Prima Guerra Mondiale e presidente della Provincia Pietro Nocchi nella prossima puntata di “Fatti e commenti”

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NewTuscia – VITERBO – Nell’intervista concessa a chi scrive e a Gaetano Alaimo dal presidente della provincia Pietro Nocchi e dal prof. sante Cruciani ordinario di Storia dei Trattati Internazionali all’Universita della Tuscia, abbiamo posto in risaalaimo stefaninilto i valori della riscoperta del sacrificio di giovani, sacrificatisi, spesso inconsapevolmente per dare Unità e dignità all’Italia. Il presidente della provincia e sindaco di Capranica illustrerà nella trasmissione in onda su Teleorte e newtusciaTv le iniziative che si svolgeranno nei comuni sabato 4 novembre, in particolare a Capranica verranno letti dai ragazzi delle scuole i nomi dei Caduti della Grande Guerra  e verranno ricordate le donne, gli anziani ed i bambini che vissero nei paesi di origine il sacrificio dei loro congiunti, alcuni morti altri ritornati dal fronte, recuperando una rapporto vitale con la vita e il significato profondo della Pace internazionale ed interna, purtroppo violata con la seconda Guerra Mondiale e con i micro conflitti che si sono succeduti sino ad oggi nello scacchiere internazionale.

Domani 2 novembre alle ore 10, presso l’ala monumentale del Cimitero verrà  reso omaggio dalle Autorità cittadine e dalle Forze Armate dell’ XI Deposito del’Aeronautica Militare di Orte, dalle Forze di Polizia in servizio nel territorio e dalle Associazioni di Combattenti e Reduci e Associazioni d’Arma  alle tombe  che ricordano  il sacrificio  di don Pacifico Arcangeli, caduto nel 1918 sul Monte Grappa, a cui è intitolata la Scuola elementare di Orte centro storico e  Sirto Sacchetti,  caduto nel 1915 sul Podgora, al cui sacrificio è intitolata la scuola elementare di Orte Scalo.  Nel pomeriggio di domani alle ore 15 sempre presso la Cappella del Cimitero verrà celebrata una Santa messa in suffragio dei Defunti della città .

Sabato  4 novembre  Orte, come tutte le città d’Italia,  ricorderà i caduti ed i combattenti reduci con una doppia cerimonia:  la prima alle 10,30 presso il monumento alle vittime del bombardamento del 29 agosto 1943, in Orte Stazione e alle ore 11,00 con  la deposizione delle corone d’alloro del comune di Orte e delle Autorità Militari  al monumento ai Caduti della Prima Guerra mondiale nel Centro Storico.

Presso la chiesa di Sant’Antonio in Orte Scalo verrà  ricordato  Padre Geremia Subiaco sepolto davanti alle lapidi che ricordano i soldati ed i civili morti nella Prima e Seconda  Guerra Mondiale, nella chiesa che realizzò come  primo parroco di Orte Scalo. Padre Geremia ricevette un encomio solenne come ufficiale cappellano della Grande Guerra, per un intervento  di  recupero dei feriti sotto le linee Austriache sul complesso dolomitico delle Tofane.    Ad Orte furono centoquattro i giovani soldati  caduti nel primo conflitto mondiale, i reduci mutilati furono nove, tra i quali il cav. Publio Frale, medaglia  d’argento e croce al merito,  23 gli invalidi olt

Pietro Nocchi
Il presidente della Provincia, Pietro Nocchi

re a tanti decorati per il coraggio delle loro azioni.

 

Le istituzioni – in particolare la Presidenza della Repubblica, le Forze Armate e di Polizia, presidio delle libertà democratiche, i Comuni e le Istituzioni scolastiche e l’Universita’ della Tuscia  –  stanno  lavorando per riscoprire  e diffondere  nei cittadini, in particolare tra i più giovani, i Valori più profondi della nostra Storia.

Con ml’Armistizio del  4 novembre 1918 l’Italia vinceva la Grande Guerra. Per ridare all’Italia Trento e Trieste erano morti settecentomila soldati e molti altri erano rimasti mutilati o invalidi. Questo sacrificio non può essere dimenticato, anche per il futuro. L’Italia che aveva vinto nel 1918, infatti, si era sollevata dalla più grande catastrofe che l’avesse mai colpita: la disfatta di Caporetto. In solo un anno aveva fermato il nemico e l’aveva sconfitto.

Il significato del 4 novembre va rivitalizzato come ricorrenza di tutti gli Italiani,   in quanto gli storici  e l’opinione pubblica sono  concordi nel sostenere che la vittoria dell’Italia nella prima Guerra Mondiale abbia portato a compimento il processo dell’Unità e le aspirazioni del Risorgimento.

Fortunatamente  molte istituzioni – in particolare la Presidenza della Repubblica, le Forze Armate e di Polizia, presidio delle libertà democratiche, le Province, i Comuni e le Istituzioni scolastiche e L’ Università della Tuscia con il convegno “I giovani e Caporetto” che si svolgerà il 14 novembre prossimo –  stanno  lavorando per riscoprire  e diffondere  nei cittadini, in particolare tra i più giovani, i Valori più profondi della nostra Storia.

 

Il sacrificio di molti giovani soldati

In tutti i comuni d’Italia, si ricorda il sacrificio di tanti giovani soldati: un’altra Italia si rialzava in piedi dopo il disastro di Caporetto.  Con l’eroismo dimostrato da tanti giovani soldati  a Vittorio Veneto l’Italia si rialzava e vinceva una guerra, la più spaventosa guerra che fino ad allora il mondo avesse visto. Una guerra vinta – non contro altri italiani – ma contro un altro Stato che da secoli dominava importanti regioni e che impediva il compimento del processo unitario iniziato con la Prima Guerra di Indipendenza nel 1848.

Tutto questo oggi nell’Italia delle mille crisi e delle mille emergenze, sembra quasi una leggenda. Occorre quindi ripartire dal 4 novembre: una festa  corale e condivisa. La festa di tutto il popolo italiano. Delle sue Forze Armate, che il 4 novembre 1918 conquistarono la Vittoria, ma anche del popolo, in particolare delle donne rimaste ad attendere i loro uomini impegnati al fronte, come ricordato dal presidente della provincia e sindaco di Capranica, Pietro Nocchi nell’ intervista a noi rilasciata, donne, anziani e bambini che  e soffrirono con i loro mariti, figli o papa’  soldati. La festa dell’orgoglio di una nazione che non fu messa in ginocchio, ma seppe riscattarsi e imporsi all’ammirazione del mondo.

E’ significativo che oggi di fronte ai nostri Monumenti, pensando alle cittadine colpite dal terremoto che hanno visto distrutti anche i loro Monumenti, possiamo celebrare il 4 novembre riconciliati con gli ex nemici di allora, nella consapevolezza che valore, sacrificio e coraggio sono valori universali che uniscono e non dividono.