Peppe Sini, preghiera al Senato di approvare un ordine del giorno

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Peppe SiniNewTuscia – VITERBO – Peppe Sini, responsabile del Centro di ricerca per la pace e i diritti umani,  chiede al Senato di approvare un ordine del giorno che impegni il Parlamento ad approvare entro la fine della legislatura una  legge per il riconoscimento del diritto di voto nelle elezioni amministrative a tutte le persone stabilmente residenti in Italia.

Al Presidente del Senato della Repubblica a tutte le senatrici e tutti i senatori
e per conoscenza: alle deputate e ai deputati, alle ministre ed ai ministri

Egregie senatrici ed egregi senatori,

dopo i voti di fiducia odierni sembra evidente che domani sarà approvata la nuova legge elettorale, e che in essa ancora una volta non sarà previsto il riconoscimento del diritto di voto per quasi un decimo della reale popolazione italiana.

Lo constatiamo e ci addolora.

Mentre ringraziamo ancora una volta tutte e tutti i parlamentari che  hanno condiviso l’appello “Una persona, un voto” o che hanno comunque espresso attenzione ad esso, a tutte e tutti i parlamentari formuliamo una proposta ancora: che prima del voto finale sulla nuova legge elettorale sia predisposto, presentato e approvato un ordine del giorno che impegni il Parlamento ad approvare entro la fine della legislatura una legge per il riconoscimento del diritto di voto nelle elezioni amministrative a tutte le persone stabilmente residenti in Italia.

Egregie senatrici ed egregi senatori,

come è noto esiste già un progetto di legge depositato da anni, elaborato dall’Associazione Nazionale dei Comuni d’Italia che gli enti locali rappresenta, il quale progetto di legge reca “Norme per la partecipazione politica ed amministrativa e per il diritto di elettorato senza discriminazioni di cittadinanza e di nazionalita’” e sostanzialmente prevede il riconoscimento del diritto di voto nelle elezioni comunali a tutte le persone che stabilmente risiedono nel  nostro paese da almeno cinque anni. A suo tempo espressero il loro pieno sostegno a questa proposta le dirigenze di forze politiche i cui rappresentanti costituiscono la maggioranza dei membri del Parlamento, e tra i più autorevoli ed impegnati promotori dell’iniziativa vi erano persone che oggi sono ministri della Repubblica.

Mentre il razzismo nuovamente divampa in Europa – ed anche in Italia, con episodi ignobili e mostruosi -, non sarebbe un segno, un gesto, un fatto di grande valore che il Parlamento almeno per quanto concerne le elezioni amministrative riconoscesse il diritto di voto a tutte le persone che in Italia stabilmente risiedono, a tutte le persone che sono il popolo italiano così com’esso realmente oggi è?

Ancora una volta grazie di cuore della vostra attenzione. Ancora una
volta augurandovi ogni bene.

Peppe Sini, responsabile del “Centro di ricerca per la pace e i diritti umani” di Viterbo