Talotta (Fondazione per la Tuscia): “Licenziamenti all’Alta ferita per il Viterbese”

NewTuscia – VITERBO – Ci risiamo, tutte le volte che il Governo annuncia il “miracolo economico”, lo sviluppo delle imprese, un milione di posti di lavoro e più ricchezza per tutti, per il terfondazione per la tusciaritorio viterbese accade esattamente il contrario e, puntualmente, si registrano gravi  recessioni sul piano occupazionale che fanno sprofondare nella disperazione molte famiglie alle quali mancherà il sostegno economico per assicurarsi una vita dignitosa e tranquilla.

Lo sanno benissimo i 36 lavoratori dell’Alta di Bagnoregio che, come recentemente appreso, dal 31 ottobre sono  stati tutti licenziati per una crisi irreversibile che ha colpito la loro fabbrica, aumentando così il numero dei disoccupati che, nella Tuscia, non conosce regressione e che, purtroppo, continua a estendersi nonostante le statistiche dell’ISTAT che annunciano un cambio di rotta in fatto di crescita e occupazione.

Il responsabile sindacale della CISL Fortunato Mannino non ha esagerato quando ha parlato di “dramma consumato nell’indifferenza generale”, anche perché, in questo caso, non è soltanto il licenziamento degli operai dell’ALTA ad essere messo in discussione ma, più in generale, è lo “status” della Provincia di Viterbo che  persevera una condizione da “terzo mondo” se parliamo di occasioni mancate per vivacizzare un territorio che, di certo, non manca di risorse naturali e di tante e variegate professionalità.

Certo, la cosa che più ci indigna è proprio quella brutta malattia che si chiama “indifferenza generale”, oggi richiamata dal sindacalista Mannino e che dovrebbe far riflettere tutti per sollecitare soluzioni e azioni che possano scongiurare episodi drammatici come la sorte disgraziata dell’ALTA e dei suoi dipendenti che, adesso, rischiano di essere dimenticati e completamente isolati con i loro enormi problemi presenti e futuri.

FondAzione per la Tuscia, pur consapevole che le parole di rito e la solita “espressione di solidarietà” non porteranno il pane nella casa dei 36 operai licenziati, vuole ricordare che certe sventure, che oggi interessano questo o quello, un domani potrebbero riguardare altre fasce di popolazione e ingigantire ancora di più il dramma della disoccupazione giovanile e non solo.

Da qui la necessità di alzare forte e chiaro il grido di indignazione della gente di fronte a tali episodi  che distruggono la vita di tante persone, da qui la necessità di pretendere molto di più dall’azione politica e dalla presenza delle Istituzioni che, diciamolo apertamente, hanno fatto veramente poco per ridurre il triste fenomeno  della recessione delle piccole e medie imprese attive nel territorio viterbese.

 

Gaetano Alaimo

Giornalista iscritto all'Albo dal 2002. Ha collaborato al Messaggero di Viterbo per 4 anni. Ha diretto prima Ontuscia.it e dal 2008 dirige NewTuscia.it. A Tele Lazio Nord conduce "Luce Nuova sui fatti", trasmissione settimanale di approfondimento tematico in onda il giovedì alle 21