Danimarca amica della natura

Luca Milani (https://www.trendhim.it)

NewTuscia – Quando parliamo della Danimarca la prima cosa che ci viene in mente sono migliaia di biciclette che sfrecciano lungo le vie di Copenaghen, ma ciò è solamente la punta dell’iceberg. Quello che c’è sotto è un’intera mentalità proiettata sulla protezione dell’ambiente, ed è tipica di tutti i cittadini. Scopriamo ora che cosa fanno i danesi per conservare un bene così importante.

Tutti i cittadini sono consapevoli di quantoenergia prodotta pala eoliche l’ambiente sia importante, anche i bambini, i quali sin dalle elementari imparano tutto sull’ecosistema. La Danimarca ha sempre adottato una posizione ostile verso l’uso di combustibili fossili, e negli ultimi anni ha davvero dimostrato di poterne fare a meno. Infatti nel 2015 erano installate circa 5000 pale eoliche che producono in media più di 5 MW l’una in energia elettrica. Basterebbero 320 di queste pale per eguagliare il livello di una centrale termonucleare che occupa una superficie di 16 chilometri quadrati e produce 3 metri cubi di scorie altamente radioattive ogni anno (ilpost.it).

Non conosciamo i dati del 2017, ma con molta probabilità l’energia prodotta da pale eoliche è maggiore rispetto al 2015. Sappiamo però che ad oggi il 45% dell’energia consumata dai danesi è di origine eolica, contro al 2% registrato nel 1990 ed il governo ha intenzione di investire dai 42 ai 46 milioni di euro entro il 2020, anno in cui (si prevede) verrò raggiunto il 50%. Per il 2025 si mira al 60% mentre, secondo un articolo di denmark.dk, il paese mira a diventare totalmente indipendente da combustibili fossili entro il 2050. È un piano veramente ambizioso, ma non impossibile.

Ma allora se porta veramente tutti questi vantaggi perché gli altri paesi europei investono in centrali nucleari? È molto semplice: produrre 1 MWh di energia elettrica con una centrale nucleare costa 49.5€, con pale eoliche sulla terraferma 82€ e con pale eoliche in mare 220€ (secondo EDF). I numeri parlano da sé.

Usare energia eolictraffic crossinga non è l’unico modo che conoscono i danesi per amare la natura: come ben saprete infatti, amano anche andare in bici, che sia una semplice passeggiata, una giornata di shopping o una stressante giornata lavorativa. Prendendo Copenaghen come esempio, solo il 40% dei cittadini possiede una macchina, ma il 90% ha una bicicletta, e la usa in media per 3.3km al giorno. In totale 1.4 milioni di chilometri vengono percorsi ogni giorno in bici solo nella capitale, è un valore veramente alto, ma potevamo aspettarcelo dato che il numero di biciclette nella città è 5 volte quello delle automobili. Ma il 41% della popolazione viaggia in bici per motivi di studio e lavoro, solo il 24% usa la macchina, mentre il 30% mezzi pubblici (fonte: cycling-embassy.dk) Tra le molte motivazioni che spingono i danesi ad utilizzare questo efficiente mezzo di trasporto c’è la rapidità, il costo di muoversi, la facilità e la sicurezza. Sembra infatti che le piste ciclabili danesi siano molto sicure, le persone si sentono protette durante le pedalate e gli incidenti in cui sono coinvolte biciclette sono molto rari grazie anche alla pazienza di chi guida altri mezzi di trasporto.

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Come se non bastasse la Danimarca detiene il record per il cibo biologico che viene consumato. Lo dice uno studio fatto dalla FiBL, l’istituto svizzero della ricerca per l’agricoltura biologica. Secondo quanto emerso infatti l’8.4% dei cibi venduti in Danimarca sono di origine biologica, al secondo posto troviamo la Svizzera e il Lussemburgo con punteggi rispettivamente del 7.7% e 7.5%. È noto anche che la spesa pro capite danese per questi prodotti è di circa 191€ ogni anno, seconda solo alla Svizzera che raggiunge addirittura quota 262€ (thelocal.dk).

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