“I graffiti di Dana” (Blog ironico sull’attualità). Via col Veneto Indipendence day 1848-2017

NewTuscia – Buon inizio settimana. Una mattina mi son svegliata ed ho visto l’invasor… Garibaldi fu ferito

fu ferito ad una gamba

Garibaldi che comanda

che comanda i suoi soldà!

E’ già sono passati 150 anni quando il mio bis bis bis nonno combatté con i 1000, nelle guerre d’indipendenza italiane, pe unificare l’Italia ed ora Salvini che fa? Urina sulla sua tomba! furono tre conflitti che ebbero come esito l’unificazione dell’Italia. Tali eventi furono gli episodi cardine del Risorgimento.

Ieri 29 ottobre, si sono spostate le lancette indietro di un’ora, in Veneto e Lombardia, di un secolo.

“Cambia la storia, ridateci le nostre tasse, vogliamo il 90% di quel che versiamo allo Stato”. LOMBARDIA E VENETO – Il 22 ottobre si è votato per un referendum sulla cosiddetta autonomia. C’è talmente tanta confusione attorno ai referendum che Emanuele Filiberto ha appena fatto un discorso al Piemonte e alla Sardegna.

Luca Zaia ha stravinto il referendum consultivo in Veneto, mentre in Lombardia con Roberto Maroni il risultato è più modesto visto che l’affluenza è stata del 38,5. Mi chiedo, ma da oggi i veneti sono extracomunitari?

Le due Regioni hanno chiesto ai cittadini se vogliono che la giunta regionale faccrenzi salviniia richiesta allo Stato per ottenere maggiore autonomia. Zaia e Maroni vogliono l’autonomia, non l’indipendenza. È come scegliere tra ricevere la paghetta o guadagnarsi lo stipendio. Il risultato comunque era scontato. Chiedere ai veneti se volevano meno tasse era come chiedere a Weinstein se voleva più pompini.

L’esito del referendum non è vincolante e sulla procedura di concessione di maggiore autonomia l’ultima parola spetta al governo. Per fare richiesta di maggiore autonomia, una possibilità prevista dall’articolo 116 della Costituzione fin dal 2001 (e mai invocata da nessuna regione), non è necessario fare un referendum e in molti hanno accusato i due presidenti di regione, Roberto Maroni e Luca Zaia, entrambi della Lega Nord, di usare denaro pubblico (le stime dei costi dei referendum lombardo-veneti oscillano tra 30 e 50 milioni di euro) per un referendum che ha tutta l’aria di essere campagna elettorale. Le urne aperte dalle ore 7 alle 23. Diverse, però, sono le modalità di voto previste. La Lombardia ha deciso di sperimentare il voto elettronico. Piccolo inconveniente coi tablet nei seggi lombardi, non hanno funzionato bene. Alcuni permettevano di votare soltanto Di Maio premier. L’affluenza è stata talmente bassa che la prossima volta faranno votare con la playstation. In Lombardia il dato delle 12 è stato diffuso alle 17. Prima si è reso necessario l’intervento del VAR.

In Veneto Zaia ha votato in una scuola elementare. Se il referendum non fosse passato avrebbe chiesto asilo. L’inutilità della scuola pubblica italiana si vede anche dal fatto che non crolla mai al momento opportuno. I terroni del nord hanno utilizzato le tradizionali schede di carta…già qui si è evidenziato il nord ovest polentone ed il nord est terrone. Alle 12 l’affluenza al referendum è stata bassissima. Ma aspettiamo l’ora dello spritz in Veneto, in netto vantaggio il prosecco.
Il Veneto raggiunge il quorum. Anche se l’obiettivo è raggiungere l’Austria. Zaia commenta: “Scriveremo una pagina di storia”. Basta che lasciate stare la geografia,
Salvini non leggerà neanche quella.

Secondo Zaia: “L’esempio è la Germania”. Non mi è chiaro se quella del Muro o del terzo Reich?

Quindi il referendum è davvero puro e inutile populismo leghista?

Con questo referendum, in caso di vittoria del sì, la Regione verrà autorizzata ad intraprendere le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, pur restando, come detto, nel quadro dell’unità nazionale. L’unità verrà distrutta all’alba. Referendum Autonomia, Salvini: “Da domani iniziamo a trattare col governo centrale”. Così per almeno 6 mesi ha una nuova scusa per non andare a Bruxelles. H dichiarato anche: “Si vota per la politica a km 0”. Che poi sono quelli che fa lui per andare a Bruxelles.

La cosa bella è che adesso Zaia e Maroni andranno a Roma a trattare e non torneranno prima del 2100.

Ma come finirà veramente?
2057. La Lombardia ottiene la piena autonomia. Ma poco dopo il comune di Pavia fa notare di produrre molto più gettito imponibile di Sondrio e Lodi e chiede e ottiene la loro esclusione tramite referendum. La mossa scatena una reazione a catena. Brescia a sua volta fa espellere Pavia, per poi subire la stessa sorte su richiesta di Varese, poi cacciata da Bergamo. Dopo tre mesi di apparente tranquillità, Mantova e Cremona fanno escludere Bergamo, e poi escono per opera di Lecco e Como, costrette a cedere per mano di Monza e Brianza. Alla fine rimane la sola provincia di Milano. Ma l’architetto Fumagalli non è soddisfatto e fa espellere il rag. Brambilla reo di avere fatturato solo 400.000.000 euro nel 2057. Rimasti solo in quattordici si accorgono di avere scarso potere contrattuale sullo scacchiere internazionale, e implorano Kim Jong-un di annetterli alla Corea del Nord. Ma lui rifiuta definendoli “한국어 朝鮮語” (egoisti bauscia cacacazzo), non lasciando loro scelta: Il Veneto del nord, ha già pronto un referendum per avere più autonomia dal Veneto del sud.

Secondo me, in Lombardia il referendum ha avuto un chiaro vincitore: quello che ha venduto i tablet alla regione.

Ora Lombardia e Veneto saranno più simili alla Germania. Già non capivo cosa dicevano prima…

bauscien e polentonen