Fp Cgil e Fp Cisl su incontro con amministrazione comunale Terni

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NewTuscia – TERNI – In data 7 novembre si è tenuto il secondo incontro con l’amministrazione comunale di Terni nel quale la delegazione trattante di parte pubblica ci ha illustrato la seconda proposta, scaturita dai rilievi e dalla documentazione prodotta dalle scriventi organizzazioni sindacali in sede di illustrazione e discussione della prima proposta il 06.10.2017.

Tale riformulazione avrebbe dovuto recepire le obiezioni circostanziate che avevamo formalmente presentato nella precedente riunione ma purtroppo, come avevamo già pronosticato nell’assemblea tenutasi il 03.10.2017, presso la Sala Rossa di Palazzo Gazzoli, la nuova stesura non recepisce affatto quanto avevamo suggerito e si limita alla sola compensazione dell’illegittimo debito di 257.000 euro, che comunque rimarrebbe a carico dei dipendenti, utilizzando fondi da prelevare dai resti delle facoltà assunzionali dell’Ente.
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La riformulazione propostaci è stata perciò assolutamente irricevibile e parziale visto che non fa che riconfermare l’ingente danno economico al personale, sia a causa del mancato inserimento di una cospicua parte di somme arretrate non percepite, sia a causa del danno irrecuperabile dovuto alle limitazioni legislative al “tetto” del Fondo.
Le Scriventi Organizzazioni si sono viste perciò costrette in tale sede a consegnare una dichiarazione al verbale annunciando che, come da mandato unanime assembleare, si sarebbe proceduto con l’apertura di un contenzioso legale, volto ad una legittima ricostruzione dei fondi del salario accessorio pregressi, comprendente le risorse della RIA, avente prescrizione decennale di legge e comprensivo del risarcimento del danno per cifre non più inseribili e non più erogabili a causa dei sopracitati tetti del Fondo.
Tale situazione, già di per sé grave, si è resa drammatica dopo che ci è stato reso noto un quadro di possibili tagli al fondo del salario accessorio per un importo stimato di circa 400.000 euro che andrebbe ad inserirsi in un contesto nel quale invece il Fondo dei Dirigenti non solo non ha visto tagli, se non quelli di legge, ma dal 2003 presenta un sistematico ed illegittimo incremento annuo di 36.500 euro (art. 26 c.3).

Sul piano prettamente politico riteniamo che il compito che le scriventi Organizzazioni Sindacali stanno svolgendo è proprio quello di vigilanza sull’operato delle Amministrazioni, affinché queste operino nel rispetto di norme e contratti nazionali, mantenendo un atteggiamento di assoluta indipendenza dalla politica o dalle maggioranze che di volta in volta sono chiamate dai cittadini a governare le comunità.

Come abbiamo già più volte sostenuto le Scriventi Organizzazioni non auspicano di certo la bocciatura del piano di riequilibrio finanziario presentato dall’Amministrazione, ma non per questo sono disposte ad adottare atteggiamenti che limiterebbero le prerogative proprie del sindacato, volte alla tutela dei lavoratori, al rispetto delle norme, al mantenimento dei servizi pubblici essenziali, siano essi i servizi educativi, farmacie comunali, trasporti scolastici o altro.

Riguardo invece ad eventuali danni economici al personale, che deriverebbero dalla bocciatura del piano di riequilibrio, va precisato che i paventati tagli si andrebbero ad aggiungere a quelli già effettuati a vario titolo dall’attuale Amministrazione, e comporterebbero una drastica riduzione economica nell’ambito di un aumento dei carichi di lavoro causato dal forzato blocco del turn-over.

Cgil e Cisl non parteciperanno ad iniziative che sul piano giuridico risulterebbero assolutamente irrilevanti rispetto alle decisioni degli organi di controllo e che sul piano politico sono derubricabili a semplice sostegno ad una precisa parte politica.
Le organizzazioni sindacali confederali e di categoria hanno più volte ed in varie occasioni, offerto il loro contributo per poter suggerire iniziative e percorsi in grado di evitare, o anche solo mitigare, la situazione che oggi è sotto gli occhi di tutti.
La politica ha legittimamente ritenuto di procedere autonomamente, dando precisi indirizzi, mentre la Dirigenza ha operato secondo proprie prerogative attuando norme non sempre nel modo corretto (come testimonia il mancato inserimento della R.I.A. nei fondi). Ci pare oggi perciò opportuno e corretto che ognuno si assuma le proprie responsabilità sia di fronte ai cittadini che ai lavoratori del Comune di Terni.