Viterbo, presentazione del libro di Giovan Battista Brunori “Benedetto XVI Fede e Profezia”

di Stefano Stefanini  (*)

NewTuscia – VITERBO – L’11 febbraio 2013  passerà alla storia per la dichiarazione di papa Benedetto XVI di  rinuncia al pontificato dal successivo 28 febbraio. Il pontefice lo ha annunciato personalmente, in latino, durante la cerimonia del concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto.

papa benedetto xviiDa più parti si è parlato di un gesto di grande umanità, di coraggio, di modernità  e di esternazione della fragilità e della coerenza dell’uomo, successore di Pietro.

A margine della presentazione del libro di Giovan Battista Brunori oggi a Viterbo “Benedetto XVI Fede e Profezia del primo papa emerito della storia Fedeli laici, giovani e famiglie, non abbiate paura di vivere il Vangelo in solidarietà con la famiglia  umana, al passo con i tempi!

Pensiamo sia opportuno, ricordare la “catechesi” tenuta da Benedetto XVI nella visita pastorale di Viterbo e Bagnoregio di domenica 6 settembre 2009, ripubblicando la cronaca di quella giornata memorabile.

Viterbo e la sua provincia, in diversi contesti storici, è stata scelta più volte come residenza e oggetto di visite da parte dei successori dell’apostolo Pietro. La città dei papi si è stretta nuovamente domenica 6 settembre 2009 intorno al pontefice, accogliendo Benedetto XVI nello scenario unico per aristocratica bellezza della Valle di Faul,  dominata dal Palazzo dei Papi e dal quartiere medievale sapientemente preservato dall’incuria del tempo. Allo stesso modo nel pomeriggio Bagnoregio, nell’accogliere con attento entusiasmo l’insegnamento del papa, si è manifestata degna terra di origine di Bonaventura, mistico francescano e teologo della teologia della storia, oggetto della tesi del giovane docente Josef Ratzinger.

E’ impresa ardua riassumere tutte le emozioni e le sollecitazioni interiori che ciascuno di noi ha vissuto nelle ore trascorse con il papa: il vento dello Spirito ha pervaso la soleggiata giornata domenicale.

L’esortazione del papa: “Fedeli laici, giovani e famiglie, non abbiate paura di vivere e testimoniare la fede nei vari ambiti della società, nelle molteplici situazioni dell’esistenza umana!” Nella mente di tutti resteranno indelebili le parole pronunciate da papa Benedetto nell’omelìa della celebrazione di Valle Faul, l’esortazione rivolta alla città di Viterbo, alle comunità cristiane ed alla società civile: “Fedeli laici, giovani e famiglie, non abbiate paura di vivere e testimoniare la fede nei vari ambiti della società, nelle molteplici situazioni dell’esistenza umana!”

Si succedono le stagioni della storia, cambiano i contesti sociali, ma non muta e non passa di moda  la vocazione dei cristiani a vivere il Vangelo in solidarietà con la famiglia  umana, al passo con i tempi.

Dalla scelta consapevole e dal dono di “vivere il vangelo in solidarietà con l’uomo contemporaneo” il Pontefice fa scaturire l’impegno sociale, il servizio proprio dell’azione politica, lo sviluppo umano integrale, un eloquente richiamo ai contenuti dell’enciclica sociale “Caritas in veritate.”

Prima della testimonianza della fede e dell’attenzione ai segni di Dio, papa Benedetto ha raccomandato di curare l’educazione alla fede, come ricerca, come iniziazione cristiana, come vita in Cristo. In questa esperienza sono coinvolte le parrocchie, le famiglie e le varie realtà associative, i catechisti e tutti gli educatori.

In modo particolare papa Ratzinger ha affermato che  la scuola è chiamata a offrire il proprio apporto, dalle primarie all’università della Tuscia, sempre più importante e prestigiosa e, in particolare, la scuola cattolica, con l’istituto filosofico-teologico San Pietro.

La comunità cittadina  ha pienamente accolto l’esortazione rivolta dal vescovo di Viterbo, mons. Lorenzo Chiarinelli:  i fedeli hanno mostrato “menti aperte, cuori vibranti e volontà decise”.

Il sindaco di Viterbo,  on. Giulio Marini, Santa Rosa ed il carattere dei viterbesi  e di questa terra:  tenace, schietto, forte nella fede e nella speranza, generoso nell’impegno solidaristico.

Il sindaco, on. Giulio Marini, nel suo discorso ufficiale a nome della cittadinanza e  delle istituzioni, ha espresso al papa il saluto di benvenuto nella città di Viterbo, ricordando che nel Palazzo dei Papi maturò il termine conclave, come spazio impegnativo teso alla elezione del pontefice.

Nel nome di Rosa  ogni anno, da secoli, con la straordinaria prova di forza e fede del trasporto della macchina di Santa Rosa si manifesta il carattere dei viterbesi  e di questa terra: tenace, schietto, forte nella fede e nella speranza, generoso nell’impegno solidaristico verso i deboli e i sofferenti, aperto all’accoglienza e attento ai principi della giustizia  e del bene comune.

Una terra, che non sfugge purtroppo ai segni dell’inquietudine contemporanea, il sindaco ha dichiarato di lavorare con tutte le istituzioni per rafforzare quelle scelte politico-amministrative affinché Viterbo  e la Tuscia continuino a crescere, forti delle preziose energie e delle capacità umane e professionali dei giovani, in nome del raggiungimento “di quel bene collettivo che è nostra volontà vedere realizzato pienamente”, in sintonia con le indicazioni di promozione del bene sociale  affermate nell’enciclica “Caritas in Veritate”. Il brevissimo incontro di papa Benedetto con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri, Gianni Letta, ha  rinsaldato i rapporti  tra il Governo e Santa Sede.

BIGIOTTI PAPA BENEDETTOErano presenti, tra gli altri, il presidente della provincia di Viterbo, Alessandro Mazzoli, insieme al sottosegretario  alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, al presidente della regione Lazio, Piero Marrazzo, al prefetto di Viterbo Alessandro Giacchetti, ai parlamentari viterbesi, concordi nell’affermare che la visita pastorale del Santo Padre “rinsalda l’identità culturale e sociale di una terra che ha un forte rapporto con la Chiesa”. L’esortazione pronunciata nella valle di Faul a “Vivere coerentemente il Vangelo con la famiglia umana, al passo con i tempi”, racchiude i temi che papa Ratzinger ha sviluppato nel pomeriggio di domenica 6 settembre 2009 a Bagnoregio, di fronte a tantissimi fedeli ed al sindaco Francesco Bigiotti, rendendo omaggio all’insigne maestro di pensiero e  fonte di  ispirazione teologica: con Bonaventura – primo teologo dell’Ordine di Francesco di Assisi –  per papa Benedetto XVI “spira già il soffio di un tempo nuovo in cui il desiderio dello splendore dell’altro mondo è plasmato da un profondo amore per questa terra sulla quale noi viviamo. Alla chiesa che spera nella pace per un “giorno avvenire” è affidato l’amore per il presente”.

Il viaggio ascensionale verso Dio si riverbera nella bellezza del creato e delle sue creature. Una chiara esortazione alla tutela dell’ambiente da attuare con la forza della fede e della ragione.

La visita di Benedetto XVI, consumata così brevemente nello spazio di una giornata, è ormai consegnata alla storia.   (*) direttore responsabile Rivista Il Centro Italia  (da “Il Centro Italia” EDIZIONE SPECIALE  13 settembre 2009).

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