, e bingo.

Gli apparecchi da intrattenimento con vincita in denaro di cui all’art.110, comma 6, del TULPS, nelle ore di “non funzionamento” devono essere spenti tramite l’apposito interruttore elettrico;

Le sale biliardo e le sale bowling, autorizzate ai sensi dell’art.86 del TULPS, qualora non abbiano installati al loro interno apparecchi da intrattenimento e svago con vincita in denaro di cui all’art.110, comma 6, del TULPS, sono escluse dalla disciplina oraria stabilita con il presente provvedimento, in ragione della loro natura di attività prevalentemente sportiva.

AVVERTENZE

  1. La violazione alle disposizioni di cui al presente provvedimento saranno punite con l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di € 25,00 ad un massimo di € 500,00, ai sensi dell’art.7 bis del Lgs. n.267/2000;
  2. La sanzione amministrativa pecuniaria deve intendersi riferita ad ogni singolo locale o punto di vendita di gioco, indipendentemente dal numero di apparecchi da intrattenimento ivi collocati;
  3. In caso di particolare gravità e recidiva, si applicherà, per un periodo da uno a cinque giorni, la sanzione accessoria della sospensione dell’attività delle sale giochi autorizzate ex 86 ovvero la sospensione del funzionamento degli apparecchi da intrattenimento e svago con vincita in denaro di cui all’art.110, comma 6, del TULPS, collocati in altre tipologie di esercizi (commerciali, locali o punti di offerta del gioco), ai sensi degli artt.86 ed 88 TULPS;
  4. La recidiva si verifica qualora la violazione delle disposizioni sia stata commessa per due volte in un anno, anche se il responsabile ha proceduto al pagamento della sanzione, ai sensi del’art.16 della 689/81.
  5. È vietata qualsiasi attività pubblicitaria relativa all’apertura o all’esercizio di sale da gioco che prevedono vincite in denaro. E’, altresì, vietata la concessione di spazi pubblicitari istituzionali e l’attività di comunicazione istituzionale, per pubblicizzare i giochi che prevedono vincite di denaro.
  6. I gestori delle sale da gioco sono tenuti ad esporre all’ingresso e all’interno delle sale da gioco il materiale informativo, anche predisposto dalle ASL, diretto ad evidenziare il fenomeno del GAP, i rischi correlati al gioco e la presenza sul territorio di servizi di assistenza pubblici e del privato sociale dedicati. I gestori delle sale da gioco sono tenuti, altresì, a monitorare l’efficacia del divieto di utilizzo ai minori di apparecchi e congegni che prevedano vincite in denaro.
  7. Per le violazioni delle disposizioni di cui al punto 5 è prevista, ai sensi dell’art.12, della L.R. 5/2013, una sanzione amministrativa pecuniaria compresa tra € 5.000 ed € 15.000.
  8. La presente ordinanza entra in vigore dalla data di pubblicazione all’Albo Pretorio on line.

DISPONE

La trasmissione al Comando di Polizia Locale e alla Compagnia Carabinieri di   Montefiascone, ai fini del controllo.

IL SINDACO
Massimo Paolini